LYON: poche luci ma tanti comignoli

Visita a Lione in due giorni

  • di lula
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Mi ero organizzata per passare un week-end a Lione in occasione della “Fête des Lumières” che ogni anno si celebra intorno all’8 Dicembre.

Purtroppo quest’anno, in seguito all’attentato di Parigi, la festa è stata sospesa. Ho comunque deciso di andare a visitare questa città.

Il TGV da Milano Porta Garibaldi mi ha portato a Lione – Part Dieu in circa 5 ore, comodissimo! Poi con la Metro sono arrivata all’hotel vicino alla fermata Ampère.

Lione si può girarla tranquillamente a piedi, oppure se è bel tempo, in bicicletta: ci sono molti punti disseminati per tutta la città dove poter prendere e lasciare la bici a noleggio; il servizio si chiama VeloV, l’uso del mezzo è gratuito per la prima mezz’ora e poi si paga con carta di credito.

La prima impressione arrivando a Place Bellecour è quella della magnificenza: è una grande piazza rettangolare con al centro la statua equestre di Luigi XIV; lì si trova anche l’Ufficio del Turismo che dà ogni sorta d’informazione e organizza molti tour guidati per la città.

Andando verso la collina di Fourvière ci si addentra nel quartiere Vieux-Lyon dove si trova la Cattedrale di Saint-Jean (in stile romanico e gotico con un campanile dotato di orologio astronomico, in manutenzione quando sono andata io) e qui l’atmosfera diventa quasi medioevale: strette viuzze acciottolate si snodano in una zona ormai molto turistica dove si trovano molte pasticcerie che vendono i “coussin de Lyon” (piccoli dolci verdi di pasta di mandorle a forma di cuscini) o le “pralines rouges” (praline rosse dolci) e le immancabili profumate boulangeries che sfornano baguette e ogni sorta di prodotto da forno. Quindi dopo una buona colazione ci si può addentrare alla ricerca dei famosi “traboules” di cui parlano le guide, ma occorre essere attenti a quali campanelli dei portoni suonare! Si tratta di stretti corridoi che sfociano anche in piccoli cortili con scalinate verticali di anche 7 piani che erano nati per trasportare i rotoli di seta dai “canuts” evitando di bagnarla in caso di maltempo. Ebbene sì! Lione era la capitale della seta e nel quartiere Croix-Rousse c’era la maggior concentrazione di manifatture, come dimostrano gli edifici dalle alte finestre e alti soffitti, ora trasformati in loft super chic!

Ma prima di raggiungere questo quartiere, conviene salire la collina attraverso una ripida monté (per i più pigri c’è la funicolare). Si passa dall’anfiteatro gallo-romano, memoria di Lugdunum, e poi si giunge alla Basilica di Notre-Dame de Fourvière, che domina la città: qui si ha un’ottima vista sui tetti di Lione…o meglio sui comignoli in mattoni, non ne ho mai visti tanti! Sembra il set della scena degli spazzacamini nel film di Mary Poppins!

Scendendo si può attraversare la zona centrale: Place Terreaux con l’imponente fontana di Bartholdi, l’Opéra e l’Hotel de Ville.

Più a nord si sale ancora in collina e si raggiunge il quartiere Croix-Rousse, una sorta di Montmartre dove si può prendere un aperitivo a base di Kyr (vino e crème de cassis) e pranzare in un bistrot.

Nelle vicinanze c’è il “Mur des canuts” ossia dei tessitori di seta: è un’affresco alto quanto una facciata di un palazzo con raffigurate scene della tessitura e anche il burattino Guignol. A Lyon ci sono parecchi “fresques” sui muri dei palazzi e scendendo dalla collina si incontra anche il “Fresque des Lyonnais”.

Per rilassarsi si può costeggiare la riva sinistra del Rodano: il Parco promenade, una volta area a parcheggi, ora riqualificata in una sequenza di spazi pubblici, parte dal Parco de la Tête d’Or a nord fino a raggiungere a sud il Parco Gerland. Ci si può sedere sulle gradinate della Guillotière oppure sdraiarsi sulle chaises longues, guardando le peniches ormeggiate e il sole che tramonta sotto i numerosi ponti

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