Loro sanno

Svegliarsi ogni mattino in un punto diverso del vasto deserto. Uscire dalla tenda e trovarsi davanti allo splendore di un nuovo mattino: tendere le braccia, stirarsi nell'aria fredda e pura; riempirsi di luce e di spazio; conoscere, al risveglio, la ...

  • di robinia
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Svegliarsi ogni mattino in un punto diverso del vasto deserto. Uscire dalla tenda e trovarsi davanti allo splendore di un nuovo mattino: tendere le braccia, stirarsi nell'aria fredda e pura; riempirsi di luce e di spazio; conoscere, al risveglio, la straordinaria ebbrezza di respirare solamente, di vivere solamente...

[ Pierre Loti, romanziere versato sui temi dell'esotismo naturalistico ] Dopo averlo lambito sull'orlo in Marocco e in Egitto, quest'anno entro nel Sahara dalla porta principale: la Libia. Essendo l'unico paese nordafricano che non presenta barriere naturali invalicabili tra la costa e il deserto, rende l'esperienza sahariana (oggi in fuoristrada, ieri nelle carovane di cammelli) più praticabile. Ciò non toglie che la regione che ci apprestiamo a conoscere da vicino, il Fezzan - come fu rinominata dagli italiani conquistatori - situata nel sud-ovest, sia rimasta a lungo una delle zone meno conosciute della Terra, visto che le prime esplorazioni risalgono alla fine dell''800.

Come scrive Stefano Malatesta, il deserto oggi non è più quello che era un tempo; i sentimenti predominanti nell'affrontarlo non sono più l'orrore e il terrore. Oggi procediamo sicuri nelle Toyota condotte con abilità e maestria dalle braccia muscolose dei misteriosi autisti locali (dico io). Insomma, eliminati la paura, i rischi e il pericolo dell'impresa, ci resta tutto il tempo per goderci il paesaggio. Per considerarlo bellissimo, emozionante, affascinante, magico, suggestivo, una cartolina. E per descriverlo con una serie di luoghi comuni da far venire il voltastomaco, da cui io stessa non posso del tutto esimermi.

La Libia da poco si è aperta al turismo, in seguito alla normalizzazione dei rapporti con la comunità internazionale che ha recentemente posto termine ad un lungo isolamento. Man mano si stanno risolvendo gli ostacoli burocratici che rendevano ai visitatori l'accesso più arduo fino a pochissimi anni fa. Certo, è ancora necessario visitare il Paese con l'appoggio di un operatore turistico locale, ma è tutto più facile perché oggi si può ottenere il visto all'ingresso.

Già all'aeroporto ci accoglie imponente e protettivo l'onnipresente Colonnello, finemente drappeggiato e con i famosi occhiali a goccia, ritratto in ogni angolo del Paese su tele gigantesche, poster, dipinti ad olio, murales realizzati con tutte le sfumature del verde, colore dell'Islam e della Rivoluzione.

Sbrigate le procedure in entrata, sugli italiani in Libia si abbatte la cattiva notizia: il volo interno per Sebha è saltato e ci toccano 12 ore di autobus nel piattume sconfinato che separa la costa dal Fezzan. Regola numero 1: fare finta di nulla, non innescare polemiche sterili che si ribaltano notoriamente con effetto domino sugli altri partecipanti inizialmente non schierati. Dormirci su. Una parola: durante il tragitto nel cuore della notte un corpo contundente non identificato riduce in mille pezzi uno dei doppi vetri di una finestra del bus, evocando una scena del film Babel, ambientato in Marocco - per fortuna senza gli esiti tragici che esso ha nella pellicola del regista messicano. Film che, tra parentesi, viene proiettato al ritorno sui due schermi del bus in un dvd piratato in lingua originale sottotitolato in arabo: la coincidenza avrebbe inquietato anime meno avvezze della mia.

Facciamo sosta per la cena in un ristorante coloratissimo in mezzo al nulla, circondato da negozietti di alimentari e cd e fornito di sala preghiera all'aperto, relative vasche per le abluzioni e palme finte composte di mille lucine come le luminarie delle feste di paese. E io mi sento un po' a casa mia e quasi mi commuovono le trasmissioni televisive, le luci intense, la parlata, gli sguardi, i gestori delle drogherie

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