Libia:25,00 NORD- 13,00 EST

MURZUQ 25,00 NORD- 13,00 EST 27 e 28 dicembre 2008. Ci sono tredici gradi sotto lo zero in questo mattino tremendamente rattrappito dal gelo. Le 6 del mattino e la mia auto, ancora mezzo rincoglionita come il sottoscritto che la ...

  • di RoboGabr'Aoun
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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MURZUQ 25,00 NORD- 13,00 EST

27 e 28 dicembre 2008.

Ci sono tredici gradi sotto lo zero in questo mattino tremendamente rattrappito dal gelo.

Le 6 del mattino e la mia auto, ancora mezzo rincoglionita come il sottoscritto che la conduce, si parcheggia nell’area di servizio della To-Savona che già tante altre volte, negli anni, è stata la boa di partenza di altri viaggi ed altre sabbie.

Pochi minuti di gelo siberiano ed il gruppo si forma, alle prime luci dell’alba nevosa del 27 dicembre. Tre auto, compresa la mia, partono di qui oggi alla volta di Genova, ad imbarcarsi per l’ennesima volta sulla Chartage, destinazione Tunisi.

L’attesa al porto è stranamente breve: ci si imbarca senza intoppi con largo anticipo sui tempi stimati e si parte, con mare calmo, con appena un’ora di ritardo.

Traversata tranquilla, oserei dire quasi veloce, con la nave a mezzo carico ed un mare straordinariamente quieto alla faccia delle previsioni meteo che ci avevano impensieriti non poco. Fatto sta che alle 13 siamo a Tunisi, alle 15 siamo fuori dei cancelli de La Goulette e pochi minuti dopo siamo già belli rombanti sulle corsie dell’autostrada in direzione sud est, alla volta della lontana oasi costiera di Gabes dove incontreremo il quarto equipaggio del viaggio. Gradita sorpresa: l’autostrada è stata prolungata oltre Sousse fino alla cittadina commerciale di Sfax, con i caselli ancora inattivi nella tratta nuova; per noi è un risparmio di tempo non da poco. Il cielo è grigio ma non piove ed il trasferimento scivola veloce, tanto che alle 20 siamo a Gabes dove, all’Hotel Chems, ci uniamo a Roberto e Vittoria, in tempo per la cena. Gruppo completo...L’avventura ha inizio.

29 dicembre- altra levataccia; sveglia alle 5,30 e partenza alle 6,00 per essere in frontiera al piu’ presto. Ancora sorprese nella viabilità, con la nuova tangenziale di Medenine che ci risparmia l’ingresso nella trafficata cittadina.

Ore 9,00; siamo a Ras Jedir, posto di frontiera con la Libia. Formalità di uscita piuttosto lente, quasi due ore. Ed ecco la dogana libica, finalmente. Ci incolonniamo dietro una baraonda di auto di europei...Accidenti, c’è il mondo qui! Rivedo amici tour operator che non incontravo da anni, ed è strano incontrarsi proprio qui. O forse no, forse non è strano...Mentre chiacchieriamo Moussa, il mio amico libico, mi si fa incontro. Un abbraccio, un’emozione forte e sincera, dopo tre anni di lontananza.

Ma via, facciamo cosa deve essere fatto ed usciamo di qui: abbiamo molta strada da fare oggi. Qualche intoppo burocratico, ma tutto procede regolarmente ovviamente secondo i tempi africani: la fretta qui non è di casa. Alla fine siamo fuori, con la nostra bella scorta di dinari libici in tasca, le nuove targhe e le radio finalmente installate. Si parte: direzione Mizda.

La raggiungiamo intorno alle 19. Tappa in un alberghetto decadente, con le camere i cui tappeti sono un piccolo cimiteri di simpatici scarafaggi incartapecoriti ( benedetto l’inverno!!!). Non c’è scelta e questo passa il convento: c’est l’Afrique.

Cena con pollo arrosto e patate (quanto mi mancava...) e a letto presto.

30 dicembre- ultima sveglia da regio esercito, alle 6. E via, voliamo a tutto Sud, che già sentiamo nell’aria odore di granelli...Ed infatti, poco dopo l’ora di pranzo, raggiungiamo il ouadi Chati, all’oasi di Brak. Qui riabbraccio il mio amico Mabrouk Belel, come al solito arrampicato sul suo pick up Toyota benzina 24 valvole. Pieno dei serbatoi e si va...

TRAVERSATA DELLA RAMLA ZELLAF Una manciata di km in direzione di Sheba e poi, senza sgonfiare, svoltiamo ad ovest e ci tuffiamo nelle prime basse dunette a sud di Brak. Percorriamo qualche chilometro e, poco prima di affrontare il primo cordone, ci riuniamo su un poggio di palmette e sgonfiamo...Cominciano le danze. Anteriore a 1,1 , posteriori a 1,4; pronti? Via!!!! Un’ora appena di guida rilassata su facili cordoni...Tengo d’occhio il nostro nuovo compagno, Roby. Ma mi rassereno: ha una buona guida ed un buon mezzo. Sarà un bel viaggio, ne sono certo. Il primo campo nella sabbia è appena intaccato da un vento leggero ma fastidioso, gelato, che ci costringe nelle nostre tende ad un’ora in cui di solito, in Italia, cominciamo a preparare la cena...Lontano, all’orizzonte, un susseguirsi di riverberi nel cielo nero ci indica i vari villaggi: Brak, Edri, la lontana Sheba...Poi il silenzio ci inghiotte e la mia Air Camping finalmente mi accoglie

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