Lanzarote, l'isola del cactus

Paesaggi lunari, natura ribelle, villaggi pittoreschi, fantasia e sensibilità del suo cittadino più famoso, Cesar Manrique, rendono l'isola assolutamente unica

  • di fedina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Spinti dal desiderio di prolungare l’estate abbiamo scelto una destinazione a medio raggio che potesse concederci giornate di sole e bagni in mare anche a ottobre. La disponibilità di voli low cost da Bologna ci ha indirizzato verso questa particolare isola dell’arcipelago canario.

Una precisazione è doverosa: Lanzarote non è per tutti. Credo sia l’isola con la natura più aspra e inospitale di tutte le Canarie: una geologia oggettivamente straordinaria fatta di paesaggi lunari e oltre 300 coni vulcanici, una vegetazione quasi assente se si escludono i cactus e le piante spinose. Lanzarote poi è bagnata da un Oceano spesso agitato che insieme al vento non agevola la balneazione e inoltre, ha spesso spiagge e fondali scuri che condizionano i colori del mare.

La definizione di isole dell’eterna primavera forse spiega la continua mutevolezza del cielo, che nei primi 10 giorni di Ottobre è stato spessissimo coperto da pesanti nuvole scure. Va detto anche che alcuni paesaggi sono suggestivi ma a mio avviso si tratta di un luogo che si presta più a escursioni naturalistiche che alla vita di mare o più banalmente al riposo considerando la mitezza del suo clima, per il quale sembra richiamare la gran parte dei pensionati inglesi. Se si esclude il mare, gran parte delle attrazioni turistiche si deve a Cesar Manrique, l’architetto originario dell’isola che ne ha valorizzato il patrimonio culturale ma soprattutto naturalistico. Le località più turistiche come Puerto del Carmen, Costa Teguise e in misura minore Playa Blanca che risulta un poco più elegante, sono frutto di una forsennata speculazione edilizia: costruzioni recenti, complessi e residence addossati l’un l’altro senza un apparente criterio, moltissimi cantieri abbandonati in corso d’opera con scheletri architettonici tetri e ormai fatiscenti.

Qualche scorcio più poetico, in particolare nella zona dietro la Marina viene offerto dal capoluogo dell’isola, Arrecife. Anche Teguise Villa può essere identificato come un autentico villaggio spagnolo, a condizione che non andiate di domenica per via del mercato destinato ai turisti. Qualche bella fotografia ve la offriranno anche Yaiza e Haria, con le loro casette bianche circondate da palme. Un vantaggio non trascurabile di una vacanza a Lanzarote, così come in tutte le Canarie, è l’economicità dei servizi offerti grazie anche ad un regime fiscale agevolato. L’IVA è infatti al 7% e quindi, se non si pretende il lusso, si può vivere davvero con poco. Abbiamo scelto come base Puerto del Carmen: centrale rispetto al resto dell’isola, diverse spiagge di sabbia scura solo in minima parte attrezzate, acque calme e un lungo mare ben tenuto. Non appena spostate lo sguardo dal lungomare verso l’interno, ecco materializzarsi una sfilza infinita di locali per mangiare, alternati a negozietti di souvenir dozzinali. Mi ha dato l’idea di un pezzo della periferia di Manchester preso e letteralmente lanciato di fronte alle coste del Marocco, esaltando in questo strano connubio, il peggio di entrambi i luoghi.

A pochi chilometri da Puerto del Carmen, in direzione sud, si trova Playa Quemada, una remota spiaggia di sassolini neri, disposta in discesa sulla montagna. Attorno alcuni ristoranti che sembrano interessanti ma non abbastanza da fermarsi per un bagno.

Prima della partenza, per ottimizzare tempi e spostamenti avevo pianificato cinque itinerari, ciascuno di un giorno. La pianificazione ha dovuto subire successivi aggiustamenti a causa delle condizioni meteo non sempre favorevoli. Nonostante questo è stato impossibile su 10 giorni vedere le spiagge a nord dell’isola con il sole così come pensare di raggiungere la piccola isola de La Graciosa in quanto dal mio punto di vista non aveva senso affrontare una movimentata traversata per vederla avvolta dalle nubi

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