Lanzarote, l'isola del cactus

Paesaggi lunari, natura ribelle, villaggi pittoreschi, fantasia e sensibilità del suo cittadino più famoso, Cesar Manrique, rendono l'isola assolutamente unica

  • di fedina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Nella pianificazione delle giornate e ancor di più in alta stagione occorre tener presente che le attrazioni più turistiche (Parque Nacional de Timanfaya) vanno visitate il mattino presto oppure dopo le 15.00.

Inoltre, se si intende visitare un certo numero di attrattive gestite dall’amministrazione di Lanzarote conviene comprare fin da subito un biglietto cumulativo che può comprendere da tre a sei siti tra i quali: Jameos del Agua, Cueva de los Verdes, Jardin de Cactus, ecc.. Questa soluzione consente un notevole risparmio e il biglietto cumulativo può essere acquistato presso tutte le biglietterie dei siti, valido 14 giorni.

1. Arrecife, Fundacion Cesar Manrique, Villa Teguise , Monumento al Campesino

Vista la vicinanza con Puerto del Carmen, oggetto della nostra prima uscita è stato il capoluogo Arrecife. Più simile a un grande paese che ad una città, semplice e apparentemente poco modaiola, si può comodamente visitare in una mezza giornata. Arrecife ha anche una bella spiaggia, Playa del Reducto con acque sorprendentemente pulite se si considera che siamo in zona urbana.

Uno degli scorci più pittoreschi è il Charco de San Gines, la laguna occupata da barche variopinte, gabbiani e circondata da locali dove mangiare e bere qualcosa respirando un’atmosfera più autentica rispetto alle zone maggiormente turistiche dell’isola. Non ci siamo negati una visita alla Iglesia de San Gines e al mercato La Recova, un luogo ombreggiato dove bere qualcosa anche se le bancarelle ormai sono davvero poche.

A seguire in direzione nord, se avete voglia di fare un bagno, si può fare tappa a Costa Teguise magari a Playa de las Cucharas. L’agglomerato di Costa Teguise in se è totalmente insignificante: un sussegguirsi di appartamenti per turisti tutti tra di loro simili e attività commerciali a misura di turista poco pretenzioso.

Molto interessante è invece la Fundacion Cesar Manrique, (Taro de Tahiche, 5 km a nord di Arrecife-ingresso h 10.00-18.00 per 8 €). Si tratta di una delle abitazioni dell’artista, costruita in un campo di lava con alcuni ambienti assolutamente sorprendenti. Il piano superiore ideato secondo i canoni dell’architettura tradizionale di Lanzarote ospita gli ambienti più domestici (cucina, sala da pranzo ed un lussurreggiante bagno) . Ancora più interessante il piano sotterraneo, ricavato in cinque bolle vulcaniche naturali, collegate de Manrique tramite stretti corridoi scavati nel basalto della colata lavica con spazi destinati allo svago e originali arredi colorati.

Consiglio di conservare il biglietto di ingresso se intendete visitare anche la Casa Museo Cesar Manrique di Haria perchè avrete diritto ad uno sconto, seppur modesto. Terminata la visita alla casa museo, abbiamo quindi raggiunto Villa Teguise, uno dei pochi luoghi urbani di Lanzarote con un po’ di carattere, qualche negozio di artigianato carino, una bella biblioteca pubblica (fateci un giro dentro se la trovate aperta perchè è molto, molto spagnola). La Villa è l’antico capoluogo dell’isola, prima che alla fine del 1800 lo diventasse Arrecife ed è anche la prima città europea delle Canarie. Se poi capitate a Teguise in orario di pranzo o cena consigliamo il Ristorante “La Cantina” che, oltre alla scelta di vini, offre taglieri per tutti i gusti. Sulla via del ritorno per Puerto del Carmen, all’altezza di San Bartolomè impossibile non vedere il Monumento al Campesino, l’attrazione turistica inspiegabilmente più segnalata di tutta l’isola

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