Lago di Como : 25 e 26 aprile 2008

Era prevedibile che il traffico stradale fosse di quelli da bollino rosso, ma tant’è quando non hai altre possibilità per muoverti e hai bisogno di cambiar aria per un paio di giorni, sali in macchina e vai affrontando i possibili ...

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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Era prevedibile che il traffico stradale fosse di quelli da bollino rosso, ma tant’è quando non hai altre possibilità per muoverti e hai bisogno di cambiar aria per un paio di giorni, sali in macchina e vai affrontando i possibili inconvenienti. Attraversiamo velocemente Como, saliamo verso Cernobbio e poi risaliamo il Lago di Como fermandoci dopo aver fatto non poche ore di macchina in località Laglio per un pranzo in riva al lago. La giornata è splendida, i colori del lago pure, non si può non approfittarne per fare alcune foto dai giardinetti.

Riprendiamo a salire lungo quel braccio del lago, sosta a Brienno per un paio di foto veloci e poi ancora avanti. Quanti sarebbero gi angoli che meriterebbero una visita anche veloce e una foto. La nostra meta, suggeritaci da un caro amico è Villa Carlotta, in località Tremezzo. Giunti sul posto, troviamo a stento un posto auto, e facciamo due passi proprio lungo il lago, per ammirare la Villa dall’esterno in quanto entrare richiederebbe molto tempo, la coda delle persone in attesa, fa capire subito che forse c’è troppa gente anche al suo interno, quindi optiamo per due foto dall’esterno ed una breve passeggiata che ci offre la possibilità di imbatterci in uno stupendo pergolato di glicine. Cambiamo il programma, non essendo molto conveniente entrare ora a Villa Carlotta, rimandiamo la visita alla mattina seguente, e proseguiamo lungo il lago per avvicinarci alla nostra meta, Peglio, l’unica località sul lago in cui siamo riusciti a trovare una stanza. Risalendo il lago facciamo tappa a Menaggio e poi a Gravedona. In questo paese un venticello ci accoglie e ci fa compagnia increspando un pochino le onde del lago. E’ un bel paesotto, con un bel lungo lago, sul quale domina il Palazzo Gallio verso nord mentre a sud la Chiesa Medievale di Santa Maria del Tiglio. Quando il sole comincia a scendere, noi cominciamo a salire in montagna per raggiungere la località di Peglio. Le fotografie scattate lungo i tornanti per salire a quota 700mt di altezza offrono una infinità di paesaggi colorati che ci affascinano, anche l’ambiente che chi ospita, una trattoria con alloggio ha il sapore di altri tempi, nel bene e nel male ma per noi è un ritorno ad origini semplici, forse anche montane che ci gustiamo fino in fondo, e la vista sul lago, con il vertice dei due rami del Lago di Como che da qui si intravvedono perfettamente è bellissima.

La mattina seguente prima di ridiscendere sul lago, facciamo tappa alla chiesa di Sant’Eusebio originaria del 1400 circa, ristrutturata e decorata con importanti affreschi dal 1600 in poi, occupa una posizione stupefacente. La vista sul lago sottostante e sulle montagne che le circondano è di quelle mozzafiato. Arriviamo a Villa Carlotta, i cui giardini sono forse nel periodo migliore per la fioritura di azalee, rododendri, oleandri etc. Magnifico davvero l’impatto dei colori del Giardino Roccioso e del verde della Valle delle Felci illuminate da un sole decisamente primaverile. Gli scorci panoramici sulla vicina Bellaggio sono incantevoli. Anche l’interno della Villa adibito a museo è ben curato ed interessante. Nel pomeriggio prendiamo il battello attraversiamo il ramo del lago che porta a Como per approdare a Bellagio, non a torto conosciuta come la "perla" del Lago di Como. Si trova infatti sulla punta estrema del promontorio che divide il lago nei due rami di Como e di Lecco. La cittadina si estende in parte sulla zona rivierasca e in parte sulle pendici del promontorio. Grazie a questa particolare ubicazione vi è una straordinaria varietà panoramica e la vista può spaziare su tutto il lago. Di Bellagio sono famosissime le ville, coi relativi parchi. Torniamo a Cadenabbia, recuperiamo l’auto ed ormai si fa sera. Prendiamo quindi l’ultimo traghetto per Varenna, per ridiscendere il Lago ma dalla parte del ramo di Lecco, che raggiungiamo al tramonto. Uno sguardo fugace, senza per altro averne sensazioni particolari, quindi decidiamo di ripartire fermandoci poco più avanti in un ristorante dove abbiamo la fortuna di cenare con grande soddisfazione per il nostro palato.

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