Noi di turisti per caso siamo andati in Libia nel 2006 e abbiamo visitato Tripoli, Leptis Magna, Sabratha e tutti i siti archeologici della costa, lungo la strada che da Tripoli porta a Misurata. Ma la nostra destinazione era il deserto dell'Akakus, per un viaggio turistico che abbiamo filmato. Mostrare ora la Libia come l'abbiamo vista noi ci sembra importante proprio perché adesso i bombardamenti in atto ci mostrano immagini tragiche del conflitto libico. Noi vogliamo invece dare immagini positive di come la Libia l'abbiamo vista a suo tempo. Quando sarà possibile tornare in Libia da turisti? E perché di certi luoghi si parla solo quando c'è la guerra? Non sarebbe stato meglio che i giornali e la tv ci avessero mostrato la Libia e le sue contraddizioni prima che esplodessero?

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Commenti
  1. rodgio56
    , 23/5/2011 11:00
    L'anno passato ho anche noi abbiamo visitato (Come turisti) la Libia e ci è rimasta nel cuore. Non solo x i deserti e x i siti archeologici ma anche x la cordialità e la disponibilità del popolo Libico. In questo momento siamo vicini agli amici libici e speriamo che raggiungano al più presto quella pace a cui tutti aspiriamo.
    Speriamo pertanto di tornare al più preso nel desero dell'Akakus per ammirare da li il cielo stellato.
  2. PaolaSole
    , 21/5/2011 11:06
    Bellissimo video e pensiero nei confronti dei popolo e della nazione libica. Da tempo desideravo contattarvi proprio per proporre un servizio di questo tipo sull'EGITTO. La situazione qui non è delle migliori non tanto per la pericolosità del posto, che di fatto è sicuro, quanto per la pericolosità di una cattiva informazione che ha fermato il turismo italiano e di conseguenza una grande fetta del lavoro. La situazione, soprattuto per i locali è molto critica in quanto da mesi il mercato è fermo e la maggior parte delle persone sono a casa senza lavoro nè alternative.
    Questo unicamente grazie al filone sensazionalistico dei medi italiani che danno un'immagine non veritiera di questo paese.
    A parte la mancanza di lavoro e tutto ciò che ne consegue in termini di sopravvivenza, quello che mi dispiace è anche il fatto che questo Popolo ha dato al mondo una grandissima lezione di pace e dignità e meriterebbe un po' più di fiducia e supporto, soprattutto ora che è davvero importante che avvenga una ripresa rapida.
    Mi avvilisce anche un po' vedere come tutti, dai tour operators, alle agenzie, ai singoli viaggiatori, abbiano attinto alle bellezze e ricchezze dell'egitto fino a quando faceva comodo e denaro. Ora che davvero la loro presenza è divenuta pressochè vitale e non ci sono pericoli di sorta (come invece raccontano in Italia), vanno altrove.
    Certo, viaggiare qui non è dovuto, ma credo sia dovuto riconoscere e sostenere chi si è battutto per un mondo migliore rischiando o perdendo la sua vita. Questa gente merita il nostro e il vostro supporto e la cosa più bella che possiate fare è riprendere a venire in Egitto.
    Mancano solo i turisti italiani. Inglesi, francesi, tedeschi e russi sono tutti qui, se fosse così pericoloso se ne starebbero a casa anche loro, cheddite?
    Quindi amati TPC il mio invito/suggerimento è di aiutare il popolo egiziano comunicando ai viaggiatori che la loro presenza è importante più che mai, sia per sostenete materialmente la gente, sia per sostenere un messaggio etico che non si è spento dopo la rivulzione del 25 gennaio, anzi, è proprio ora che sta dimostrando tutta la sua importanza.
    Grazie di cuore.
    PaolaSole Guida per Caso Sharm el Sheikh e Sud Sinai.
  3. genziana
    , 20/5/2011 14:13
    Visto il video sulla Libia, che splendore! Credo che se si avessero avuto immagini della Libia tale quale com'era prima di questa querra, con quei bambini sorridenti e curiosi del turisti, esattamente un immagine che accomuna il mondo dei bambini, in qualsiasi parte del pianeta dove essi si trovino, quell'uomo che fa il pane nel deserto, quelle immagini spettacolari delle pitture sulla roccia (graffiti o pitture che siano) penso che il sistema propagandistico della guerra avrebbe fallito completamente.

    Purtroppo la Libia ha i pozzi petroliferi e gli occhi delle arpie internazionali vedono e valgono solo quelli.

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