Partenza il 11/5/2018 · Ritorno il 14/5/2018
Viaggiatori: 1 · Spesa: Fino a 500 euro

“My lonely” Lisbona: viaggio in solitaria alla scoperta della capitale del Portogallo

di storm_87 - pubblicato il

Lisbona, “my lonely” Lisbona. Non è il titolo di un film o di un libro ma, semplicemente, il modo in cui ho vissuto la mia vacanza nella capitale del Portogallo.

Erano alcuni anni che non viaggiavo all’estero (ultima esperienza Minorca e Barcellona nel 2015…) e quest’anno, appena libero da una serie di impegni personali e lavorativi, ho deciso di prendere la palla al balzo e partire. Da solo. Essendo da poco single e non avendo trovato compagni di viaggio interessati a scoprire la capitale del Portogallo, non mi sono perso d’animo e ho prenotato in totale autonomia il mio viaggio.

Partenza da Napoli venerdì 11 maggio con volo diretto Ryanair. Dopo 3 ore di volo circa e un comodo spostamento in metro dall’aeroporto al centro città, alle 18 circa sono già in camera. Ho prenotato un alloggio (camera singola, con bagno e cucina in comune) attraverso Airbnb pagando circa 35 euro a notte (costi di servizio compresi), senza colazione. La stanza era comoda, con arredamento essenziale ma ideale per il mio soggiorno di breve durata. Il grandissimo vantaggio è la posizione: si trova su Rua dos Fanqueiros, quartiere Baixa, a due minuti a piedi dalla centralissima Rua Augusta, centro nevralgico della vita turistica e commerciale di Lisbona.

Messa a posto la valigia, ho subito preso la mia macchina fotografica e sono andato in giro per la città…

VENERDì 11 MAGGIO

Uscito dal portone del mio alloggio, mi sono subito recato nella vicinissima Praça do Comercio. Situata a pochissimi metri dal fiume Tago, la piazza, nei giorni della mia vacanza, è stata teatro dell’edizione 2018 dell’Eurovision Song Contest. Nel mezzo dell’ampia spianata, infatti, era stato montato il villaggio della manifestazione e tutta la zona circostante era letteralmente inondata da turisti di ogni età accorsi in Portogallo per sostenere i propri beniamini e gustarsi lo spettacolo.

A Praça do Comercio mi sono intrattenuto a lungo nei pressi del fiume Tago, col sole caldo che si avviava verso il tramonto reso più tenue dal vento fresco che aleggiava su Lisbona. Dopo una bella dose di foto ho imboccato, attraverso l’arco che sormonta la piazza, Rua Augusta, la via dello shopping di Lisbona, concedendomi una piccola sosta culinaria per mangiare il pastel de bacalhau, una frittella di baccalà con formaggio tipica di Lisbona.

In pochissimo tempo, tra uno sguardo alle vetrine dei negozi e un’occhiata ai ristoranti in cerca di qualche suggerimento per la cena, sono arrivato nella centralissima Praça Dom Pedro IV, a pochissimi metri dalla stazione di Rossio. Qui mi sono dilungato ad andare a zonzo per la piazza e per i vicoletti circostanti per placare la mia sete di fotografia.

A ora di cena, poi, ho scelto di seguire i consigli che avevo letto su qualche sito che avevo consultato prima della partenza per il Portogallo e ho scelto il ristorante Granja Velha. Situato a pochissimi metri dalla Rua Augusta e da Praça Dom Pedro IV, questo locale non è assolutamente affollato, né tantomeno risulta essere meta del turismo di massa. Quando ci sono entrato, nonostante fossero quasi le 21, il locale era vuoto (sono stato il primo cliente!!!) e il personale parla solo portoghese. Con un po’ di inglese e di spagnolo, però, sono riuscito a farmi capire e ho ordinato un antipasto con un formaggio tipico locale abbinato a un bicchierino di Porto bianco, un risotto ai frutti di mare (porzione moooooolto abbondante!) e, per dessert, un arroz doce, tipico dolce portoghese fatto di riso amalgamato con crema e con una spolverata di cannella. Una vera delizia per il palato, considerando anche che il conto è stato di appena 26 euro, bibite comprese.

Dopo cena, essendo già in zona, sono tornato nei pressi della stazione Rossio e ho proseguito il mio tour culinario bevendo una “ginjinha”, tipico liquore portoghese alle ciliegie fatto da un omonimo (e minuscolo) locale al costo di 1,30 € a bicchierino…non ve ne pentirete!

La notte su Lisbona è ormai arrivata da un po’, la stanchezza della mattinata lavorativa e del viaggio si fa sentire e quindi è meglio andare a letto, anche perché l’indomani il programma turistico si prospetta intenso.

SABATO 12 MAGGIO

Dopo una bella e rigenerante dormita, sono pronto per andare alla scoperta di Lisbona. Il programma di oggi prevede di andare alla scoperta del quartiere dell’Alfama al mattino e di dedicare il pomeriggio e la serata ai quartieri più centrali della Baixa, del Chiado e del Bairro Alto.

La giornata, però, non può non iniziare con una buona e ricca colazione alla Confeitaria Nacional, una delle pasticcerie simbolo di Lisbona sin dall’Ottocento. Al banco ci sono tantissimi dolci e, siccome sono goloso, decido di prendere una “bola de Berlim” (bomba alla crema) e una fetta di cheesecake ai frutti di bosco. Peccato non potervi trasmettere il piacere che ho provato a mangiare quei due dolci…

Per andare alla scoperta dell’Alfama avevo in mente di salire a bordo del celeberrimo tram 28 ma, arrivato alla fermata, ho dovuto fare i conti con una fila di turisti a dir poco chilometrica. Considerando che prima di 40-45 minuti non sarei salito a bordo di quella che è a tutti gli effetti una delle attrazioni più frequentate dai turisti che vanno a Lisbona, ho deciso di incamminarmi a piedi nel cuore dell’Alfama.

Imbocco una strada in salita che lentamente mi porta nel pieno di questo quartiere dove è possibile ancora assaporare la Lisbona di qualche tempo fa con le facciate dei palazzi tutte colorate e con un’atmosfera rilassata e tranquilla, col silenzio che viene sporadicamente rotto solo dal rumore dei tram sulle rotaie. Passeggiando e scattando ad ogni scorcio, seguo le indicazioni per il castello e in poco più di venti minuti mi ritrovo alle porte del Castelo de Sao Jorge: acquisto il biglietto (€ 8,50) e mi dirigo all’ingresso.

All’interno mi dedico subito ad una lunga e lenta passeggiata lungo le mura perimetrali, dalle quali si può ammirare un incantevole panorama di Lisbona e del Tago, col ponte 25 Aprile sullo sfondo. Terminata la sessione di foto e selfie, mi dirigo all’interno e, seguendo le indicazioni, salgo sulle torrette che si trovano sulla struttura per ammirare Lisbona da tutte le angolazioni. Nel costo del biglietto è compresa la visita alla zona archeologica del castello (ma evito questa zona per scarso interesse personale) e alla camera oscura, una sala alla quale si accede al massimo 20 persone alla volta, con spiegazioni in inglese e spagnolo. In questa sala, grazie ad un sistema di periscopi e lenti, si può ammirare la vita di Lisbona in tempo reale “spiando” ogni zona della città.

Lasciato il castello, comincio a percorrere le strade dell’Alfama in discesa. La prima sosta è il Miradouro de Santa Luzia, un belvedere dal quale ammirare altri scorci della città e rilassarsi su una panchina baciati dal sole. Qualche metro più in là c’è la Cattedrale di Lisbona, meglio conosciuta dagli abitanti del posto come la . La visita è gratuita ma, sinceramente, non è stato un luogo che mi ha impressionato.

Spulciando la mia guida National Geographic, leggo che il sabato è il giorno in cui all’Alfama si tiene il celebre mercato dell’usato e dell’antiquariato di Feira da Ladra. Arrivo a piedi nell’ampio spiazzale di Campo de Santa Clara e lì mi perdo tra le migliaia (sì, migliaia, non sto esagerando!) di stand e bancarelle di ogni tipo sulle quali c’è in vendita di tutto: foto d’epoca, cartoline, opere d’arte, libri usati, abiti e occhiali vintage e cianfrusaglie di ogni tipo! L’affare è dietro l’angolo ma bisogna armarsi di un po’ di pazienza e rovistare al meglio tra le bancarelle dei tanti mercanti che si sistemano in questo celebre mercato.

Terminata la scoperta dell’Alfama è quasi ora di pranzo e, con una lunga passeggiata lungo il Tago, arrivo nella zona del vecchio Mercato della Ribeira. L’atrio centrale di questa struttura è occupato dal Time Out Food Market, uno spazio in cui potrete scegliere cosa mangiare, tra carne e pesce, semplicemente affidandovi ad uno dei tantissimi chioschi qui presenti. L’attesa non sarà brevissima, specie se vi trovate nelle ore di punte, ma ancora più difficile sarà trovare un posto a sedere tra i tanti tavoli liberamente a disposizione degli avventori nel centro della struttura. Io ho mangiato un panino con hamburger di lombo di maiale e uovo fritto, tutto accompagnato da una bella birra portoghese: leggerissimo forse no, ma da leccarsi i baffi!

Terminata la pausa pranzo è ora di riprendere il tour turistico: prossima tappa quartiere Chiado! Sempre a piedi mi dirigo in questo quartiere che, in passato, ha rappresentato il luogo di ritrovo di artisti e intellettuali di Lisbona, come testimonia la statua dello scrittore Fernando Pessoa dinanzi al suo più amato luogo di ritrovo, il Café ‘A Brasileira, altro locale preso d’assalto dai turisti per la sua fama. Chiado è un quartiere elegante e la mia destinazione è il Convento do Carmo, una chiesa della quale, dopo il terribile terremoto del 1755 che rase al suolo gran parte della città, sono rimaste le rovine. L’ingresso costa 4 € e il biglietto vi apre le porte per quello che, a mio avviso, è uno dei luoghi più affascinanti di Lisbona, fuori dal caos turistico della città. La visita ha breve durata ma offre la possibilità di scattare foto bellissime sfruttando la luce del sole e i colori del cielo che si intravedono attraverso quelle che una volta erano le finestre della chiesa.

Terminata anche questa visita, mi dirigo in camera per riposare un po’ e prepararmi alla serata.

Prima di cena, su suggerimento della mia padrona di casa, vado a piedi al Miradouro de Santa Caterina, nel cuore del quartiere Bairro Alto. Questa zona della città è il centro della movida “lisboeta” e nei pressi di questo belvedere tanti giovani sono soliti radunarsi, bere una birra e aspettare il tramonto, col sole che cala dietro il Tago regalando al cielo colori stupendi. Anche io, da vero “lisboeta”, mi accomodo e sorseggio la mia pinta di Super Bock e aspetto il tramonto ascoltando la musica che un gruppo di strada regala pochi metri più in là.

Calata la sera, si è fatta anche ora di cena. Decido di mangiare in un vicino locale, ‘A Cultura do Hamburger. In questo pub, piccolo ma molto carino, scelgo un hamburger, servito in pochissimo tempo e accompagnato da una porzione di patatine e da un’altra birra. Il prezzo è molto modico (10 €) e soprattutto la qualità della carne è davvero ottima: consigliatissimo se, per una sera, si vuole mangiare qualcosa di diverso dalla cucina tipica portoghese.

Terminata la mia cena, comincio a girare senza particolare meta per il Bairro Alto ammirando Lisbona che si accende per la notte. Prima di riprendere la via di casa mi concedo una buona caipiroska al Pensao Amor, un disco bar tra i più celebri di Lisbona affermatosi negli ultimi anni nei locali che, una volta, ospitavano uno dei bordelli più malfamati di tutta la città. L’ambiente è molto suggestiva, ma la serata musicale non è ancora decollata: sono stanco, finisco il mio drink e decido di rincasare con una bella passeggiata.

DOMENICA 13 MAGGIO

La domenica mattina comincia con una escursione in tram fino al quartiere di Belém. Centro nevralgico della vita culturale di Lisbona coi suoi monumenti, attrazioni e musei, Belém è una zona molto frequentata, nelle giornate di festa, anche dagli stessi abitanti locali per una passeggiata lungo il fiume e per una sosta nei vasti giardini intorno alla celebre Torre che domina l’intero quartiere.

La prima tappa della mia giornata non può non essere culinaria: la colazione, stavolta, la faccio presso la notissima Pasteis de Belém, la pasticceria più nota di tutta Lisbona. Qui potete mangiare i pasteis de nata più buoni di tutta la città: si tratta di dolci di pasta sfoglia ripieni di crema e con una piccola spolverata di cannella. Se siete amanti dei dolci come lo sono io non ne potrete fare più a meno una volta assaggiati e, considerando che costano appena 1,10 € l’uno, cadere in tentazione sarà molto ma molto facile.

Il tour culturale comincia, invece, dall’imponente Mosteiro dos Jeronimos. Comprato il ticket per l’accesso (16 € per l’accesso combinato con la Torre di Belém), mi reco all’ingresso. La visita parte dal chiostro gotico, ben tenuto e ottimamente curato. Il tempo scorre via veloce ad ammirare le meraviglie architettoniche di questo luogo e a scattare foto in lungo e in largo per i due piani di cui è composto il chiostro, prima di spostarmi all’interno della chiesa. Siccome è domenica e all’interno c’è la messa, le navate laterali non sono visitabili ma si riesce comunque ad ammirare la tomba di Vasco da Gama, il noto esploratore portoghese che proprio qui riposa.

Uscito dal monastero mi dirigo a piedi, con circa venti minuti di camminata sul bordo del vicinissimo Tago, verso la Torre di Belém. Avendo già acquistato in precedenza il ticket d’ingresso, salto la lunghissima coda alla biglietteria e dopo qualche minuto di attesa (l’accesso è a numero controllato) ho la possibilità di entrare. Salgo la stretta scala a chiocciola e interrompo la mia salita ad ogni porta che si apre lungo il percorso, dove trovo finestre, balconi e torrette varie che mi aprono la vista su scorci meravigliosi. La mia macchina fotografica scatta a ripetizione per quasi un’ora, fin quando non si fa ora di pranzo e il brontolio dello stomaco mi accompagna all’uscita.

Mangio una cosa al volo per strada e, rientrato in città, mi dirigo in metro verso lo stadio Da Luz, la casa del Benfica. Prima di arrivare a Lisbona, infatti, avevo letto da più parti che una vacanza in Portogallo non è indimenticabile se non guardi una partita di calcio per ammirare la passione con la quale il popolo lusitano vive il “futebol”. L’ultima giornata di campionato offre Benfica-Moreirense, match nel quale i celebri padroni di casa si giocavano l’accesso diretto alla Champions League nel duello coi cugini e acerrimi rivali dello Sporting Lisbona. Arrivo allo stadio circa un’ora prima dell’inizio del match, mi godo l’atmosfera e la tranquilla folla che si aggira intorno all’impianto e nello store ufficiale del club prima di prendere il mio posto. Lo stadio è imponente, in poco tempo si colora di rosso con tanti bambini e anziani a sventolare sciarpe e bandiere del club. Prima della gara ho il tempo di ammirare lo spettacolo dell’aquila Vittoria, simbolo del club e poi mi godo il match: con un rigore di Jonas il Benfica centra il successo e il suo obiettivo stagionale. Quello che mi è piaciuto di più è stata sicuramente l’aria che si è respirata per tutti i 90 minuti, con tutto il pubblico a cantare e ad incitare i propri beniamini, in una cornice magnifica e nel massimo rispetto di ogni tifoso accorso allo stadio.

Tornato verso il centro della città e prima di rincasare per l’ultima volta, mi fermo a cena in un ristorante trovato seguendo i consigli di Trip Advisor. Si chiama Leitaria A Camponeza e si trova molto vicino alla metro di Baixa-Chiado, in pieno centro. Il locale è piccolino, ma gli spazi sono ben arredati e l’atmosfera è molto elegante, ma non troppo raffinata. Per antipasto ordine un pezzo di formaggio tipico, l’Azeitao, e come portata principale prendo uno spiedino di pesce con tonno, pesce spada e salmone: la particolarità del ristorante è che questo spiedino viene agganciato a dei perni ancorati al tavolo. Come dessert, seguendo i consigli del web, prendo una torta di mele e devo ammettere che mai scelta fu più azzeccata.

L’indomani, al mattino, ho il volo per rientrare a Napoli. Termino quindi la mia serata con una passeggiata e con le ultime foto. “My lonely” Lisbona termina qui: la mia prima vacanza in solitaria si è rivelata molto più interessante e bella di quanto mi aspettavo. Auguro a tutti di fare un’esperienza del genere e, forse, Lisbona è la città ideale per un viaggio di questo tipo!

Al prossimo viaggio, amici di Turisti per Caso!!!

di storm_87 - pubblicato il