Laos e Cambogia

Tra villaggi, natura, siti archeologici e templi spettacolari

  • di gggraziella
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

LAOS E CAMBOGIA

Visto il particolare momento caratterizzato dal terrorismo, per la nostra vacanza pensiamo di andare ad oriente; la scelta cade su Laos e Cambogia per il clima (essendo appena finita la stagione delle piogge, il periodo di inizio novembre, dovrebbe permettere di vedere al meglio le cascate, il Mekong ed il sito di Angkor). Raccolte molte informazioni da diari di viaggio e programmi di tour operator, valutato voli, studiamo un programma che preveda tutte le cose alle quali non intendiamo rinunciare e quelle che ci piacerebbe vedere ma che possono essere tagliate; deciso che vogliamo limitare i voli interni (come sempre, pur restando nei nostri soliti 10 gg) per poter conoscere maggiormente i paesi e non vedere solamente i luoghi turistici più visitati, contattiamo il sig Paolo. Rispetto a quanto ci eravamo prefissati: in Laos togliamo Vientiane e il tratto su strada fino a Luang Prabang (sconsigliato perché poco interessante paesaggisticamente in considerazione dei km da percorrere su strade brutte e poco sicure per i turisti) e in Cambogia sostituiamo il sito di Sambor Prey Kuk (perché avremo già fatto indigestione di templi) con il ponte di bambù sul Mekong a Kompong Cham, inoltre cerchiamo di lasciarci un po’ di tempo libero per personalizzare ulteriormente direttamente sul posto il viaggio.

05/06.11.2015

Raggiungiamo Bangkok con volo Thai e proseguiamo con volo Bangkok Airways (senza turbolenze come d’altronde tutti i voli di questo viaggio) fino a Luang Prabang. Soggiorniamo a Villa Chitdara, piccolo albergo grazioso e familiare dove bisogna togliersi le scarpe per entrare in camera o alla reception. La nostra bella camera è al piano terra, per 3 persone è un po’ stretta, ha un terrazzino sul cortile rivolto alla strada (dove ogni mattino passano i monaci per la questua). Nel pomeriggio, indossati gli abiti leggeri, partiamo per il primo giro della molto gradevole cittadina. Non ci preoccupiamo di cambiare, paghiamo in usd e riceviamo in resto kip laos che utilizziamo per le spese minori. Iniziamo le visite dal Wat Visoun con il grande stupa That Makmo ed il Wat Aham. Camminiamo per le stradine traboccanti di fiori tropicali e bouganville, l’aria profuma di frutta per le bucce messe al sole a seccare, incontriamo angoli rappresentativi della tranquillità quotidiana di questi posti. La nostra guida, in inglese, descrive approfonditamente la storia e l’architettura dei luoghi e dei templi (i dipinti, le statue con le posizioni ed i particolari,ecc), gli usi e i costumi della popolazione e dei monaci, soffermandosi appassionatamente su tutto ciò che è buddismo e religione.

Percorriamo il lungofiume fino alla confluenza col Mekong, con una camminata molto piacevole nonostante il caldo, fermandoci ad osservare gli stupendi fiori di zenzero, gli alberi di carambola, di tamarindo e di comquat, i fornelli su cui viene cotto il riso a vapore (in cesti di bambù), le tantissime “tortine” o “stichy” di riso messe a seccare al sole su pannelli o cesti di bambù, gli uomini che stanno costruendo due ponticelli pedonali in bambù (li ricostruiscono ogni anno finita la stagione delle piogge, dopo che quelli preesistenti sono stati portati via dalle piene). Non ci sono molte auto, il traffico è fatto soprattutto da motorette, vespe e tuk-tuk, anche i mezzi di linea sono tuk tuk, spesso sui mezzi fermi l’autista schiaccia un pisolino magari allungato su un’amaca appesa al tettino. Si incontrano molti monaci, quasi sempre a gruppetti, tutti con la tipica tracolla di stoffa, alcuni con l’ombrello parasole, qualcuno col telefonino. Approfittiamo della sosta nei giardinetti alla confluenza dei 2 fiumi per attrezzarci contro le punture: anche se non c’è malaria, in questa stagione, esiste ancora il rischio dengue

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