Libia, uno sguardo sul passato

I GIORNI DI TRIPOLI E SABRATHA Esperienza invernale di partenza da una Milano, gelida prossima al Natale, banalmente illuminata a festa nelle sue vie che non riposano mai, anche nel cuore della notte. Il viaggio inizia in modo quasi surreale, ...

  • di Emilio Locatelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

I GIORNI DI TRIPOLI E SABRATHA Esperienza invernale di partenza da una Milano, gelida prossima al Natale, banalmente illuminata a festa nelle sue vie che non riposano mai, anche nel cuore della notte. Il viaggio inizia in modo quasi surreale, ad affrontare disguidi aeroportuali, incontri di volti sconosciuti che mi accompagneranno per 12 giorni su ritmi nuovi e diversi, molto stress, leggera ansia, malumori di data recente che vorrei annegare nelle sabbie libiche, a poco a poco, procedendo verso le incognite di una terra vuota e polverosa. E fin dalle prime battute il viaggio e la convivenza con i compagni di ventura si rivelano problematiche. L'aria che si respira e' carica di aspettative e di timori, la tensione e' palpabile e transita dall'uno all'altro come una corrente elettrica.

A Tripoli, terminate le pratiche di cambio valuta (versando i nostri ambiti euro riceviamo un fascio di banconote colossali sufficienti per riempire un cuscino) all'interno di una sala che accusa l'usura del tempo e la vetusta' della attrezzature, ci avviamo a bordo di un moderno mini-bus Renault, diretti ad un albergo di medio livello poco distante dalla medina.

L'albergo, interessante per alcuni motivi architettonici e isolato come una cattedrale nel deserto in un ampio spazio dai confini indefinibili, in fondo non si discosta molto dal modello di hotel cui siamo abituati in Occidente.

La prima giornata libica e' dedicata alla visita alla zona centrale della citta', il suk della medina, molto caratteristico per i suoi vicoli coperti da volte in muratura, non larghi come quelli visti a Marraketch, ma altrettanto riempiti da una folla variopinta e inquieta che li percorre senza fretta. Gia' si osserva il motivo dell'arco andaluso come ricorrente e si respira l'atmosfera magica del mercato arabo, la luce scarsa che filtra lateralmente dalle vie di uscita, gli aromi pungenti, le voci gutturali di richiami. La quantita' e qualita' delle merci esposte non e' particolarmente degna di nota, ma si riesce a scorgere tutto cio' che puo' essere necessario alla normale esistenza del cittadino libico.

L'abbigliamento della gente comune appare dignitoso, pur privo in genere di raffinatezze e segni particolari di eleganza all'occidentale. Mancano i mendicanti che tristemente afffollano piazze piu' famose del mondo arabo. Entriamo al museo della Jamahirya ricavato in un settore del castello di Tripoli e ci perdiamo nelle grandi sale che illustrano la storia della Libya dagli esordi in epoca neolitica fino agli anni della rivoluzione. Nell'atrio del piano terra il cimelio piu' curioso e' la Wolkasvagen Maggiolino di color verde chiaro che fu usata personalmente dal colonnello negli anni della grande trasformazione.

Il giorno successivo si parte di buon ora per una escursione a Sabratha con il consueto mini-bus, un po' scomodo e rumoroso, sebbene affidabile. La strada e' ampia, polverosa sui bordi, liscia e non sconnessa. Qui mancano le aggressioni delle intemperie a lacerare l'asfalto.

Si traversano ampie zone nelle quali la sabbia sconfina. Da queste parti crescono palmizi da dattero che raramente riescono a formare un consistente arboreto. Qua e la' scorgo alberi che mi diranno essere acacie, e numerosi eucalyptus. La diffusione del'eucaplyptus fu un in ingenuo tentativo di alleviare il problema della zanzara malarica coltivando un' essenza che potesse costituire un antidoto naturale. Sono abbondanti anche gli arbusti di leguminose, di colore verde scuro, e zolle di erba corta e verdissima, segno di piogge recenti, ravvivano il paesaggio regalando un impressione di primavera incipiente

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Commenti
  1. mahamoud akka
    , 1/9/2010 11:06
    molto bella tour

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