Per vedere com'è cambiata... me lo raccontate voi?
Un posto, se ti piace, diventa come un figlio adottivo: ti viene voglia di tornare a trovarlo, per vedere come cambia, come cresce. All’Avana, a Cuba, io sono stato due volte: la prima nel 1994 e la seconda nel 2002.
Nel ’94 era il periodo di massima crisi economica, ma anche di massima reazione sociale e culturale collettiva: Cuba era nel periodo più nero del bloqueo, l’embargo americano. Non c’era niente, non c’era nemmeno l’anestetico per i dentisti. C’era una economia rigidamente separata per turisti e abitanti. Eppure – tra molta sofferenza e tanti disagi – c’era tanta voglia di reagire, e una spinta ideologica ancora ben salda. E l’estetica dell’Isola – lo so che sembra brutto, superfluo e fin troppo comodo parlare di estetica – era ancora sfolgorante: le vecchie auto anni ’50, la campagna, le facciate multicolori del Malecon, le palestre piene di ragazzi, la Santeria, i comitati di quartiere, Fidel.
Nel 2002 l’economia era più “sviluppata”, in parte privatizzata, le vecchie auto erano più rare e ben restaurate e però il disagio e la stanchezza e l’insofferenza più palpabili: le case particular, cioè le pensioncine private, i dollari, il turismo, il tramonto di Fidel e l’influenza di Raoul, la burocrazia che non mollava. Solo lo spirito della gente (oltre alla bellezza strepitosa della natura) era rimasto lo stesso, pur tra mille contraddizioni: la prima volta nostra figlia Zoe era nella pancia di sua madre, la seconda volta aveva appunto 8 anni, ed è stato questo il suo viaggio più bello. L’hanno talmente impressionata le sue amichette cubane, trovate per la strada, che da allora ha deciso che avrebbe fatto lingue per imparare lo spagnolo e tornare a Cuba.
Anche io vorrei tanto tornarci, a Cuba, e all’Avana in particolare.
Vorrei tanto vedere come è cambiata, cosa è successo. Io confesso di avere un’attenzione particolare per Cuba, e non solo per motivi ideologici. Nessuno può sfuggire alle contraddizioni in cui si dibatte, ma chiunque abbia visto almeno un po’ di America Latina e di Carabi non può non riconoscere a Cuba la sua unicità, il suo sforzo d’orgoglio e anche i suoi traguardi sociali. E adesso? Cosa sta per succedere? Negli ultimi 15 anni sono cambiate molte cose, nell’America del sud è tramontata la maggior parte dei regimi subalterni agli Usa, dove peraltro adesso non c’è più Bush ma c’è Obama (anche se la comunità cubana di Miami è rimasta quella).
Cosa sta succedendo all’Avana, 52 anni dopo la Rivoluzione?
Se ci andate, se ci siete stati di recente, ce lo raccontate???
Patrizio
Tizy 83, 30/5/2011 16:07
Sono stata solo una volta in questo luogo magico, alcuni mesi fa, ma la voglia di tornare e la nostalgia di quei giorni mi coglie spesso e all'improvviso mentre faccio le cose di tutti i giorni.
Ho avuto la fortuna di viverla "dall'interno", senza alberghi e tour organizzati, soggiornando in una delle tante Case Particular, e così ho potuto capire.
Capire cosa significa vivere alla giornata, cosa significa arrangiarsi in un paese dove ancora oggi è presente il razionamento degli alimenti: file di persone davanti a un vecchio garage in attesa della propria razione mensile di riso, scritta a mano su una lavagna consumata.
Ho potuto addentrarmi nelle vie meno battute dal turismo accompagnata da un pescatore del Malecòn e
parlando con lui ho tuttavia percepito una certa aria di cambiamento, una speranza che sta portando ad una maggiore apertura verso l'Occidente e verso un rinnovamento atteso ormai da tempo.
Mi auguro che Cuba ce la faccia ad intraprendere questo cammino senza "perdersi", senza diventare soltanto un paradiso per turisti curiosi di vedere le auto anni '50 e le donne dai vestiti colorati con un Cohiba gigante...Cuba deve conservare la sua anima autentica e un po' decadente che mi ha catturato l'anima.
Matusca, 20/5/2011 18:45
In definitiva i problemi sovrabbondano, c'é un po' di onnipotenza burocratica peró come ha scritto tempo fa Galeano: "Per i latinoamericani che ya stiamo compiendo 5 secoli di umiliazione, Cuba é un simbolo entrañable (non trovo la traduzione) in un continente dove tantissima gente non ha altro maestro che la strada né altro medico che la morte. . L'assedio asfissiante stretto intorno a Cuba é una forma d'intervento, la piú feroce, la piú efficace. Genera disperazione, stimola la repressione, disanima la libertá. lo sanno bene chi porta avanti il blocco. Alla fin fine cessa di essere ammirabile il valore di questa isola minuscola condannata alla solitudine in un mondo dove il servilismo é alta virtú o prova di talento? Dove chi non si vende si affitta?
Scusate la lunga citazione ma Galeano, oltre ad essere latinoamericano, é molto piú bravo di me.
Walter Pettoni, 20/5/2011 17:39
Cosa è cambiato? Qui il discorso diventa più difficile, per capirlo non è sufficiente girare e tornare la sera in albergo, è necessario entrare nella vera vita cubana attraverso l'operazione più semplice ovvero affittando una "casa particular", magari non troppo in centro dove la frequenza dei turisti è maggiore, ma un po' più fuori, in una tipica abitazione cubana, dove ci sia un patio e una famiglia grande che ci viva. Allora, alla sera quando dalle porte sempre aperte arriveranno simpaticissime tie y sobrinos, Cuba ci si presenterà nella sua veste più intima e come è oggi.
Le forti contraddizioni continuano ad esserci, l'uso di una doppia moneta che discrimina i cubani che hanno la possibilità di avere i CUC (chavitos) da coloro che possiedono solo pesos (Moneda nacional)si fa sentire, ed in questo aiuta molto l'arte incredibile dei cubani che l'hanno tradotta nella parola "Enventar", che vuole dire inventare per migliorar(SI) in forma individuale, la qualità della vita. Oggi i giovani, ai quali è pur sempre garantito lo studio gratuito sino alla laurea, spesso non si inegrano nella società istituzionalizzata, ma prefericono lanciarsi verso attività al limite della legalità se non addirittura fuori. Questo farà loro guadagnare più danaro e li farà sentire a loro modo dei Liberi Professionisti, vuoi nel campo della vendita di sigari contraffatti o sottratti alla fabbrica, vuoi nell'accompagnamento dei turisti come "Guide non autorizzate". Vi è in quasi tutti loro una duplice visione del futuro : Chi dice che i cambi siano vicini, o chi come i più anziani ha optato per la rassegnazione.
E qusto al di là di ogni considerazione politica, della quale a Cuba è sempre meglio non parlare.
Certo i risultati dell'ultimo congresso del PCC non hanno dato molte speranze di prossimi cambiamenti, anche se il poco che viene promesso è pur sempre tanto in una realtà che praticamente non è cambiata in cinquanta anni. L'apertura ai "cuentapropista", lavoratori per conto proprio a suo modo è rivoluzionaria. Poco tempo fa era considerata contraria ai principi socialisti.
Il problema dei trasporti a lungo raggio è stato molto migliorato, con l'introduzione già da alcuni anni della linea di trasporto Viazul, dotata di moderni bus cinesi "Yutong", che collegano l'isola in tutti i suoi pricipali centri e par tutta la sua estensione. Il conosciuto cantante Adalberto Alvarez ci ha pure scritto sopra una canzone. Per i trasporti urbani tutto come una volta, il che ci ha lasciato il fascino di cavarsela con ciò che si trova a dsposizione, dal sempre in voga "camello", l'autobus urbano con le gobbe, al Carro Particular con i vetri oscurati.
Ma la Habana, sogno di tutti i cubani, non è tutta cuba, e chi non si getta lungo le strade impossibili sino ad arrivare nella "Provincia de Oriente", avrà scoperto solo una piccola, seppur importante parte della "Isla".
Magari non sarà bello, come mi è successo, trovarsi quasi di notte in uno sperduto paese nel pieno di un "Apagon" (la mancanza di energia elettrica che viene tolta in modo selvaggio anche per alcune ore allo scopo di risparmiare), con il "carro" senza benzina, e il distributore che non può erogare. Però anche questa è Cuba alla fine tutto si risolve con l'aiuto di tutti. Suggerisco un film : Guantanamera, del rimpianto regista cubano Gutierrez Alea.
A Oriente vi è Santiago de Cuba, la perla nera. Molto meno turistica de la Habana, ma più vera. Anche nella gente. E qui si vede il grande orgoglio di una città che pur nelle difficoltà quotidiane mantiene intatta la sua dignità di
"Ciudad Rebelde", camminare la sera nelle vie dei barrios meno centrali è un riscoprire l'umanità più sincera. Dalle finestre esce il profumo del congrì,anche se in tavola il cibo non abbonda, e magari non si mangia pollo da una settimana, ma sempre assieme alla felicità della musica che non manca mai e alla gioia dei bambini che sono stati vesiti bene dopo il rito quotidiano della doccia.
Magari non è proprio una doccia, ma solamente un luogo più o meno piastrellato dove ci si butta addosso qulche secchiellino di acqua fresca. Il sapone c'è quasi sempre, anche se a volte nei negozi non si trova.
Nei negozi in CUC, la moneta (quasi) corrispondenmte al dollaro, vige la regola ferrea di tutti i paesi dove la distribuzione è afflitta da una burocrazia asfissiante. E in questo Cuba è maestra. Un giorno grande abbondanza di un articolo, poi per settimane assenza totale, e ricomparsa di qualche altra cosa.
Dopo anni il governo ha riconosciuto gli errori della politica agraria e vi sta mettendo rimedio con l'assegnazione di terreni da gestire per conto proprio da parte dei contadini, qualche cosa ultimamente è già successo perchè nei mercati in Moneda Nacional, si era notata una certa disponibilità di prodotti : più pomodori, yucca sempre presente, platano verde quasi tutti i giorni, fagioli neri o colorados un po' si e un po' no, e tanta lattuga nella stagione. E sì, i grandi frigoriferi per mantenere gli ortaggi sono pochi e i prodotti della terra si consumano solo nella loro stagione. Luglio è la stagione del Mango e quelli di Cuba sono impagabili.
Forse tra non molto cuba cambierà, nessuno potrà prevedere come, dipenderà dalla volontà dei Cubani rendere l'isola più prospera, bella lo è di già e da sempre, bella in tantissime cose come vedere i bambini (tutti) andare a scuola nella loro linda divisa dai colori diversi ma dalla camicia sempre bianca, come vedere gli anziani (forse in coda) trovare le porte degli ospedali aperte, e un medico che li curerà. Certo con i mezzi che "El doctor" avrà a disposizione, e i medicinali che saranno rimasti, ma comunque lo farà senza chiedere altro.
Che altro dire? Vi sarebbero pagine intere da compilare con il rischio di essere prolissi e inadeguati, ma meglio finirla qui, con la raccomandazione che faccio a tutti di andarci, entrare nella "Cubania", con il rischio di non uscirvi più.
Saluti a tutti e arrivederci a Cuba
Walter
NikiJapan, 20/5/2011 10:07
Sarà che la vastità e l'organizzazione dispersiva del sito, che ha fatto sì che nessuno si fosse accorto di quello spazio a cui tenevo e che non mi sentivo di lasciare perennemente vuoto.
Mi sono impegnato a postare e pubblicizzare una realtà emergente e antagonista di giovani con idee chiare, certo il turismo commerciale delle grandi catene e delle imperdibili offerte è stato abbondandemente trascurato.
Ma ricordo che nella mail di spiegazione che mi è arrivata si citava testualmente che quello spazio "ledeva l'immagine di una nazione" e questo ulteriore commento l'ho trovato paradossale.
Daltronde non voglio ricominciare la polemica sulle finalità del sito.
Posso però posso dire di aver ricevuto complimenti in privato per il mio personale impegno di cui mi avete dato possibilità, e vi ringazio.
Buon appetito Martino, almeno a te qualche pranzo e qualche cena da raccontare viene fuori dal tuo impegno per il sito, e, naturalemnte da tutti quelli che lo fanno così grande e che solo per gusto personale si impegnano aggratis per far conoscere dei luoghi nel mondo a loro cari, dribblando costantemente le grandianate di pubblicità ad ogni apertura di pagina.
Con più affetto..... e meno stima, uns alutone !!!
Niki
Martino_Ragusa, 20/5/2011 07:00
Matusca, 20/5/2011 01:08
NikiJapan, 19/5/2011 08:39
Niki (ex guida per caso dell'Avana)