Vilnius by night

Abbiamo due grandi preoccupazioni per questo viaggio: l’affidabilità dei vettori aerei su cui dovremo salire e il poco tempo a disposizione per goderci appieno la vacanza. Io e l’amico Uccio siamo ormai una coppia super - affiatata e le difficoltà ...

  • di palinuro71
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Abbiamo due grandi preoccupazioni per questo viaggio: l’affidabilità dei vettori aerei su cui dovremo salire e il poco tempo a disposizione per goderci appieno la vacanza. Io e l’amico Uccio siamo ormai una coppia super - affiatata e le difficoltà le superiamo allegramente.

Solamente nella pista dell’aeroporto di Malpensa a Milano rischiamo letteralmente di c...I addosso. Il terrore comincia a delinearsi sui nostri volti quando dai vetri del bus-navetta intravvediamo il modello di aereo della Lithuania Airlines. Un Saab, bielica, piccolo, stretto e affusolato dove da un lato si delinea un'unica fila e dall’altro sono insaccati due sedili l’uno sull’altro. Il velivolo ci dovrà portare in due ore e 40 minuti a Vilnius, la capitale della Lituania uno dei paesi ex-soviet che si affaccia sul Mar Baltico. Il volo, per fortuna senza turbolenze di rilevo, sarà regolare così come puntuale all’arrivo. L’aeroporto è a dieci minuti dalla città vecchia dove abbiamo riservato un alloggio da mille e una notte, tradotto in linguaggio monetario, da trecento euro per tre notti. Non pochissimo per gli standard della città ma sicuramente ne valeva la pena. Passo ad una breve descrizione dell’abitazione: INDIRIZZO: Mesiniu street ( per ricordarcelo abbiamo dovuto scomodare nientemeno che l’ex primula rossa della Barbagia Graziano Mesina) nel limite alto della old city a fianco dell’ambasciata norvegese.

INTERNI: Dislocata su due livelli con un doppio vano ingresso, 2 cucine con arredi modernissimi, muro grezzo con pietra in rilievo, 2 Tv al plasma con impianto satellitare, salottino con divano bianco a doppia L relegato in un angolo assolutamente riservato e 2 bagni dotati di tutti i confort.

Le scale a chiocciola ti conducono, infine, verso un luogo peccaminoso, rilassante ed etereo nello stesso tempo un misto di tra vizio e perdizione. Davanti agli occhi ci si presenta di botto una luccicante vasca Jacuzzi di ultima generazione e appena a ridosso una porticina a vetri. All’interno due panche in legno con al centro uno scaldino; in mezzo tutta una serie di pietre laviche poste in un cestello di ghisa per mantenere temperatura e calore. I vari trucchi per ruotare nel verso giusto le manopole e per attivare i marchingegni ci vengono illustrati, a stretto giro di posta, dal padrone di casa. La speranza è quella di utilizzare tutto questo lusso per giustificare il prezzo ma soprattutto per porre un sigillo indelebile a questa nostra permanenza in terra lituana. Disfiamo le valigie, una doccia veloce e via fuori, all’esterno, per prendere confidenza con le vie e i luoghi dove trascorrere le nostre folli serate. La zona di maggior interesse notiamo subito che è straricca di locali all’aperto con tavolini e ombrelloni posizionati su vari punti del marciapiede centrale. Anche qui, come in tutti i paesi nordici ( e non solo :-) la buona ed economicissima (un euro a bicchiere) birra Svyturis viene bevuta a fiumi e le donne sono quelle che più di tutti ci vanno giù pesante. Il cibo, al contrario, è una mappazza per lo stomaco, in netto contrasto con la dieta mediterranea, ricco di aglio, salse piccanti, panna acida e cipolle. Noi per tenerci leggeri (più o meno) optiamo per un piatto di salmone, l’unica cosa che insieme alla pizza (Pica italiski) sembra commestibile. Seduti a tavola cominciamo a scambiarci i primi pareri antropomorfici e sociologici sulla realtà nella quale, qualche ora prima, siamo stati catapultati. Quello che balza agli occhi in prima battuta è la povertà di questo luogo, la massiccia presenza di “homeless” e il netto divario tra chi vive bene e chi sbarca il lunario tutti i giorni. A volte è capitato di vedere il poveraccio che oltre a chiedere l’elemosina cercava contemporaneamente di infilare un dito sporco e calloso nel piatto per sottrarci avidamente pezzi di cibo. La prima impressione non è francamente tra le migliori ma ciò non significa che dobbiamo abbatterci al primo colpo! Si fa rientro in casa per rilassarci e riordinare le idee un paio d’ore. Vestitino di tendenza, profumo, gel e ci sentiamo i classici italiani duri e puri che in genere non temono rivali. Ovviamente non essendo ancora padroni della situazione siamo costretti ad utilizzare i TAKSI ( qui si scrive così) per farci scorrazzare in lungo e in largo. Ai tassisti chiediamo subito quelli che sono i locali più Inn del momento, gli orari di chiusura e quelli con il maggior numero di presenze locali preferibilmente di sesso femminile magari anche bionde e se siamo fortunati con gli occhi azzurri. La prima tappa la facciamo al Prospekto un disco-pub che fa girare musica dance, gestito da un ragazzo di Lecce. Io non sono felicissimo del posto (super-rinomato nelle varie guide online) perché non amo il tipo di dislocazione e il genere ibrido. Se bevo da seduto non riesco a convivere con ballerini che ancheggiano a 10 cm. Dai tavoli senza che questo mi crei disagio. Ho sentito parlar bene di un altro posto, si chiama Pabo Latino e dal nome è facile intuire il tipo di musica che propone; mai scelta fu più azzeccata. Lo stile caraibico è un genere col quale, di solito, faccio cazzotti ma quel poco che ricordo è sufficiente per scatenare il Tony Manero che c’è in me. Con una ragazza giovane, minuta e molto carina facciamo uno show esilarante per più di un’ora, al centro della pista, che manda letteralmente in visibilio gli avventori del locale seduti nelle poltroncine. Giunti alla fine della serata mi ricordo di non essere più un ragazzino, il cuore aveva superato il limite dei battiti e l’alcool iniziava a produrre effetti devastanti. Nello stesso tempo mi sento orgoglioso e soddisfatto, sembra quasi di rispecchiarmi nelle parole di una canzone di Piero Marras dal titolo Notte Lituana e che recita: “ Mamma dovresti vedere come son bello stasera, sembro davvero un soldato ho la nevrosi al sedere, lo sguardo dentro un bicchiere e sono tutto sudato.” Con Jurate, questo è il nome della ragazza, ci diamo appuntamento in Italia per una sua eventuale visita invernale. Nel frattempo Uccio, che non ama tantissimo la musica latino-americana, si congeda da Agne, un’interessante biondina, con la quale si scambiano i numeri di telefono

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