Varadero-L'Havana con bambini al seguito

Mini tour con auto vintage e pernottamento in casa particular

  • di desertrose
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Inizialmente la nostra vacanza a Cuba sembrava così difficile da organizzare senza tour-operator ed invece si è rivelato più facile del previsto.

Abbiamo prenotato il volo di linea su Varadero e 16 notti al Sol Sirenas Coral di Varadero, hotel venduto come un quattro stelle, ma al di fuori dei soliti circuiti dei tour operator italiani. Questo ci ha consentito di vivere a contatto anche con famiglie cubane oltre che con altri ospiti da tutto il mondo.

Ma anche se siamo dei super patiti della spiaggia e del mare, volevamo coinvolgere i nostri figli, di 13 e 10 anni, in una vera esperienza "particular". Ho quindi già organizzato dall'Italia un mini tour di 2 giorni da Varadero all'Havana. Sebbene non mancheranno le occasioni di contrattare anche a Varadero un'auto anni '50 con autista che effettui il trasporto, siamo stati ben felici di aver organizzato già tutto dall'Italia. Navigando in internet avevo trovato la Varadero Tour Taxi di Matanzas che aveva ottime recensioni e che organizzava il trasfer su due giorni.

Così abbiamo contattato Alay con il quale abbiamo concordato il trasfer con un'auto "vintage" e tre soste all'Havana per visitare le attrazioni più difficili da raggiungere dal centro: il Castillo del Morro, Plaza de la Rivolucion e tutto il tour del Malecon.

Così il giorno prefissato il nostro autista alle ore 8,30 era già presso la Lobby del nostro hotel con una Playmouth del '56 marrone scuro, dotata di stereo, aria condizionata e sedili in pelle color crema! Con la musica a palla di Chino y Nacho, Ricky Martin, Marc Antony e tanti altri cantanti cubani abbiamo lasciato alle spalle la caretera di Varadero per dirigergi verso Matanzas e quindi verso L'Havana. La "superstrada" attraversa Matanzas, grande città portuale, capoluogo della provincia ove è sito Varadero. Si costeggia il porto e poi ci si inoltra sulle colline di questa zona. Dopo una buona ora siamo arrivati alla meta obbligata per tutti i turisti: il Mirador de Bacunayagua. Qui si trova il ponte più alto (100 m) e più lungo (m 313) di Cuba, orgoglio dei Cubani e quindi occasione per ricavare dai turisti qualche Cuc. La vista dal bar panoramico è ottima e si vede tutto il ponte stagliato sulla Valle de Yumurì ... ma le bibite sono eccessivamente costose per lo standard cubano.

Fatte le dovute foto, per la verità anche alle tante auto "vintage" lì parcheggiate, abbiamo ripreso la nostra corsa. La nostra auto sfrecciava ad altissima velocità...o almeno così mi sembrava...visto che mio marito sostiene che non abbiamo mai superato i 100Km orari. Ci è anche toccata una lunga deviazione tra stradine di campagna sperdute poichè la superstrada era interrotta per grandi lavori ad un ponte. E così, bloccati qualche volta da qualche carretto trainato da cavalli magrissimi, abbiamo osservato più da vicino qualche paesino ed i campi dove allevano il bestiame, anche questo magrissimo, che brucava su estensioni di pascolo inimmaginabili per le nostre povere bestie. Sarà che la carne a Cuba non è un granchè perchè dura per i nostri palati, ma per quello che abbiamo visto è certamente più genuina, quantomeno per lo stile di vita riservato al bestiame.

Dopo circa 2 ore il traffico si è intensificato, segnale che stavamo entrando all'Havana. Con il nostro autista che purtroppo parlava solo spagnolo, abbiamo deciso di andare immediatamente al Castillo del Morro. Per arrivarci siamo passati dal quartiere militare (Military Cantonment) dove c'è un museo all'aperto delle armi belliche, compreso un mitico MIG Sovietico. Poi siamo andati all'entrata della fortezza. Lì si è stagliata ai nostri occhi la vista di tutta la città dell'Havana. Mentre il nostro autista schiacciava un pisolino in auto, noi quattro l'abbiamo visitata. La cosa più particolare è lo stretto camminamento all'interno delle mura dove poi si accede alla vera propria entrata, da lì abbiamo costeggiato il museo e siamo risaliti dalla parte del faro, per poi riuscire

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