Libano: quale turismo?

Rientrato a fine marzo da un viaggio di lavoro in Libano che mi ha portato addentro al Paese e fino a pochissimi metri dal suo confine con lo stato d’Israele, la lettura delle impressioni di viaggio riportate da Roccorocco mi ...

  • di gfcly
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Rientrato a fine marzo da un viaggio di lavoro in Libano che mi ha portato addentro al Paese e fino a pochissimi metri dal suo confine con lo stato d’Israele, la lettura delle impressioni di viaggio riportate da Roccorocco mi ha indotto ad esporre alcune “ diverse” personali riflessioni di carattere generale sulla realtà di Paesi complessi quali il Libano vista o filtrata in analoghi contesti di viaggio di lavoro dove il lato turistico spesso ne rappresentata solo una parte occasionale , quasi un “optional “ del viaggio stesso. Ne espongo alcune a solo titolo di confronto.

Il primo dato sul turismo nel Libano che mi viene subito fatto osservare da chi risedendovi ne e più addentro i suoi vari aspetti e che, contrariamente al fatto che questo come di primo acchito può effettivamente apparire ( i dati sulle presenze degli occidentale italiani inclusi indicano il contrario con un numero complessivo superiore al milione all’anno), e che ciò non significa che questo non esista,anzi il turismo rappresenta una delle prime realtà economiche libanesi, che con una crescita media di oltre il 50% negli ultimi anni . A breve inizierà la realizzazione di una isola artificiale di fronte a Beyrout sul tipo di Dubai per ospitare nuovi complessi e alberghi , mentre a fine anno sarà ultimato il primo albergo della prestigiosa rete Four Seasons . Parimenti non mancano le informazioni su come e dove andare (vedere sito locale ministero del turismo) e neppure si deve ritenere che le uniche possibilità di visitare il Paese liberamente siano , sempre per noi occidentali, relegate all’occasione di particolari circostanze , come i viaggi d’affari e similari. Le vie di Beyrout mi hanno subito confermato una vivace presenza di offerte da parte di molte agenzie turistiche, controparte di altrettanti primari T.O. Internazionali in grado di soddisfare qualsiasi esigenza turistica, dal viaggio archeologico, alla settimana sciistica, speologica, di trekking, di shopping, di beauty farms,ecc . Quello in Libano è infatti un turismo particolare, silente, poco percettibile almeno e sempre secondo i nostri comuni criteri di visibilità configurandosi quest’ultimo come essenzialmente di lusso e dove il visitatore per farsene un’idea più consona ed essere in grado di poter distinguere fra la caotica folla presente ad ogni ora e giorno quali siano i turisti e quali non lo siano più che girare per le vie deve bazzicare soprattutto alberghi e club di lusso, discoteche, centri di bellezza, shopping center, marine malls, ecc. Non è come nella vicina Siria è Giordania dove il turista occidentale o meno è riconoscibile dalla T.Shits e dal borsello alla cintola. Beyrout , da come mi è stata offerta l’opportunità di conoscerla la si vive soprattutto di notte, (un po’ sul tipo di Las Vegas per capirci) e, basta trascorrerne una sola in compagnia di libanesi per capire chi siano e dove siano i turisti e cosa cerchino per stupirsi di quanta sfrenatezza e lusso la città sia loro capace di offrire senza dare particolarmente all’occhio. Non a caso la principale presenza turistica in Libano è costituita da cittadini arabi ,sauditi, emiratini, e dei paesi limitrofi e statunitensi , per quelli occidentali, anche facoltosi, le tasche si svuoterebbero subito. Questo spiega, almeno in piccola parte, perché il Libano da noi non fa molta notizia;il suo infatti non è un turismo inteso in senso convenzionale ,da noi pesa molto il fatto che il Paese è ancora ritenuto ad alto rischio. Certo come ben riporta Roccorocco, vi sono si alcune tematiche e località un po’ critiche da tenere sempre d’occhio, ma non è certamente quel Paese dove viene addirittura consigliato di non noleggiare veicoli 4x4 al fine di non correre il rischio di saltare su una mina. Simili strampalate castronerie lette mentre ero alla ricerca in rete di notizie per preparare il viaggio addirittura in un sito di viaggiatori dalla vantata esperienza di viaggi in aree difficili come il deserto del Sahara e altre zone a rischio, danno una misura dell’approccio “culturale” con cui alcuni viaggiatori( vi è una differenza notevole con i turisti) affrontino simili destinazioni rendendone esplicita testimonianza e del perché continuino ad sussistere simili pregiudizi su questo martoriata regione che può essere invece oggi visitata tranquillamente e semplicemente appoggiandosi ad un buon T.O. Locale in grado di mostrare a chiunque le sue svariate offerte e peculiarità . Un budget indicativo di € 1400 viaggio dall’Italia incluso è sufficiente, ad esempio, per partecipare ad un LMT, (Lebanon mountain Trail ) 5 giorni di trekking in piena natura su un circuito di 440 km che da Qbayat nel nord del Libano attraversando circa 70 villaggi arriva a Marjayoum nel sud passando da m 600 a 2200 di livello o alla visita in 4x4 ai 24 villaggi dello Shouf, il parco riserva della biosfera Unesco , a una permanenza a Faraya località sciistica . Ma i nostri T.O non lo sanno o non sono interessati dato i bassi ricavi che ne avrebbero. Non sono quindi le mine o il pericolo di finirci sopra in 4x4, veicoli che ,per riportare una strana curiosità del posto non possono essere importati neppure temporaneamente se motorizzati a gasolio, quanto invece il perdurare di notizie sparate gratuitamente e senza fondamento, di preconcetti e di una “certa “ incapacità da parte di molti visitatori occidentali nel vedere appena oltre quello chi si aspettano o che desiderano vedere : per alcuni il viaggio in Libano è affrontato come una pericolosa avventura si da poter dire di aver visto soprattutto un posto ancora elusivo e riservato per pochi coraggiosi. (pare che questa sia una delle principali molle che muove non pochi dei suoi turisti occidentali ) per altri resta un paese che offre poco perché visitato spesso superficialmente o occasionalmente

  • 11582 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. sukun
    , 13/9/2010 15:53
    Scrivo da Beirut dove sono per piacere/studio per un mese. Ho vissuto e girato 4 anni in Medio Oriente e anch'io sono dispiaciuta della prospettiva assolutamente fuorviante con cui gli europei guardano a quest'area e in particolare agli arabi.
    Resto pienamente d'accordo con gfcly.
  2. dianomarina
    , 17/6/2010 14:28
    Il racconto è interessante, ma in alcuni punti è un po' difficile da seguire. E poi la storia del razzo Kassam sarebbe da approfondire...

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social