Lanzarote vissuta da noi italiani

Un viaggio di due settimane a Lanzarote e sulla vicina La Graciosa. Evitando come la peste i posti da inglesi, e vivendo la vacanza con particolare attenzione al lato gastronomico

  • di Fearless
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

La regola numero uno del perfetto turista italiano dice di evitare come la peste i luoghi affetti da un'entropia di turisti inglesi e russi. Per quanto invasa da aerei provenienti da Londra e Mosca, Lanzarote preserva comunque una sua autenticità in alcune aree. È un'isola su cui è impossibile stare fermi sulla stessa spiaggia: va scoperta, costa per costa, senza trascurare l'apparentemente desertico entroterra.

Partiti con un volo low cost da Bergamo, siamo atterrati all'aeroporto di Arrecife e abbiamo ritirato la nostra auto, che ci avrebbe accompagnato per tutta l'isola per le due settimane seguenti. Abbiamo alloggiato in un complesso di appartamenti molto spaziosi e luminosi, in una posizione piuttosto rialzata, a circa un quarto d'ora a piedi dalla Playa de las Cucharas. La località di Costa Teguise è una delle più turistiche dell'isola, come testimonia la massiccia presenza di locali che offrono colazioni e brunch inglesi (assolutamente da evitare).

Playa de las Cucharas è protetta dal vento e risente delle maree: nel pomeriggio la spiaggia perde oltre 10 metri in profondità! Apparentemente lunga poco più di 300 metri, se si prosegue dietro l'hotel all'angolo si noterà un'altra spiaggia libera di circa 150 metri. Proseguendo ancora, un sentiero affianca la costa rocciosa per qualche altro centinaio di metri, per poi concludersi con delle case private su un promontorio. Playa de las Cucharas è carina per passarci uno o due giorni, ma certamente non si annovera tra le migliori spiagge che Lanzarote ha da offrire. Un consiglio: mettetevi tanta, tanta crema a protezione alta. Vi risparmierete la scottata che mi sono preso io il primo giorno. Avevo le labbra così gonfie da fare invidia a Kylie Jenner, ed ero un perfetto "guiri" (parola usata dagli abitanti delle Canarie per indicare i turisti mitteleuropei–sono per metà austriaco–sbadatamente ustionati).

Per via della mia scottatura, risolta in due giorni grazie a una miracolosa crema norvegese, il terzo giorno abbiamo abbandonato la vita da spiaggia per visitare l'isola. E così, guidando verso nord, abbiamo raggiunto il bellissimo Jardín del Cactus, un grande parco circolare con specie di cactus provenienti da tutto il mondo. Una visita consigliatissima per meno di €5 a persona. A seguire, siamo giunti a questa grande terrazza a strapiombo sulla costa settentrionale, dalla quale si poteva ammirare l'isola Graciosa, di cui parlerò in seguito. Dopo un frullato, abbiamo concluso la giornata con la Cueva de los Verdes, la grotta in cui in passato gli abitanti di Lanzarote si rifugiavano quando i pirati invadevano l'isola. Sono dei normalissimi cunicoli, che però vale la pena visitare per via delle sorprese che riservano (la guida ci ha pregato di non svelarle, quindi dovrete vedere per sapere).

Tornando alle spiagge, ci siamo diretti verso sud, a Playa del Carmen. Molto ventosa, sabbia scura tipo Rimini, ma più tendente al rossastro, mare torbido. Oltre 6 km di spiaggia su cui non è neanche piacevole camminare per via del vento. Insomma, scartata. Abbiamo poi provato Playa Blanca, anch'essa molto turistica e abbastanza corta ma con un mare limpidissimo. Unica nota negativa: se non si vuole camminare, e se si vuole trovare un ombrellone libero, bisogna arrivare prima delle 10.

Ci siamo poi recati alla famosa Playa del Papagayo, a pochi chilometri da Playa Blanca, che è in realtà una serie di spiaggette separate da piccoli promontori, tutti facilmente oltrepassabili via mare. La spiaggia più a sud è Papagayo; ne seguono altre quattro di dimensioni ridotte, per poi arrivare a una quinta spiaggia tanto lunga quanto ventosa. Nessuna di queste insenature è attrezzata. Il mare è pulitissimo, ma bisogna ricordare che per raggiungere il Papagayo, che è un'area protetta, bisogna fare vari chilometri di sterrato. Il parcheggio è a un centinaio di metri dalle spiagge, che si raggiungono attraverso sentieri ripidi. L'unico edificio della zona è un ristorante che offre ottimo cibo a prezzi piuttosto cari. I piatti sono serviti in modo elegante, vale la pena fermarsi per uno spuntino

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