Libano e Giordania

Un itinerario ricco di cultura e storia

  • di berardiserena
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Martedì

Giornata dedicata ad esplorare la costa a nord di Beirut. Prima tappa è la Jejto Grotto. Io sono abbastanza perplessa, ma Giulio e Jean sono convinti della scelta: stiamo andando a visitare la finalista delle “7 meraviglie naturali del mondo”. Effettivamente mi devo ricredere. Jeito Grotto lascia senza parole: è enorme, fa quasi paura così dura in alcuni tratti tempestati di stalattiti e stalagmiti e cosi levigata in altri. Ancor più suggestivo è il viaggio sul corso dell’acqua sempre nella grotta inferiore a bordo di una barchetta… mai visto nulla di simile! La prima tappa è stata sicuramente d’effetto.

Ci dirigiamo ancora più a nord. Destinazione Bautron, piccolo villaggio di mare con un antico porto in fase di ristrutturazione e che si distingue in Libano per il suo silenzio, la sua pace, il suo ordine, deliziose casette che ricordano vagamente quelle siciliane. Poi una piccola chiesa maronita con un porticato dal quale godersi il mare e la brezza marina. Famosa inoltre per una rinfrescante limonata. Con un bel bicchiere gelato ripartiamo per BYblos. Arriviamo che è quasi ora di pranzo, decidiamo di visitare, comunque, prima le rovine… il pranzo poi sarà più appagante! Le rovine di Byblos sono molto importanti ma in realtà mi hanno deluso un po’, considerato che… non sono rimasti che sassi e 3 colonne… ma Giulio è entusiasta di cotanta ingegnosa civiltà! Non vedo l’ora di uscire, l’obiettivo per il pranzo è Pepe, famoso ristorante di pesce del porto. Due lup de mere, un fatoush, 2 espressi allungati e 2 pudding offerti dalla casa. Davanti a noi un mare calmo, piatto, un silenzio surreale e un piacevole tepore ci coccola nella terrazza di Pepe. Dopo la nostra meritata lunga sosta facciamo un giro al suq ove si trova un famoso negozio di fossili: carino, ma non riesco comunque a comprare nulla di decente. Passiamo la serata a Beirut da Mayrig delizioso ristorante armeno a Gemayzeh: una cena perfetta, ottima e abbondante: taboulè, fattoush, raviolini, kebab con ciliege e altre mille cose e, infine, albicocche ripiene e pudding all’acqua di rose e pistacchi.

Mercoledì

Ultimo giorno alla scoperta del Libano. Iniziamo con la Riserva dei cedri. Shouf è la riserva più grande e più importante in Libano. In effetti sembra quasi un paradiso tutto questo verde! In un paese dominato da grattacieli, scheletri di palazzi e tangenziali, Shouf appare come un luogo incantato. Per cedri, è bene saperlo, non si intendono quegli alberi che producono frutti simili a limoni giganti bensì vere e proprie conifere! Il sentiero nel bosco ci ha disvelato alcuni esemplari veramente interessanti, nella forma, nelle dimensioni e soprattutto nell’età: migliaia e migliaia di anni. Compriamo dei prodotti locali nel negozietto e ripartiamo per Beiteddine per visitare il famoso complesso ottomano costruito dall’emiro Bashir alla fine del 700. Il palazzo, è molto bello, grande, di particolare rilievo sono i bagni e l’hammam.

Per il pranzo decidiamo di fermarci a Mir Amin Palace, un albergo meraviglioso sempre in stile arabo dove gustiamo sulla terrazza - vista vallata - delle gebbe e del fatoush in una suggestiva atmosfera - con tanto di musica - araba. Ripartiamo per l’ultima tappa del Libano: Deir al Quamar delizioso villaggio, ottimo per una pausa… nulla di più. Torniamo a Beirut e ci facciamo un giro a Downtown. Poi di nuovo a casa: stasera cena in terrazza.

Giovedì

Alle 8.30 prendiamo il volo per Amman. Dopo un’ora siamo in Giordania dove ci aspetta Tareq e in 3 ore arriviamo a Petra. Splendido in macchina attraverso la Desert Highway, la strada appare come una ferita nel deserto. Arriviamo al nostro albergo: il Petra Moon è moderno, pulito, accogliente, adiacente all’ingresso di Petra… insomma un meraviglioso deal fatto su Booking.com. Mangiamo al volo un fatoush e un panino e partiamo alla scoperta di Petra. E la città patrimonio dell’Unesco ci fa subito una bella sorpresa: l’ingresso costa 55 JD a persona (65 €!!!), senza carta ma solo cash. Muniti del preziosissimo biglietto varchiamo trepidanti nel magico mondo incantato di Petra, culla dei Nabatean, dei romani e dei Bizantini. Ci vogliono un pò di metri prima di iniziare a scoprire Petra, che inizialmente appare come una sorta di suq dove spennare i turisti. Veniamo subito assaliti da beduini o simili tali che conducono cammelli, muli e cavalli e che per 5 JD ti portano dove vuoi. E’ facile scoprire, anche solo dalla guida, che non è così e anche se noi non accettiamo nessun passaggio, sono comunque di vertenti e caratteristici da vedersi! Cammina cammina arriviamo al Siq, una sorta di gola rocciosa, perfettamente levigata artisticamente dalla natura e dalla mano dell’uomo. Poi all’improvviso appare - che poi si sa che è lì e apparirà - la famosissima immagine di Petra, il suo simbolo: Il tesoro. Sì, l’immagine è famosa, forse scontata ma effettivamente d’effetto! Perché perfettamente conservato, grande, dai colori indefiniti, così particolare che sembra irreale. In generale Petra si svela come una città magica che ti fa tornare indietro di millenni, anzi forse una città senza tempo cosi tu ti ritrovi in un paesaggio incantato. Insomma, Petra è Petra e non a torto è inserita nella lista delle 7 meraviglie del mondo. Usciremo da Petra dopo il tramonto, il fresco venticello della sera non ci fa sentire la fatica. Ci riposiamo un po’ nel nostro albergo. Ceniamo beduino al The Red Cave e beviamo un drink al Cave: segnalato, bellissimo

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