Liguria, sapore di mare (e non solo)

Lungo il confine con la Francia, immersi nel verde dei parchi alpini. Poi verso la costa, respirando l’aria del litorale, per visitare i posti più belli del ponente ligure, terra di presidi Slow Food

 

Non la solita Liguria fatta di mare e spiagge, ma quella dei piccoli borghi (della provincia di Imperia) immersi nei parchi nazionali e dei castelli medievali che, insieme a musei, caruggi e presidi Slow Food raccontano la storia di cinque bellissimi posti che dominano l’Alta Valle Argentina, la Val Nervia e il mare. Sì, il mare, ma quello su cui si affaccia un piccolo centro medievale, protetto da torri e mura cinquecentesche.

Il tour inizia da Triora, il paese delle streghe, e prosegue per Pigna. Entrambi fanno parte del Parco naturale delle Alpi Liguri. Si prosegue quindi per Apricale, che conserva ancora l’antica struttura medievale, e Seborga, un po’ principato, un po’ comune. Infine, un tuffo a Cervo, per immergersi nell’atmosfera del XII secolo… a un passo dal mare.

NEL PAESE DELLE STREGHE

Con i suoi 780 metri di altitudine, Triora domina l’Alta Valle Argentina ed è famoso soprattutto perché fu sede di processi per stregoneria tra il 1585 e 1587. Testimonianza di quel periodo ne è, tra l’altro, il materiale (documenti e libri) custodito nei locali del vecchio municipio, sede del Museo Etnografico e della Stregoneria (www.museotriora.it), che si trova all’inizio del centro storico. L’aria medievale si respira anche fuori dall’antico palazzo, perché appena si oltrepassano le porte del borgo ci si addentra lungo i caruggi, camminando i sotto portici. Come quello di Fontana Soprana e i portali gotici della Collegiata in Piazza Tommaso Reggio, su cui si affaccia anche l’Oratorio San Giovanni, la cui pinacoteca custodisce quadri e statue.

Passeggiando lungo le antiche vie si nota il largo uso di ardesia che si fa su portali, finestre e panchine, pietra di cui le montagne di Triora sono ricche. Altre tappe imperdibili sono la Chiesa di San Bernardino (XII secolo), monumento nazionale e famosa per gli affreschi medievali, e la Cabotina, un tempo punto d’incontro delle fattucchiere, a dimostrazione che a Triora, ovunque si volga lo sguardo, si trovano elementi che ricordano il periodo storico della caccia alle streghe.

BENESSERE IN VAL NERVIA

Il viaggio prosegue verso il centro maggiore dell’alta Val Nervia, Pigna, sede delle terme più famose della regione e di presidi Slow Food, con la toma di pecora Brigasca e il fagiolo bianco di Pigna. Ma prima di fare tappa alle terme, è d’obbligo entrare nel centro storico per risalire le stradine in pietra viva sormontate da archi che uniscono le antiche case. Si arriva, così, alla Loggia della Piazza Vecchia, da cui si ha una vista spettacolare su tutta la vallata sottostante. Il borgo, infatti, è aggrappato alla collina, e risalendo lungo le strette vie si arriva alla sommità dove si fa largo la piazza, risalente al XV secolo. Solo ora si può proseguire lungo la strada provinciale per dirigersi alle Terme di Pigna, la stazione termale principale della Liguria, magari per rilassarsi prima di visitare la Chiesa di San Michele, custode del polittico rinascimentale di Giovanni Canavesio, una delle più significative opere d’arte del territorio, e poi continuare il viaggio verso il paese successivo.

STATUTI MILLENARI

Siamo al confine con la Francia, dove sorge un borgo eretto a partire dal IX secolo intorno al Castello della Lucertola, fatto costruire dai Conti di Ventimiglia. È Apricale, che conserva ancora la struttura medievale, costruito sul roccione chiamato Apricus. Nel paese si passeggia lungo i carruggi in pietra (Mazzini, Castello e Cavour) dall’andamento sinuoso, che riportano indietro nel tempo, e verso il castello che domina la piazza principale, il cuore del centro storico. Qui fa bella mostra di sé la fontana di origine gotica. Alle spalle dello spiazzo, oltre alla chiesa della Purificazione di Maria Vergine, sorge l’oratorio di San Bartolomeo del XVI secolo

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