Rotta verso L'Avana

Tre settimane in viaggio attraversando Cuba da est a ovest, alla scoperta di un paese racchiuso nella sua unicità

  • di _Ivana_
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Finalmente, dopo settimane e settimane di discussioni e di “Chi ce lo fa fare? Farà troppo caldo, pioverà sempre, il volo costa troppo”, la meta della nostra prossima vacanza estiva è decisa: Cuba. Siamo a marzo e per prenotare il volo è già fin troppo tardi. Optiamo per la Condor, compagnia che non ci fa impazzire per la scarsa qualità dei pasti a bordo e dell’intrattenimento offerto ma che svolge degnamente il proprio compito.

Il 6 agosto partiamo da Torino verso Holguín. “Holguuuín? E in che parte del mondo si trova?”, è la domanda che ci sentiamo porre dall’addetto al check-in. Io e mio fratello Andrea ci guardiamo chiedendoci dove diavolo stiamo andando se neanche una persona che fa questo lavoro conosce questo posto, preghiamo in silenzio affinché i nostri zaini arrivino a Holguín e non in Sri Lanka e partiamo per quel paese tanto affascinante quanto pieno di contraddizioni che è Cuba.

GUARDALAVACA

L’impatto con Holguín ci scombussola non poco: è ormai notte quando atterriamo, il caldo è opprimente (daremo in seguito un significato diverso alla parola “caldo” dopo aver passato tre settimane in mezzo all’afa cubana!), è appena piovuto e all’uscita del minuscolo aeroporto di Holguín non c’è neanche un taxi, solo una signora che ne organizza dieci alla volta. Contrattiamo fino a quando non scendiamo a 35CUC e partiamo ascoltando a tutto volume Despacito su una macchina che cade a pezzi alla volta di Guardalavaca, minuscola cittadina affacciata sul Mar dei Caraibi che ci ruberà il cuore. Abbiamo prenotato dall’Italia una casa particular ma al nostro arrivo troviamo una simpatica signora di nome Yuvia che ci informa che la casa prenotata non è disponibile ma che se vogliamo possiamo stare da lei. Evito di arrabbiarmi e di far presente che ho chiesto conferma della prenotazione il giorno prima di partire e seguiamo la signora verso la sua Casa Vitral. Le casas particulares saranno una parte fondamentale del nostro viaggio: ci daranno l’opportunità di entrare in senso letterale a casa dei cubani, vedere come vivono, cosa mangiano, quali difficoltà si trovano ad affrontare ogni giorno e saranno una miniera di informazioni sui luoghi che visiteremo. A Casa Vitral ci sentiremo come a casa nostra; la signora ci ha coccolati con le sue buonissime colazioni (ancora ci sogniamo le sue marmellate fatte in casa!), ci ha dato informazioni su taxi e case in altre zone del paese e riuscirà persino a farmi arrivare un paio di scarpe appena comprate che avevo dimenticato da lei in un’altra città tramite la sua rete di taxisti. L’unica pecca di questa casa? I galli. Soprattutto quando ti svegliano alle quattro del mattino dopo diciotto ore di viaggio.

Guardalavaca è una cittadina che offre ben poco se non un mare meraviglioso. I ristoranti sono pochi e ancora meno i locali. Il nostro ristorante di fiducia sarà il Tapas Cafè A Lo Cubano, con piatti dignitosi a prezzi ragionevoli, ma scopriremo presto che la cucina cubana purtroppo ha poco da offrirci a parte riso e fagioli, pollo, maiale e (quando si riesce a trovarlo) pesce alla griglia.

La nostra prima tappa è Playa Guardalavaca, una spiaggia ampia e spaziosa frequentata soprattutto da cubani, dalle loro inseparabili radio portatili ma soprattutto dalle protagoniste indiscusse delle spiagge cubane: le bottiglie di rum. I cubani bevono rum a qualsiasi ora del giorno e non riescono a separarsi dalle loro amate bottiglie neanche quando entrano in acqua. Il lato positivo? La loro attitudine a condividere tutto quello che hanno, e infatti state certi che ne offriranno un goccio anche a voi!

Playa Guardalavaca ci sembra dipinta col pennello da quanto sono perfetti i suoi colori. E’ la prima volta che vedo il Mar dei Caraibi ed è proprio come me lo immaginavo: azzurro, di un azzurro così chiaro che fa quasi male agli occhi. La spiaggia è sempre un po’ ventosa ma questo fa sì che si sopporti meglio il caldo che altrimenti, ad agosto, sarebbe soffocante

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