Libia spettacolare

A Pasqua del 2005 assieme a due amiche e due amici ho organizzato autonomamente uno dei più bei viaggi della mia vita. La Libia è un paese particolare e si distingue anche dagli altri paesi della fascia nordafricana. E’ considerato ...

  • di labenny77
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

A Pasqua del 2005 assieme a due amiche e due amici ho organizzato autonomamente uno dei più bei viaggi della mia vita. La Libia è un paese particolare e si distingue anche dagli altri paesi della fascia nordafricana. E’ considerato un paese ricco e presenta peculiarità dovute soprattutto alla sua forma statale: in realtà la Libia si chiama “Jamahiriya araba libica popolare socialista” in cui il termine Jamahiriya può grosso modo tradursi come “stato delle masse”. Fu il colonnello Gheddafi (o Quddafi a seconda della traslitterazione) che coniò questi termini, fu lui che sostituì il Parlamento con il Congresso generale popolare e fu lui che, diventato leader della rivoluzione dopo il colpo di stato militare del 1969, ritiratosi nel deserto per un periodo di riflessione, scrisse la Terza Teoria Universale nel famoso Libro Verde. Un mondo tutto da scoprire.

Per entrare in Libia abbiamo dovuto chiedere il visto a Milano, presentando una lettera di Hafid, per fortuna proprio da pochissimo non era più necessaria la traduzione in arabo dei documenti, un problema in meno. In Libia gli stranieri non possono girare da soli, devono essere accompagnati da una guida ufficiale e, se in più di 5, anche dalla polizia turistica. Tripoli e Sabratha La prima mezza giornata passata a Tripoli ad ambientarci, con un tempo non proprio clemente freddo e piovoso, la mattina dopo partenza per il giro da noi organizzato. Prima tappa Sabratha, con le sue rovine a perdita d'occhio. Purtroppo il museo era chiuso per ristrutturazione, ma certamente la visita vale la pena. Jebel Nafusa e Ghadames Da Tripoli passiamo dalle Montagne Occidentali alla volta di Ghadames. Lungo il tragitto sostiamo a Yefren villaggio berbero e a Qasr al-Haj, dove si trova il granaio fortificato, una struttura circolare con cortile interno risalente al XII sec. Utilizzata per conservare i raccolti; è spettacolare, ho visto se non sbaglio una cosa simile in Tunisia decenni fa, ma questa è decisamente da non perdere. Poi proseguiamo per Nalut e infine alla volta della magica Ghadames.

A Ghadames siamo stati ricoperti di particolari attenzioni, visto che Hafid è di lì: conosce tutti e ci apre tutte la porte. Il villaggio carovaniero di Ghadames è una città museo, patrimonio dell’UNESCO: Gheddafi ha costruito una città nuova con tutti servizi al di fuori della vecchia, ci ha trasferito la popolazione e ha lasciato la proprietà delle case tradizionali ai vecchi proprietari, i quali ci ritornano solitamente il venerdì, giorno di festa. Le nuove generazioni tornano sempre meno, ma questa città museo conserva un fascino inalterato. E’ un labirinto di vicoli bui, perché tutte le strade sono coperte, per difesa dal caldo. Sui vicoli bui si affacciano gli ingressi delle case, le quali tutte sono a tre piani terra/cielo: al piano terra solo la scala per salire, al primo piano salotto e stanze da letto, all’ultimo piano cucina e terrazzo, il regno delle donne, che, non potendo uscire di norma da sole, uscivano solamente sul tetto e si spostavano di casa in casa dai tetti. Gli interni sono riccamente decorati soprattutto di trame rosse e tappeti. Se non hai una guida ti perdi, è come un labirinto. Abbiamo cenato in una delle case antiche, alla Dan Do Omer, per l’occasione tutta per noi, dove l’amico di Hafid ci ha portato lo “ftaat” piatto squisito con carne di cammello. Ghadames Sebha Germa Da Gadahmes partiamo alla volta del deserto; le strade sono diritte per centinaia di km, vaste e deserte, unico inconveniente che può capitare è che siano a tratti sepolte dalla sabbia, allora lì è un problema ma a noi è andata liscia. Ora capiamo perché quando organizzavamo il viaggio dall’Italia ci dicevano che questa tratta e la tratta Sebha-Tripoli l’avremmo fatta in auto o in aereo indifferentemente. Anche se trattasi di centinaia e centinaia di km, il tempo è lo stesso: gli orari degli aerei (come avremmo appreso al ritorno... Attesa del volo di linea 5 ore) sono sempre molto opinabili, spesso l’aereo non è disponibile perché utilizzato prima per scopi statali e poi messo a disposizione per i privati. Da Germa in poi ci aspetta la parte più spettacolare del viaggio: un crescendo di visioni magnifiche fino al culmine dello stupore

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