Lisbona, dolce città di mare

Bisogna viverla per amarla, trasmette continuamente emozioni

  • di Enzo Battaggia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Quando l’abbiamo vista per la prima volta ci siamo sentiti subito a nostro agio. Sarà stato il fado, questa tipica musica locale che mette vibrazioni nell’animo e che viene diffusa in tanti angoli della città, sarà stata la predisposizione dei suoi abitanti a rispondere con calma ed educazione alle informazioni richieste, sarà stato il leggero vento che verso sera si alzava e che trasportava l’odore della salsedine sino a riempire le nostre narici, insomma, questi elementi e tanti altri ci hanno indotto ad amarla dal primo momento.

1° giorno

Lisbona di notte, vista dall’aereo, tutta illuminata, sembra una città “al caramello”. Strabiliante! Arriviamo al Grande Pensao Alcobia verso le 23,50 situato in Poco do Borratem (vicino a Praca da Figueira) dove, un gentile addetto alla reception ci accoglie in modo cordiale. Al primo impatto, l’hotel a cinque piani, un po’ vetusto in stile art déco, ci lascia perplessi, ma quando entriamo nella stanza assegnataci, rimaniamo soddisfatti nel vederla ultra moderna e funzionale.

Il giorno dopo, la prima attrazione che visitiamo è l’elevador di Santa Justa in zona Baixa dove ci si arriva dal nostro albergo in cinque minuti. Dopo un’attesa di venti minuti, entriamo nell’ascensore di questa struttura ferrosa utilizzando la Lisboa card acquistata nell’ufficio turistico dell’aeroporto. Usciamo dalla torre e rimaniamo estasiati da ciò che vediamo: tutti i tetti di Lisbona, il Castello di Sao Jorge, il fiume Tago e le rovine della chiesa del Carmo con annesso museo archeologico che raggiungiamo passando davanti a un ristorante-caffè. Il museo (1863) conserva numerose opere d’arte recuperate in edifici e conventi abbattuti in passato. I resti delle altissime arcate a semicerchio e delle porte della chiesa del Carmo in stile gotico, distrutta da un terremoto nel 1755, sono di una bellezza sorprendente.

Lasciamo questo luogo e ci inoltriamo verso Rua Augusta. Al centro della via diventata zona pedonale, notiamo tanti eleganti negozi e numerosi ristoranti con i loro tavolini posti al centro della stessa, dove i camerieri cercano di attrarre presso il loro locale più clienti possibili mostrando con veemenza i vari menù. Alla fine della via passiamo sotto il portale finemente decorato ed ecco la più grande piazza di Lisbona: Placa do Commercio. Ai suoi lati raffinati palazzi di colore giallo che ricordano, come struttura, le procuratie di Piazza San Marco di Venezia.

Dopo essere stati perquisiti (giustamente) per entrare per motivi di sicurezza (si teneva un evento parallelo all’Eurovision song contest) abbiamo pensato di fare un giro veloce e una volta usciti, arriviamo al terminal fluvial de Ceis do Sodre e qui prendiamo il traghetto che attraversa il fiume Tago e arriva sulla sponda di Cacilhas dopo quindici minuti (quartiere Alameda). Un bus ci aspetta e ci porta all’entrata del parco, dove è situata la statua del Cristo Rei. Simile a quella di Rio de Janeiro sembra dominare con i suoi 28 metri altezza e situata su una base di 75 metri tutta la città che si trova di fronte. Imponente, maestosa. Prima di salire nell’ascensore, notiamo le quattordici cappelle della via Crucis, dove il senso della religiosità si percepisce in ogni angolo del percorso. Una volta arrivati sulla sommità, notiamo, per merito della limpida giornata soleggiata anche se ventosa, il ponte del 25 aprile e quasi tutti i quartieri di Lisbona

  • 10921 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social