Un ponte nel levante ligure

Lungo la Riviera di Levante, da La Spezia a Genova

  • di LucaGiramondo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Un ponte nel levante ligure (by Luca, Sabrina e Leonardo)

Domenica 23 Aprile

Al termine di un periodo molto travagliato e alle porte di una nuova esperienza lavorativa, che speriamo porti tanta linfa alla nostra passione di viaggiatori, siamo in partenza per una breve vacanza primaverile che ci condurrà alla scoperta del Levante Ligure, da La Spezia fino a Genova.

Lasciamo casa una manciata di minuti prima delle 10:00, accompagnati da un bel cielo sereno, tanto che sembra impossibile credere che, invece, in Liguria, oggi, vi siano tante nuvole. Imbocchiamo la A14 a Faenza, quindi la A1 a Bologna, che seguiamo fin dopo Parma, dove cominciamo a percorrere l’autostrada A15 della Cisa. Saliamo verso la catena appenninica, mentre all’orizzonte cominciano ad intravedersi le famigerate nuvole, che chilometro dopo chilometro si fanno sempre più fitte e passato il valico iniziano anche a far scendere un’odiosa pioggerellina. Giungiamo così in vista di La Spezia, città portuale situata al centro dell’omonimo golfo, nella quale spiccano i numerosi cantieri navali, oltre all’invadente sagoma dello stabilimento Oto Melara. Andiamo verso il centro, reso sornione dall’orario festivo e dal meteo piuttosto inclemente, quindi seguiamo il lungomare verso ovest, per giungere nella frazione di Marola, dove, come da programmi, parcheggiamo lungo la strada costiera. Non piove più, ma il cielo resta grigio sulla nostra testa. Pranziamo al sacco e poi ci mettiamo in attesa dell’autobus 11P che da qui ci porterà nella vicina località di Porto Venere, evitando così gli annosi problemi di parcheggio. Porto Venere fu, all’epoca delle Repubbliche Marinare (nel XII secolo), un importante avamposto genovese nei confronti degli acerrimi nemici pisani e da allora ha conservato un centro storico interessante, caratterizzato dai baluardi difensivi e dall’impronta medioevale del borgo. Siamo fiduciosi sull’evolvere delle condizioni meteo, che le previsioni danno in miglioramento andando verso sera, infatti quando arriviamo a Porto Venere filtra qualche timido raggio di sole. Ci gustiamo la più classica delle vedute tipiche del villaggio, con la sua sfilata di case tinteggiate nei più svariati colori pastello, a creare un magico mosaico multicolore, e passeggiamo sul lungomare, appurando la sospensione (causa maltempo) del servizio di barche che porta alla scoperta della dirimpettaia Isola Palmaria. Per il mare mosso rinunciamo così alla visita di imponenti scogliere e della locale Grotta Azzurra e ci avviamo a piedi verso l’estremità del promontorio roccioso situato a sud dell’abitato, dove si trova la bella Chiesa di S. Pietro. L’edificio religioso si trova proprio nel luogo dove nell’antichità sorgeva il Tempio di Venere, che diede il nome al sito e ai suoi successivi insediamenti, e si colloca, con il suo stile gotico genovese a fasce (del XII secolo), nelle fondamenta di una preesistente basilica paleocristiana. Da qui le vedute sono, a tratti, spettacolari, nonostante l’assenza del sole ed il cielo cupo, soprattutto dall’attigua loggetta romanica, caratterizzata da graziosi archi che incorniciano le vicine falesie.

Tornando verso il paese scendiamo poi alla cosiddetta Grotta Arpaia, uno scosceso anfratto caro a Lord Byron, quindi saliamo, nel cuore del villaggio, alla duecentesca Chiesa di S. Lorenzo, infine giungiamo al massiccio Castello Doria, imponente roccaforte cinque-seicentesca che domina l’intero borgo. Senza fretta facciamo una passeggiata sui camminamenti di ronda, poi torniamo verso il centro per uscirne definitivamente dalla sua storica porta medioevale. Non pienamente soddisfatti ma comunque asciutti riprendiamo l’autobus 11P che, in breve, ci riporta alla nostra auto… e da qui subito partiamo per raggiungere, sulle vicine alture, Villa Federici, struttura a conduzione famigliare che ci ospiterà per questa notte. Brighiamo abbastanza ma alla fine, accolti da una gentile signora, troviamo questo casone un po’ decadente e per questo bello ed intrigante, con ampia vista sul Golfo di La Spezia ed un appartamento accogliente. Usciamo a cena, a piedi, nella vicina Osteria delle Spezie, mangiando bene e spendendo il giusto, poi ci ritiriamo in camera, sperando nella clemenza del meteo per domani

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