Il Libano in otto giorni

Il diario di viaggio di due archeologi che hanno visitato un intero stato senza mai cambiare albergo

  • di ilaria&ghiath
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Prima del rientro in hotel, abbiamo fatto una passeggiata nei Beirut Souks: nome che evoca la tipica serie di botteghe artigianali orientali, ma che nasconde in realtà un enorme centro commerciale su modello americano, con negozi di super lusso, all’interno del quale è praticamente impossibile trovare qualcosa di tipico e locale. Sfiniti, siamo rientrati in hotel.

Dopo una bella doccia, un po’ di riposo e una cenetta preparata nella nostra cucina, decidiamo di uscire la sera per fare una passeggiata sul lungomare General De Gaulle fino alle Pigeon Rocks (rocce del piccione), l’attrattiva naturale più famosa della città, per poi rilassarci sui lussuosi divanetti del Gran Cafè, un locale in riva al mare da cui si ammira un panorama bellissimo della costa, sorseggiando un caffè turco.

Biblo

Il mattino seguente, dopo una ricca colazione preparata nella nostra stanza, decidiamo di partire per la nostra prima gita nel nord del Libano, per andare a Biblo che si trova a soli 30 km di distanza. Ci affidiamo al trasporto locale che è molto economico e comodo. Dal nostro hotel, abbiamo preso un autobus fino alla stazione dei pullman Charles Helou, dove abbiamo comprato i biglietti di andata per Biblo spendendo 2 euro a persona (il bus è quello che va a Tripoli). Non essendo sicuri di quale fosse la nostra fermata, prima di salire, abbiamo chiesto al nostro autista di indicarcela. Durante il viaggio, ci siamo però accorti di aver superato Biblo! Il nostro autista si era dimenticato di avvisarci e quindi siamo dovuti scendere in mezzo all’autostrada, passare sul lato opposto scavalcando degli enormi guard rail in cemento, per risalire su un altro pullman che ci portasse a Biblo. Disavventura a parte, riusciamo a giungere a destinazione e con immenso piacere, ci gustiamo il primo panorama caratteristico dell’area vicino orientale.

La cittadina di Biblo presenta un cuore antichissimo e infatti ci siamo subito ritrovati in mezzo alle stradine del souk pieno di botteghe e negozi tipici, giungendo poi nella piazza su cui si trova il parco archeologico con i resti della città fenicia che merita una visita per la sua importanza storica e culturale: il sito è ricco di monumenti, case e tombe antichissime affacciati su un mare blu bellissimo. Al termine della visita, ci siamo diretti al porto dove ci siamo gustati alcuni minuti di meritato riposo, comodamente seduti in uno dei caffè affacciati sul mare.

Ricaricati, siamo andati a visitare la piccola moschea del sultano Abdul Magid, costruita nel 1648 e restaurata dall’emiro Youssef Chehab nel XVIII secolo e la chiesa di San Giovanni dei Crociati costruita nel XIII secolo, in stile romanico. Per non togliere troppo tempo alla visita della città per pranzo abbiamo scelto le manakish, delle squisite pizzette farcite in vario modo (formaggio, carne, patate e spezie) che si possono trovare ovunque nel paese perché molto popolari ed economiche.

Nel pomeriggio, dopo un po’ di shopping nel souk, siamo tornati verso l’autostrada e siamo saliti su un Minibus diretto a Beirut, spendendo ancora meno rispetto al pullman di linea preso all’andata. Rientrati in hotel, eravamo distrutti e quindi abbiamo preferito rimanere nella nostra stanza e cucinare lì qualcosa per la cena.

In giro per Tiro

Il quarto giorno decidiamo di continuare l’esplorazione in terra fenicia e ci organizziamo per andare a Tiro. Mentre viaggiare verso il nord del paese è facile perché tutti i pullman di linea partono dalla stessa stazione, visitare il sud è stato più avventuroso. Abbiamo dovuto raggiungere la piazza di Cola a Beirut dove si trovano alcuni Minibus che arrivano a Sidone e per trovarli abbiamo dovuto chiedere moltissime informazioni, perché queste linee non sono indicate nelle guide e nella piazza non ci sono pannelli con orari e partenze. Trovato il nostro Minibus, ci siamo accomodati pagando un biglietto di 1 euro e dopo un viaggio di circa 40 minuti siamo scesi a Sidone, ultima fermata. Da qui, abbiamo richiesto informazioni per scoprire quale Minibus dovevamo prendere per arrivare fino a Tiro, la città più a sud del Libano.

Arrivati a destinazione, siamo andati a visitare prima di tutto il parco archeologico, anche qui come a Biblo, sul mare, dove abbiamo passeggiato tra vie colonnate e resti imponenti. Abbiamo poi continuato il nostro tour all’interno della città vecchia, un dedalo di stradine con case tradizionali in pietra, poi abbiamo preso un taxi che ci ha portato a visitare il sito di Al Bass, un parco archeologico romano con i resti dell’Ippodromo e della cattedrale dei Crociati, situato in periferia.

Dopo la visita quindi, siamo tornati in centro per fare una passeggiata nel tradizionale souk e, stremati, ci siamo finalmente concessi un po’ di meritato riposo, anche perché affamati, in un ristorante popolare dove abbiamo gustato un’ottima shawerma (il panino che in Italia erroneamente chiamiamo kebab) accompagnata da un piatto di hommos, spendendo veramente poco. Contenti di aver visto finalmente una città tipica anche se più chiusa rispetto a Beirut, abbiamo affrontato il viaggio di ritorno con le stesse difficoltà dell’andata

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