Esplorando il Fezzan

Questo articolo non vuole essere una guida,ce ne sono a bizzeffe,ma semplicemente un racconto di viaggio attraverso il deserto più bello del mondo:quello libico. Non preoccupatevi, non vi porterò via più di qualche minuto, ma vorrei farvi partecipi delle mie ...

  • di scoei
    pubblicato il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Questo articolo non vuole essere una guida,ce ne sono a bizzeffe,ma semplicemente un racconto di viaggio attraverso il deserto più bello del mondo:quello libico.

Non preoccupatevi, non vi porterò via più di qualche minuto, ma vorrei farvi partecipi delle mie emozioni che sono state veramente tante e che mi accompagneranno per sempre.

Mettetevi comodi, si parte!!! Lasciato l’aeroporto di Tripoli voliamo verso Sebah, 800km circa più a sud che è situata alle porte del deserto. Ah,a proposito, scordatevi di trasformarvi in improvvisati “ uomini blu”ma affidatevi ad una buona guida tuareg,che se veramente buona,vi farà sballare!Solo loro sanno veramente dove andare e cosa fare a meno che siate dei provetti autisti,meccanici e non ultimo dei provetti conoscitori del posto:col deserto non si scherza!Fidatevi.

Siamo con due fuoristrada più un terzo guidato dal cuoco,pure lui un tuareg(coi Rayban)ma tuareg vero.

Siccome di deserti ne ho visti, sono un po’ ...Non dico prevenuto ma piuttosto in attesa di essere stupito, avanti Libia stupiscimi!! Bene,infatti ci dirigiamo verso il campo Dar Auis situato alle propaggini dell’Acacus e se devo essere sincero per i primi 200 km mi sono chiesto che cosa ci fossi venuto a fare il Libia :strada asfaltata di una monotonia stucchevole. Vuoi vedere che ho buttato i soldi?Mia moglie ,molto più tranquilla di me,dice che non ho pazienza ed alla fine aveva ragione:eccome se ne aveva!!!!! Lasciata la strada asfaltata,non so dove,nel deserto non ci sono indicazioni, il nostro bel tuareg, che parla un ottimo italiano,gira di botto a sinistra e taglia di brutto nel deserto ,che da un tavolo da biliardo si trasforma a poco a poco in una autentica meraviglia!!E mia moglie:”hai visto ,uomo di poca fede??” Ok,ok che carattere!!! E’ difficile descrivere i colori,la luce,l’atmosfera quasi surreale e quel senso vastità e solitudine che ci avvolge sempre più man mano che ci addentriamo. C’è persino un pò di timore tanto che scherzando ci diciamo “pensa se ci mollassero qui!!” Non passano che pochi minuti e ci fermiamo in un posto pazzesco,(vuoi vedere che ho indovinato?)la guida scende dal gippone e invece in un attimo ti preparano thè verde,biscotti,caffè e,udite udite,una magnifica scatola di datteri enormi che più buoni non si può. Il tutto di fronte ad un paesaggio incantevole:manca solo una buona sigaretta! Detto fatto: cominciamo alla grande.

Si prosegue verso il campo tendato di Dar Auis situato in un anfiteatro naturale ai piedi di formazioni rocciose. Il campo è buono tenendo in considerazione dove si trova .Non mi soffermerò sulla vita al campo perché non c’è nulla di particolare se non le splendide stellate che solo nel deserto si possono ammirare ,il the dopo cena attorno al falò dove ci si raccontano le esperienze di viaggio oppure il silenzio che quasi puoi sentire il battito del cuore, la pace interiore che ne deriva: è difficile arrabbiarsi in un luogo simile .Ritorni bambino anche se fai il commercialista.

I giorni seguenti li trascorriamo alla”mercè” del nostro autista girovagando nell’Acacus che è una catena montuosa che si snoda da nord a sud per circa ottocento chilometri e qui la faccenda cambia perché si entra nel mondo delle fate e degli gnomi:non c’è un luogo che non faccia rimanere a bocca aperta ,con panorami che sembrano usciti da un altro pianeta o inventati da uno scultore pazzo;la natura si è talmente sbizzarrita che ci si chiede come può essere possibile assistere ad un tale spettacolo

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