Lisbona dall'alto

Informazioni per muoversi nella capitale lusitana in qualsiasi periodo dell'anno.

  • di Tonyofitaly
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

"Che scorci meravigliosi ci sono a Lisbona. E sono uno più bello dell’altro!". Sono le esatte parole con cui Roberto, il mio compagno di viaggio, ha espresso il suo personale apprezzamento per la città mentre visitavamo il Miradouro da Graça, all’Alfama. Ed ovviamente non ho potuto che confermare queste parole perchè i panorami di Lisbona, tanti ed unici, sono di certo la miglior cartolina per la capitale lusitana.

Sebbene il tempo non sia magnanimo e la luce per ottime foto scarseggi un po’ (colpa dei tremendi e pieni di pioggia nuvoloni provenienti dal mare che offuscano il cielo) Lisbona ha sempre qualcosa da offrire mentre la guardo dall’alto. Come un autobus che attraversa una delle tante ruas della Baixa, il lento incedere dei lisboeti nelle piazze sottostanti, i gabbiani che volteggiano striduli sui tetti rossi o le luci natalizie ancora in funzione. Il tutto accompagnato dallo sferragliare degli eléctricos sulle rotaie, antichi ma efficienti mezzi di trasporto locali.

Piove a Lisbona fin dal nostro arrivo. Piove in ogni forma: prima a catinelle; poi a scrosci violenti quasi a portarti via l’ombrello. Alla fine si calma tutto all’improvviso e si resta sorpresi all’apparire di un timido raggio di sole, che però rientra subito a nascondersi tra le nere nuvole atlantiche.

Lisbona però non si scompone più di tanto così i suoi negozi sono sempre aperti, le sue pastelarias emanano inconfondibili odori di dolci pronti e gli abitanti camminano imperterriti lungo le ampie strade della Baixa incrociandosi con i turisti.

Noi italiani ci riconosciamo subito perchè siamo quelli con l’ombrello e i giubbotti pesanti. Gli altri invece apprezzano l’aria calda e umida come i nordici con gli infradito o semplici magliettine a mezze maniche oppure come i lisboeti, che attendono con pazienza la fine della pioggia. Non fa freddo, in effetti, ma l’umidità si sente, eccome!

E’ umido anche tra le spesse mura del Castelo de São Jorge, sulla cima dell’Alfama, e i camminamenti lungo i bastioni sono coperti da pozze d’acqua e fanghiglia. E’ il posto migliore per vedere Lisbona dall’alto. Non disprezzando assolutamente gli altri miradouros però da qui si vede davvero quanto sia grande la città e quanto sia architettonicamente varia. Infatti la sottostante Alfama resta testimone della vecchia Lisbona ante terremoto mentre ai piedi della collina la Baixa ne è l’aspetto più moderno, con le sue strade squadrate e le sue piazze ampie. Il Bairro Alto e il Chiado invece accolgono vecchio e nuovo e sono l’anima commerciale, essendo piene di negozi alla moda e di piccole botteghe artigianali.

Lisbona emana un’aria di languida decadenza ma tutto è fuorché tale. Sarà forse l’aria del vicino oceano oppure la saudade. Ho sempre la vaga impressione che, percorrendone le strade, mi imbatto in una donna che canta il Fado al primo angolo svoltato.E non sarebbe certo una sorpresa se fosse così.

Ho notato che i lisboeti non urlano. In genere nelle città di mare come Malaga, Napoli, Genova o Istanbul si è immersi in una sorta di bolgia infernale che ne caratterizza l’anima. Lisbona no. E’ una città tranquilla. Nel traffico, nell’aria e nell’indole. Gli unici rumori sono i jet che atterrano o decollano dall’aeroporto e che, giocoforza la sua posizione, devono attraversare il corridoio aereo sovrastante il centro.

Perfino i gabbiani sono silenziosi. Volteggiano sui tetti rossi e sulle chiese barocche del centro. Calano piano sulle statue nelle piazze o sui cornicioni dei palazzi monumentali con piccole giravolte e guardano la città dall’alto come nessun altro.

Se ci si vuol sentire un uccello, il posto ideale è l’Elevador de Santa Justa o do Carmo perchè la sua terrazza sembra sospesa sulla Baixa. Il momento migliore per venirci è l’imbrunire, quando gli stormi volteggiano in alto con giochi pindarici e le luci delle ruas s’accendono quasi all’unisono. E il venticello dell’oceano che soffia leggero a scompigliare capelli completa la scenografia che hai davanti: allora sì che senti la saudade, la nostalgia di tornare di nuovo a Lisbona

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