Liechtenstein... Val bene una gita!

«E dove cavolo sta?!». È questo ciò che mi hanno detto in molti dopo che gli ho raccontato del mio viaggetto in Liechtenstein. Quando stavo in IV elementare, sul libro di geografia che spiegava l’Europa, a un certo punto, c’era ...

  • di Costanzo
    pubblicato il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

«E dove cavolo sta?!». È questo ciò che mi hanno detto in molti dopo che gli ho raccontato del mio viaggetto in Liechtenstein. Quando stavo in IV elementare, sul libro di geografia che spiegava l’Europa, a un certo punto, c’era il Liechtenstein: una Nazione piccola, mai sentita prima, con un nome assurdo. Da allora ho sempre fantasticato su questo Paese, finché nel 1998, dopo una vacanza a Mallorca ho deciso di andare a vedere come fosse. Ho unito la visita in Liechtenstein a un soggiorno a Zurigo: parto da La Spezia circa a mezzogiorno e arrivo a Zurigo verso le 7 di sera. Non avevo prenotato un alloggio, ma alla stazione c’è un validissimo punto informazioni poliglotta (anche in italiano) che ti trova pure un posto per la notte. Io mi sono sistemato nella Pensione St. Josef (Hirschengraben, 64/68, www.St-josef.Ch/) a 70 Chf a notte x una singola b&b (ca. 80.000 Lire).

Zurigo è una città bellissima da visitare, in cui c’è un gran numero di luoghi da visitare e una vita notturna invidiabile, credo più attiva di quella di Roma cui sono abituato. Zurigo a parte, una mattina vado in stazione e faccio il biglietto per Vaduz (capitale del Liechtenstein) e salgo in treno. Scendo a Sargans, nel Canton San Gallo, da lì prendo il bus postale per Vaduz. I panorami che si godono dal bus lungo la strada sono bellissimi, si passa in mezzo a distese di verde coronate da montagne innevate anche in agosto: molto suggestivo. Arrivo a Vaduz e scendo davanti ad un osceno palazotto cubico in cemento amato grigio, sede della Borsa, di un bar, di un negozio di souvenir e dei bagni pubblici. A Vaduz non ci sono luoghi d’interesse particolari: c’è la cattedrale di St. Florin, il Municipio e qualche altro edificio di valore artistico. La vita del turista si svolge lungo la Städtle, la via principale, e arriva fino al Vaduz Sloß, il castello fortificato in cui vive il con la sua famiglia. I turisti sono sempre numerosi e vagano su e giù per la Städtle in cerca di cose da comprare: lungo la strada si alternano negozi di ricordini a negozi di francobolli, negozi di cioccolata e affini a bar e ristoranti.

Il Vaduz Sloß si raggiunge o in auto lungo una bella strada asfaltata o passando per il bosco, lungo un sentiero fatto di salite e scale che si inerpica lungo il fianco della montagna. Ogni tanto, lungo il sentiero si aprono delle piazzole con tavolini e panchine in legno, con vista panoramica sulla città e tabelloni informativi che raccontano a tappe la storia del Liechtenstein e della Casa Regnante: quanto meno servono a riprendere fiato durante la salita. Alla fine del bosco, in cima in cima, c’è il castello, circondato da un prato e un boschetto. C’è una postazione da cui fare le foto e poi più nulla: solo prati, bosco e natura, una pace indescrivibile con vista sulle montagne innevate.

Il Liechtenstein è tutto qui, o almeno è quello che ho visto io: in realtà nel Principato ci sono altri paesini oltre a Vaduz, che io non ho visitato, ma che si vedono qua e là tra le montagne. Credo che per chi ama la montagna, il fresco dei boschi e la tranquillità sia una meta che vale la pena di una gita. Almeno a me è piaciuto.

Ciao ciao a tutti!! Còß

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