A Lisbona ho imparato che...

Consigli pratici e istruzioni per l'uso

  • di Sampa84
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

In realtà questo non è un diario di viaggio. È solamente una raccolta di consigli pratici per chi sta pensando di visitare questa coloratissima città. Un riassunto di tutto quello che ho imparato nei quattro giorni passati a Lisbona e che – in qualche caso – mi sarebbe piaciuto sapere prima di partire.

ALLOGGIO

A Lisbona esistono innumerevoli soluzioni per l’alloggio, quali hotel di catene internazionali, piccoli e grandi alberghi, ostelli, b&b, ecc. ecc. Noi abbiamo alloggiato all’ostello Petit Lusa, nel quartiere dell’Alfama, che in realtà di ostello ha solo il nome, dal momento che noi avevamo una stanza doppia con bagno privato. Ottime la posizione e la pulizia, a colazione c’è tutto quel che occorre. Non era forse la soluzione più economica, ma ci siamo trovati molto molto bene.

LISBOA CARD

Ovviamente dipende molto da come voi volete visitare la città, ma direi che – conti alla mano – la LISBOA CARD è una buona soluzione. Al termine della vacanza, se avessi pagato ogni singolo ingresso a musei/attrazioni e ogni singolo biglietto per i mezzi pubblici, avrei speso circa 10/15 euro in più. Prima di acquistarla, controllate bene sul sito dedicato quali sono gli ingressi compresi (o scontati) e valuterete meglio se la cosa vi può interessare. La card si può acquistare, senza prenotazioni, all’ufficio informazioni turistiche dell’aeroporto in 5 minuti (se non c’è coda). A Lisbona ho imparato che la card non dà diritto a saltare la fila nelle attrazioni più gettonate, come la Torre di Belem o l’Elevador de Santa Justa. L’ingresso è gratuito, ma se davanti alla biglietteria c’è un’ora di coda, dovrete farla tutta.

CODE

A proposito, le attrazioni con più coda sono state l’Elevador di Santa Justa, la Torre di Belem e il Monastero dos Jeronimos. Consiglierei di andarci nei giorni feriali oppure di mettersi il cuore in pace, una bottiglia di acqua nello zaino e un cappello in testa, perché non ci sono tettoie o ripari di sorta. E a Lisbona il sole picchia.

IL QUARTIERE DI BELEM

Il quartiere di Belem è un po’ lontano dal centro. Per raggiungerlo ci sono ovviamente diversi modi, ma io ho trovato molto comodo prendere il treno per Cascais dalla stazione di Cais de Sodré (centralissima, linea verde). Alla domenica c’era un treno ogni 20 minuti: scendete alla terza fermata, Belem. Mettete in conto di passare in zona Belem almeno una mezza giornata, meglio ancora una giornata intera. Tipici di Belem sono i pasteis, che potete trovare in una pasticceria di fianco al Monastero dos Jeronimos se avete voglia di fare 15 minuti di coda.

TORRE DI BELEM

La Torre è uno dei simboli della città ed è una delle attrazioni più visitate. A Lisbona ho imparato che se la coda finisce oltre la passerella di legno che porta alla torre, dovrete attendere almeno 60 minuti per arrivare alla biglietteria. Mi sarebbe piaciuto sapere, inoltre, che al termine della coda si può salire sulla terrazza e iniziare una seconda coda per salire sulla torre vera e propria. Voi ora lo sapete: regolatevi di conseguenza.

RISTORANTI

A Lisbona ho imparato che più i ristoranti sono brutti e meglio si mangia. In altre parole, nei ristoranti più pettinati è certo che spenderete qualche euro in più, ma la qualità del cibo potrebbe essere tranquillamente la stessa (se non inferiore) di quella del locale a fianco, magari esteticamente non curato e dall’esterno meno invitante. Se siete nel quartiere Alfama all’ora di pranzo, vicino al Museo do Fado c’è una piazzetta con qualche locale: sedetevi al Cartaxeiro e ordinate del pesce alla griglia

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Commenti
  1. Acipigi
    , 25/6/2017 15:33
    Interessante, grazie

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