Stupefacente Lanzarote

Strade che passano in mezzo a un vero mare di lava e rocce taglienti, lagune separate dall'oceano impetuoso da scogliere nere e punteggiate da ricoveri circolari fatti di pietre laviche…

  • di artemisia59
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Una settimana su Marte

3 novembre

Appena superata la Sardegna, l'aereo sorvola il mare e si dirige verso la costa africana. Non facciamo in tempo ad assaporare il piacere di vedere la terra rossa del deserto, che una fitte coltre di nubi ci coprirà la vista fino all'atterraggio. Così Lanzarote compare all'improvviso, terra nera e casette bianche, adagiata su un mare calmissimo. Mi ha già conquistata.

Ritiriamo la nostra fiammante C3 all'agenzia Auto Reisen, prenotata via mail. Consigliatissima: molto economica, prenotazione senza carta di credito (che servirà solo per pagare), nessuna cauzione, nessuna politica di carburante. Troveremo anche l'auto con ¾ di serbatoio pieno (da non restituire). Si paga al ritiro e si lasciano poi le chiavi in una buca da lettere alla partenza.

Usciamo dall'aeroporto e, cercando di districarci tra il traffico di Arrecife (unica zona trafficata dell'isola), prendiamo verso nord. Abbiamo prenotato un appartamentino in una Finca nel paese di Ye. Almeno così crediamo. Si tratta di El Cortijo Eco Finca. Se amate le sorprese, se siete aperti a soluzioni alternative e se volete fare la conoscenza di un personaggio originale, fa per voi. Il primo problema, scesa la notte lungo la strada, è stato trovarlo. Man mano che si procede verso nord, la strada è sempre perfetta, ma il paesaggio cambia, le costruzioni quasi finiscono e l'illuminazione è assai scarsa. Non ricordavo che la notte potesse essere così buia: un nero perfetto, non interrotto nemmeno dalle sagome degli alberi che almeno avrebbero riflesso la luce delle stelle. Infatti non ci sono alberi. Dopo vari tentativi, e finalmente l'aiuto di un passante nel paese di Ye, troviamo la nostra destinazione (che peraltro è indicata da un cartello completamente buio nel buio, e pure con un nome differente). Entriamo in una specie di cortile pieno di cactus: buio pesto. Si intravedono solo dei lumicini davanti ai bungalow. Parcheggiamo alla meno peggio e incespichiamo verso la porta del corpo centrale della struttura. Sarà la reception? Non c'è nessuno. Ci dicono che tale Emilio, il titolare, è fuori, e che il generatore non funziona, perciò tutto questo buio.Torniamo alla macchina e aspettiamo una buona mezz'ora. Strano. Ritorno sui miei incerti passi, e alla fine scopro che tale Emilio è sempre stato in casa (!) Ma non ha posto; eppure la prenotazione esiste... Ci dice: “No preocupe! Emilio resuelve!” Sarà la sua frase preferita, e la pronuncerà più volte durante la lunga serata in cerca di un alloggio alternativo: casa sperduta sulla collina (ma anche qui niente luce), infine casa dopo il paese di Guatiza,molto grande, ma lasciata da poco da altri ospiti, ancora in disordine. Ci promette che l'indomani ci verrà a prendere e ci porterà nella Finca più bella di Lanzarote. Chiedo quante case abbia: mi risponde 40 (…). Per fortuna, appena noleggiato l'auto abbiamo fatto la spesa. Diversamente saremmo anche morti di fame. Mentre tolgo dai letti la biancheria usata e mi corico vestita, penso che questa vacanza è iniziata in una maniera davvero insolita.

4 novembre

Ancora buio: l'alba arriva non prima delle 7, ma i tuoni e la voglia di vedere qualcosa di questo posto surreale, mi fanno saltare dal letto già alle 5. La grande casa è in un giardino di cactus e terra nera, con un grande camino e le foto degli antenati, con le porte che non si chiudono, perchè “tanto a Lanzarote non c'è nessun pericolo”. Quando finalmente anche mio marito si alza, dopo un'abbondante colazione usciamo finalmente per un giro al paese di Guatiza, arrivando fino all'ingresso del Jardin de Cactus (ancora chiuso)

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