Laos, ultima meta

Ultimo viaggio in Indocina, dopo aver visitato gli altri Paesi ed esserne rimasti incantati... anche il Laos ci ha accolto con i suoi bei panorami e la gente sorridente anche se povera

  • di fiore456
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

I vietnamiti piantano il riso, i cambogiani lo guardano germogliare, i laotiani lo ascoltano crescere”.

Noi che amiamo il sud est asiatico questa volta ci siamo avventurati in Laos, l'ultimo Paese che ancora non avevamo visitato il cui popolo viene descritto in questo antico detto francese. Ed ecco dunque l'ennesimo diario di bordo.

Martedì 3 febbraio

Si parte! Questa volta viene con noi anche Piero che si è stancato dei “no” di Gianna e allora siamo in tre. Fa freddo, sono le 5 del mattino e siamo diretti a Malpensa.

Partiamo alle 10,15 con volo Emirates per Dubai, dove arriveremo 6 ore dopo e da dove partiremo – con un intervallo di altre sei ore – con un fantastico A380 su due piani - per Bangkok. Arrivati nella capitale Thailandese dovremo affrontare un altro volo, questa volta con un ATR 72, alla volta di Luang Prabang, dove arriveremo alle 12 del 4 febbraio 2015. per i vaggi aerei, compresi quelli interni, abbiamo speso circa 450 €.

Mercoledì 4 febbraio

Siamo arrivati a Luang Prabang dove ci accoglie la guida locale Monsieur Phayvone, un piccolino taciturno che parla un francese un po' così così, all'orientale, diciamo, così come gli orientali parlano inglese, che ci conduce all'albergo, un bellissimo hotel su una collina dominante la città e che ci delizia di un bellissimo panorama, e poi a pranzo al ristorante The View Pavillon situato in una deliziosa casa coloniale di fronte ad un bellissimo e coloratissimo Vat. Mangiamo discretamente, la onnipresente zuppa, riso e quant'altro, e poi ho i primi problemi intestinali così me ne torno in albergo mentre i due uomini vanno con la guida alla visita della città. Visiteranno la collina di Phousi Hill e alcuni templi, uno con l'impronta del Buddha.

In albergo per fortuna mi riprendo, ingurgito il solito antibiotico intestinale e sto meglio. L'albergo è il Luang Prabang Viweu Resort ed è incantevole. Sul terrazzino della camera si gode di un panorama stupendo e di bellissimi fiori.

Andiamo a cena al ristorante 3 Nagas, situato in una favolosa casa coloniale dove assaggiamo le alghe fritte che sono deliziose, servite con una specie di marmellata – ma lo scoprirò soltanto dopo – uno dei cui ingredienti, oltre al peperoncino, è la pelle di bufalo essiccata! Devo dire però molto buona. Solito riso e solite cose anche se c'è la tradizionale insalata di carne laotiana, la laap, poi ce ne torniamo in albergo stravolti.

Giovedì 5 febbraio

Prima colazione in hotel, molto buona, devo dire, e poi si parte per la visita al Palazzo Reale, neanche troppo sontuoso, anche se bello e ricco di storia e pezzi d'arredamento molto belli. Nei giardini incontriamo un gruppetto di 5/6 italiani che salutiamo.

Dopo la visita del palazzo reale ci imbarchiamo su una tipica imbarcazione e inizia la navigazione sul Mekong che qui è proprio maestoso. Visitiamo due villaggi, uno dove si produce il lao-lao, la tipica bevanda laotiana fatta con riso fermentato e l'altro dove artigianalmente viene prodotta una bellissima carta decorata con fiori e foglie.

Finalmente siamo alle Grotte di Pak Ou che raccoglie migliaia di statue raffiguranti Buddha e meta di pellegrinaggi. C'è una lunga scalinata che porta alla grotta superiore piena di donne e bambini che vendono frutta da offrire a Buddha. Mi fanno una pena immensa, questi bimbi, così piccoli e già costretti a guadagnarsi la pagnotta. Compriamo delle banane e – non visti – ce le mangiamo invece di offrirle a Buddha. Sarà stato sacrilegio? Ma Siddharta Ghoutama era così comprensivo che non credo se la sia presa.

Nel pomeriggio visitiamo vari templi, il Vat Visou, il That Makmo ed altri templi che sono incantevoli

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