Partenza il 14/3/2018 · Ritorno il 21/3/2018
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 500 a 1000 euro

Benvenuti a Lanzarote

di battirena - pubblicato il

LANZAROTE 14-21/3/2018

Siete mai stati in Africa o in un’isoletta greca con le casette bianche e le palme? Forse sì, ma sicuramente non siete mai stati su Marte! Se andate a Lanzarote avrete risolto il problema e vedrete anche un po’ di Spagna. Non poco con un unico viaggio!

La parte che più si avvicina al pianeta rosso è certamente quella centro-sud, quella interessata dalle grandi eruzioni del 1730-36 che portarono sull’isola enormi sconvolgimenti. Qui la natura si è scatenata e ha lasciato tracce profonde che però ci hanno permesso di ammirare paesaggi indimenticabili e per molti aspetti inquietanti. Questo è l’effetto che ha fatto su di noi, semplici e piccoli viaggiatori, percorrendo per esempio alcune strade come la LZ67 o la LZ 56 e 58 o ancora la LZ 30 ( quella del vino) fino alla fondazione Manrique. Coni vulcanici di tutte le dimensioni e colori sbucano dalle grandiose colate di lava scura che sembrano arate da vomeri giganteschi. Poi qua e là ecco comparire rada vegetazione verdeggiante punteggiata da palmeti che contrasta con la nera superficie della lava. Ma non è finita perché ancora più spettacolari sono i villaggi e paesetti con le basse casette e villette completamente bianche e le colorate porte e finestre che danno al paesaggio un aspetto indimenticabile. E poi l’azzurro del mare che completa questa gamma fantastica di colori…

Caesar Manrique

È il figlio più illustre di Lanzarote e ha lasciato segni indelebili sull’isola in particolare combattendo e opponendosi in tutti i modi alla cementificazione indiscriminata e dettando regole per il mantenimento delle tradizioni locali in particolare quelle che riguardano l’architettura. Molte delle sue indicazioni sono state seguite anche dopo la sua morte avvenuta in maniera non del tutto chiara nel 1992. Un esempio evidente è la mancanza di grosse strutture se si esclude il Grand Hotel di Arrecife e altre costruzioni che purtroppo sono in costruzione nelle più importanti stazioni turistiche. Ma TUTTE (o quasi) le case di Lanzarote sono dipinte di bianco… Le opere di questo eclettico artista sono disseminate per tutta l’isola e ne parleremo.

Il NORD

Anche la parte nord dell’isola presenta i segni dell’attività vulcanica anche se molto più antica di quella che ha sconvolto il sud. Anche qua si trovano grandiose colate laviche, “il Malpais”, specialmente verso Orzola lungo la costiera, con sabbie bianche che interrompono le nere rocce. Da Orzola si raggiunge la desolata isoletta di Graciosa con il suo piccolo porticciolo e le poche case di Caletta di Sebo. Qui siamo in un altro mondo! Il panorama dell’isola è stupendo dal Mirador del Rio, una delle prime opere di Manrique e cioè una articolata terrazza inserita nella roccia a 500 metri a picco sul mare. Siamo all’estremo nord dell’isola e scendendo dal versante ovest si raggiunge la cittadina gioiello di Haria dalle 1000 palme. Uno spettacolo. Haria, con le sue casette bianche e le palme che si dice venissero piantate ad ogni nascita (una per le femmine e due per i maschi), è forse la località più amena dell’isola. Qui Manrique ha costruito la sua bellissima dimora in mezzo ad un giardino di palme e di nero pietrisco lavico. La visita è assolutamente da non perdere: tutto è rimasto congelato come se l’artista potesse rientrare in casa in ogni momento. Ad Haria il sabato nella ombrosa piazzetta davanti alla chiesa si svolge un piccolo mercato di veri artigiani locali ed è piacevolissimo addentrarsi tra le stradette tranquille e sostare nella piccola piazza del comune.

Da Haria si prosegue verso Teguise, fino al 1852 capoluogo di Lanzarote e dominata dall’alto dal castillo di S. Barbara, costruito per difenderla dai pirati che da queste parti passavano spesso. Nel primo tratto la strada è tortuosa e numerosi sono i mirador. Con una breve deviazione si può raggiungere la chiesetta della Virgin de las Nieves, dai 600 metri di altezza della scogliera che precipita sul mare si gode un grandioso panorama su La Graciosa, Famara e i vulcani di Timanfaya. Teguise è una bella cittadina che raccoglie i monumenti storici più importanti dell’isola. Sulla bella piazza de la Costitucion ornata di palme si affaccia la bella chiesa de Nostra Senora de Guadalupe con il massiccio campanile in pietra e nobili palazzi tra i quali quello De Spinola il più importante. E’ visitabile e all’interno è allestito il museo del timple, il tradizionale strumento a corda .La domenica nella grande piazza dietro la cattedrale si tiene un grande mercato che richiama una gran folla di turisti da tutta l’isola, per questo non l’abbiamo visto!

Dopo una rilassante passeggiata per le viuzze tra antiche chiese e palazzotti non potete mancare a Nazaret, pochi chilometri l’insolita villa di Lagomar costruita negli anni ’70 e incastonata in una cava di pietra tanto da sembrare una bianca fortezza. Il primo proprietario fu Omar Sharif che sembra l’abbia persa al gioco. Anche qui è presente la mano di Manrique con il laghetto artificiale intorno al quale su più livelli si può visitare cavità, gallerie stanze compresa quella dedicata a Sharif. Da non mancare! Verso Arrecife a Tahiche bianca, appena visibile tra grandi blocchi di lava nera, troverete la Fundacion Cesar Manrique, tappa obbligata. Fu la sua prima abitazione e raccoglie anche opere sue e di amici compreso due Picasso. L’originalità della costruzione è che gran parte delle sale sotterranee sono costruite all’interno di bolle vulcaniche raccordate da bianchi corridoi. Non manca naturalmente il piccolo laghetto-piscina e tutto l’ambiente ha un aspetto futuristico e particolare. Verso nord percorrendo la LZ1 si raggiungano altre tre perle di Lanzarote. A Guatiza si incontra l’ultima opera di Manrique e cioè il Jardin de Cactus. In una vecchia cava di pietra è stato allestito un orto botanico interamente dedicato ai cactus: ce ne sono più di 1400 specie provenienti da tutte le parti del mondo. Veramente uno spettacolo reso ancora più surreale dal nero terreno lavico. In questa zona si allevava la famosa cocciniglia che viveva sui fichi d’india e che produceva un vivo colorante rosso. Tale produzione, ora quasi del tutto abbandonata, costituiva una importante fonte di ricchezza per le popolazioni del luogo. Ancora qualche chilometro ed eccoci al Jameos del Agua una grande e lunga cavità (jameos) di origine vulcanica della quale fa parte anche la Cueva de los Verdes che si spinge fino al di sotto del livello marino. E qui ha operato ancora Manrique sfruttando il bellissimo laghetto di acqua salata popolato da piccoli granchiolini ciechi e albini che si raggiunge scendendo una ripida scalinata. Al di là del lago Manrique ha fatto costruire una bianchissima piscina di acqua turchese illuminata dal sole che filtra dall’apertura della grotta. Tutto intorno piante tropicali e palmeti : un altro mondo ! All’interno troverete anche ristoranti e bar e anche un auditorium scavato nella roccia nel quale si tengono spettacoli di vario genere. Ancora uno sforzo e potrete visitare la Cueva de los Verde .Il Tour è guidato per un percorso di circa 2 chilometri attraverso il mondo delle colate laviche accompagnati da un sottofondo musicale fino a un grande auditorium con sorpresa finale. Proseguendo verso nord ed il Mal Pais si raggiunge il villaggio di Orzola e da qui con 20 minuti di traghetto la desolata Graciosa.

ARRECIFE e la costa est

Arrecife è l’attuale capoluogo e la città più importante con il porto e l’aeroporto. E’ una elegante e vivace cittadina specialmente nel periodo estivo. La zona più interessante e caratteristica è quella del lungomare su cui svetta il brutto e imponente (fuori luogo!) Gran Hotel sotto il quale c’è però un comodo parcheggio. Più avanti dopo il piccolo castillo di San Gabriel si apre la laguna de San Gines (el Charro) con le caratteristiche barche bianche e blu dei pescatori. Più indietro ecco la suggestiva piazzetta ombreggiata con la bianca Iglesia de San Gines dall’interno a tre navate con arredi lignei. Proseguendo prima di raggiungere Costa Teguise si raggiunge il castello di San Josè ben restaurato da Manrique, che raccoglie un piccolo museo di Arte Contemporanea con opere di Mirò e Picasso.

Da qui si estende la Costa Teguise, una sequela di villette, alberghi, centri commerciali ristoranti, bar e discrete spiagge. La parte migliore è quella verso nord più tranquilla e con spiaggette più appetibili. Lasciando Arrecife verso sud, dopo l’aeroporto eccoci a Puerto del Carmen altro centro turistico che una volta era un piccolo villaggio di pescatori. Anche due belle spiagge, ma brutto e caotico tutto il complesso. Si dice che ci siano 35000 posti letto !

IL CENTRO–SUD

Quasi al centro dell’isola sulla LZ20 dopo S.Bartolomè ecco il monumento al Campesino, cioè al contadino, eretto da Manrique per ricordare a tutti il suo duro lavoro. Intorno è sorto il relativo museo e cioè un insieme di botteghe di artigiani e di mostre di prodotti locali. Bella la raccolta dei modelli delle chiesette di Lanzarote e delle terrecotte raffiguranti gli antichi abitanti dell’isola. C’è anche un mastodontico ristorante circolare interrato. Proseguendo verso ovest a Tiagua si può visitare l’interessante Museo Agricola El Patio dove si fa un salto nel recente passato dell’isola e nella vita rurale dei suoi abitanti prima dell’arrivo del turismo. A proposito : i dromedari prima di trasportare i turisti erano utilizzati come buoi… Si va avanti fino a Tinaio ai piedi del parco Naturale e poi allungando verso nord fino a La Caleta e la lunga spiaggia di Famara con le sue scogliere e le ottime onde per i surfisti.

Ma tornando al centro da Tigua con la LZ67 si entra nella zona più tormentata e suggestiva dell’isola e cioè quella delle grandi eruzioni più recenti che hanno dato origine a Le Montanas del Fuego inserite nel Parco Nazionale. Qui si può visitare l’interessante Centro Visitatori di Macha Blanca e proseguendo ci si inoltra sempre più nello struggente e desolato paesaggio vulcanico. Annunciato dal Diavoletto stilizzato e passata la sbarra d’ingresso si raggiunge su un rilievo Islote de Hilario il secondo Centro Visitatori progettato da Manrique in pietra lavica con tutti i servizi e un ristorante dove si cucinano pietanze al calore che si sprigiona dalla terra. I custodi del parco eseguono piccole dimostrazioni con fascine che prendono fuoco a pochi metri di profondità e con acqua che produce rumorosi geyser quando introdotta in tubi inseriti nel terreno. Da qui partono le escursioni in autobus (con il biglietto d’ingresso) che percorrono in circa 45 minuti la Ruta de los Vulcanes in un paesaggio surreale e mutevole che come ho detto vi porterà su Marte! Cercate di essere tra i primi ad entrare (le visite iniziano alle 09)) altrimenti avrete notevoli problemi di affollamento! Ancora qualche chilometro sulla LZ67 ed ecco le grandi dune vulcaniche e la stazione dei dromedari (hanno una sola gobba!). Se volete potete fare una breve escursione su e giù per le dune sulle traballanti seggioline degli animali. Non l’abbiamo fatto per rispetto dei dromedari, ma lo spettacolo dei variopinti dromedari che in fila salgono e scendono non è da poco. Ci siamo fermati due volte.

Ancora avanti si trova la cittadina di Yaiza, paese modello secondo gli intendimenti di Manrique con la bella chiesa di Nuestra Senora. Consigliabile una passeggiata tra i vicoli tra case bianche, persiane colorate e fiori. Da qui in breve si raggiunge El Golfo piccolo paesino di ex pescatori e di ristoranti di pesce con l’attrattiva del lago verde (Charro de los Clicos) a causa di una particolare alga e che si trova in riva al mare in un cratere in parte sommerso. Seguendo la LZ03 si attraversa le nere scogliere laviche scolpite dalle violente onde spumeggianti (Los Hervideros). Si costeggia poi le Saline de Janubio per finire finalmente a Playa Blanca, ultimo lembo dell’isola in vista di Fuerteventura. Playa Blanca è un altro sviluppatissimo centro turistico con grandi estensioni di bianche villette anche piuttosto carine. Discreto il lungomare con negozietti di tutti i tipi, ma l’attrattiva principale sono le spiagge de Papagayo ad est e raggiungibili con una strada sterrata (a pagamento). Le calette di sabbia dorata tra le rocce ed uno splendido mare turchese sono tra le più belle dell’isola. Tutto intorno la zona è piuttosto desolata!

Percorrendo la LZ702 si sale verso il piccolo paese di Femes, anzi il Balcon di Femes perché da quassù si gode uno splendido panorama su Playa Blanca e Fuerteventura. Si scende poi verso il tranquillo abitato di Uga, la casa de dromedari, per poi avventurarci in una delle zone più straordinarie di Lanzarote: La Geria, la terra del vino! La strada attraversa una terra nera, vulcanica formata da lapilli di piccole dimensioni e spesso sferzata dai venti. All’interno di buche protette da bassi muretti semicircolari si coltivano basse viti che tuttavia producano un ottimo vino. Lo spettacolo di queste collinette cosparse da migliaia di viti è veramente surreale. Lungo questa strada si trovano numerose aziende che producano vari tipi di vino che si può degustare magari accompagnandoli con qualche tapas. Noi ci siamo stati un paio di volte: consigliabile il moscatello!

ESCURSIONI

La settimana “lanzarotiana” non poteva non comprendere nel programma qualche escursione a piedi per immergersi ancora di più in questa natura a dir poco insolita e sorprendente. Ne abbiamo fatte tre tutte abbastanza facili, ma sicuramente interessanti e varie. Potete informarvi presso il Centro Visitatori anche per visite guidate.

Caldera Bianca

Dal piccolo parcheggio appena fuori da Mancha Blanca verso Timanfaya (LZ67) si segue un sentiero ben segnato che attraversa nere colate laviche fino a sfiorare un cono vulcanico aperto da un lato ( la Caldereta). Proseguendo ancora e non si può sbagliare, si raggiunge la base della Caldera Bianca formato appunto da rocce chiare. Con una ripida salita si sale fino al bordo del vulcano e qui lo spettacolo non vi deluderà…

Sentiero costiero della Spiaggia Nera

Da El Golfo, al termine della strada, si segue il sentiero costiero fino alla Spiaggia Nera. Qui il paesaggio cambia: da una parte l’oceano blu che s’infrange rumoroso sulle nere scogliere diventando prima turchese e poi formando bianchissime spume e dall’altro nere rocce cosparse da bassi e ruvidi cespugli verdi con in lontananza i coni di Timanfaia. Non male !

El Cuervo

El Cuervo è un cono vulcanico aperto e particolarissimo in mezzo ad un paesaggio desolato e ostile che si raggiunge dal piccolo parcheggio situato a circa metà della LZ56. Escursione facile ma veramente interessante : il sentiero ti porta all’interno del cratere dopo aver fatto il giro completo del vulcano. Noi abbiamo trovato un po’ di difficoltà per il fortissimo vento…marziano, ma ci siamo divertiti moltissimo !

Insomma, una settimana indimenticabile su un’isola di una bellezza veramente non comune!

NOTERELLE

Volo Raynair da Bologna al prezzo di 146 € in due a/r prenotato con anticipo. L’auto è indispensabile: tante cose da vedere ! Panda Topcar a 80 €. La benzina costa poco più di un euro, fondo stradale ottimo, segnaletica orizzontale e verticale ottima: grande invidia! Abbiamo pernottato presso la Finca Fayardo, in una tranquillissima zona nei pressi del villaggio di Vegueta (315 €), lontano dai centri turistici. Buona accoglienza, si dorme in soppalco, soggiorno e cucinetta al piano terra in bella costruzione rurale. Consigliabile. I ristoranti della zona non ci hanno convinto in particolare El Tenique. Se volete mangiare una pizza italiana potete rivolgervi a Meson Tiagua. Per stanchezza abbiamo spesso cenato “in casa”! Per pranzo ci siamo fermati qua e là presso bar-cafetterie che offrono sempre semplici piatti e tapas. Per due volte siamo andati a Femes al piccolo e semplice Restaurante in piazza frequentato anche da locali. Si mangia benissimo e si spende pochissimo, assaggiate il coniglio e, naturalmente, papas arrugatas e salsette mojo (sempre presenti)!

Ad Arrecife in uno storico palazzo, in centro, presso l’ufficio turistico potrete acquistare i biglietti leggermente scontati per le principali attrazioni dell’isola saltando qualche fila.

Bene. Ora non vi resta che sbarcare a Lanzarote e godervi questa splendida isola. Buon divertimento!

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