Lisboa meu amor

Articoli, itinerari e consigli di viaggio raccontati direttamente dalle nostre Guide per Caso! Ecco il meglio della capitale lusitana, parola della GpC del Portogallo, Adriana Pezzetta (GpC Didiadry)

Il Chado, dove è nato Pessoa (e al Café A Brasileira viene ricordato con una statua nel luogo dove si sedeva ogni giorno); oltre la salita ci sono le rovine del Convento do Carmo (si raggiunge anche con l’Elevador de Santa Justa, sempre affollato) e il Largo do Carmo, il luogo della Rivoluzione dei Garofani (il 25 Aprile è festa nazionale). Vicino c’è la Baxia (ricostruita dopo il terremoto dal Marchese de Pombal con criteri antisismici), con l’Elevator de Santa Justa, Avenida da Liberdade: è il quartiere commerciale con la pedonale Rua Augusta lastricata con le calçadas, la Stazione del Rossio con le sue due porte di entrata a ferro di cavallo, la Praça Dom Pedro IV, Restauradores, e poi poco lontano il Tejo con Praça do Comercio o Terreiro do Paço (Piazza del Palazzo), le Cais das Colunas di fronte che rappresentavano una porta virtuale di entrata in città.

L’antico quartiere Alfama, con le sue strette stradine che si inerpicano fino al Castelo de Sao Jorge, con una sorprendente Camera Obscura che permette di godersi a 360° gradi la vista della città, gli azulejos, la Sé, l’Electrico 28 ma arriva qui anche il 12, e il Miradouro de Sta Luzia che guarda verso il porto commerciale. Poco distante c’è Graça, con il miradouro “Senhora do Monte”, le passeggiate lungo il fiume, il Ponte XXV de Abril in lontananza, il Padrao dos Descobrimentos, la Torre di Belém (vista stupenda dal suo balcone), che anticamente serviva come protezione della città (adesso c’è un museo), il Mosteiro dos Jeronimos, la cattedrale con la tomba di Vasco de Gama.

E poi i “Pasteis de Belém” all'Antiga Confeitaria de Belém, una specialità portoghese la cui ricetta è ancora adesso segreta, Cais do Sodré con il Mercado da Ribeira, Santos vicino a Avenida 24 de Julho dove c’è il Santos Design District SDD, con negozi del design Portoghese e bar/ristoranti, un teatro (opere classiche) e locali per divertirsi la sera, ma anche musei ad es. quello della Marionetta. Da lì si arriva a Rua das Janelas Vertes, con palazzi importanti dalle finestre verdi (trasformati in hotel o in ambasciate).

C’è anche un quartiere delle Avenidas Novas (ad es. Avenida Roma) con grandi strade e nuovi palazzi: è a Nord della città e qui si trova il grande Parque Eduardo VII (inizia da Praça Marquês de Pombal). Ancora oltre c’è il Museo Calouste Gulbenkian, ricco di opere e dipinti antichi e moderni. Belli anche i suoi bei giardini, c’è anche una cafeteria. Parlando di musei, se si vuole conoscere la città si può visitare la Memoria da Cidade – Lisboa Story Centre, Terreiro do Paço 78 (www.lisboastorycentre.pt), il Museu National dos Coches (www.museudoscoches.pt), il Museu Nacional do Azulejo (www.museudoazulejo.pt), e il Museu do Fado (www.museudofado.pt), la musica Patrimonio dell'Umanità i cui brani raccontano storie di emigrazione, dolore, separazione per la lontananza… La saudade e la speranza, il suono della chitarra portoghese unito alla chitarra classica rende il tutto piacevole da sentire e non è triste come si pensa. Come dice Pessoa “il fado non è né allegro né triste”. Senza andare nei vari bar/ristoranti, si può anche sentire il fado anche al Cine Theatro Gymnasio con “Fado in Chado” (Rua da Misericórdia 14, dal lunedì al sabato ore 19, durata un’ora: fadoinchiado.com/fadoemlisboa).

PROMESSE MANTENUTE

Ciò che si chiede ad una città o un luogo quando si decide di andarci dipende dalle proprie aspettative, dalla propria memoria di viaggiatore, da quello che si è appreso prima di iniziare il viaggio (ciò che per me può essere valido, per un altro viaggiatore può anche non avere valore), ma solitamente si cerca la varietà di luoghi da vedere e Lisboa mantiene la promessa. Si pensi ai suoi Miradouros come Santa Luzia, Santa Catarina, Torel, dalla Torre di Belém, Parque Eduardo VII (c’è anche la maternità di Botero), Santa Clara (il punto più alto), Castelo de Sao Jorge… E poi ai parchi e alle piazze con le grandi piante di jacaranda, con i suoi fiori colorati e profumati.

SORPRESE CHE NON TI ASPETTERESTI

I prezzi bassi, il caffè espresso come quello italiano, i dolci tra cui i Pasteis de Nata, la gentilezza dei lisboneti, disponibili ad aiutare anche quando la lingua potrebbe creare una barriera (è parlato anche l’inglese), la semplicità, i lisboneti ai café perché in Portugal è da sorseggiare con calma seduti (i prezzi non fanno la distinzione in piedi/seduti come in Italia), il loro chiacchierare con allegria…

LUOGHI COMUNI VERI?

Si mangia tanto e bene, legati alle tradizioni, un po’ malinconici ma anche allegri, ci sono molte ricorrenze per fare festa durante l’anno, la semplicità della gente e l’assaporare il momento con lentezza…

LUOGHI COMUNI FALSI?

Pensare che il Portogallo e quindi Lisbona siano arretrati e inefficienti, invece è esattamente l’opposto. Ciò che a volte si scambia per non moderno è invece solo un mantenere le memorie antiche. La cucina portoghese non è povera come si pensa e non c’è solo il bacalhau. Le spiagge sono tutte di libero accesso, non come in Italia. La malinconia, depressione dei portoghesi… Una curiosità: "fare il portoghese", cioè entrare senza pagare, si riferisce a un evento storico del secolo XVIII secolo, quando l'ambasciatore del Portogallo presso lo Stato Pontificio invitò i portoghesi residenti a Roma ad assistere gratuitamente a uno spettacolo teatrale. Siccome bastava dichiarare la propria nazionalità portoghese, molti cercarono di spacciarsi per portoghesi entrando così gratuitamente… Insomma, non erano i portoghesi a non voler pagare

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