Fuga d'autunno nelle Langhe

Un viaggio tra i vini e i meravigliosi colori autunnali delle Langhe, sconfinando fino al castello della Manta, a Cuneo e al Santuario di Vicoforte

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Le Langhe sono principalmente famose per il vino prodotto dall'uva Nebbiolo. Tale vitigno presenta la caratteristica di possedere radici molto lunghe, 7 metri circa, in grado di carpire in profondità ogni singola proprietà del terreno, compresi gli zuccheri e i sali minerali. Dai grappoli del Nebbiolo scaturiscono cinque vini: il Barolo, il Barbaresco, il Roero, il Nebbiolo d'Alba e le Langhe Nebbiolo. Fra tutti il Barolo è di certo il più famoso ed è il prodotto dei vitigni coltivati esclusivamente in 11 comuni, ha un periodo d'invecchiamento di almeno 38 mesi dei quali 18 in botti di legno. Il Barbaresco è il secondo vino per celebrità, le sue viti sono coltivate in soli 4 comuni e necessita di un invecchiamento di 26 mesi di cui 9 in botti di legno.

Ovviamente il gusto dei diversi vini varia a seconda delle peculiarità del terreno, sabbioso o argilloso, del tipo di stagione e dalla lavorazione.

Poco distante da Neive, sopra una lunga e piatta collina dalla base lambita dal fiume Tanaro, sorge il piccolo centro abitato di Barbaresco.

Pure qui non potevano mancare vinerie, ristoranti ed enoteche, tutti affacciati sull'unica strada principale: via Torino. Il suo termine è segnato dalla chiesa dedicata a San Giovanni Battista e dalla massiccia torre di origine medievale alta circa 30 metri. Nasce dalla sommità di una roccia arenaria, si compone di mattoni e l'unico inusuale vano d'accesso, ora accessibile con un ascensore, è posto a diversi metri di altezza. E' aperta tutti i giorni e il biglietto d'ingresso costa 5 euro. Noi non siamo saliti perché già dal basso e dalle strade che conducono al paese si gode di una vista splendida. Casali solitari o piccoli gruppi di case interrompono gli ordinati filari di viti simili ai denti di un pettine, perfettamente paralleli tra loro, e racchiusi in perimetri dalle geometrie precise che vanno a formare un patchwork di sfumature verdi mischiate al giallo e al rosso di certi pampini. I tronchi marroni dei vitigni bucano la terra bianca arsa dal sole notandosi appena, così come i paletti di sostegno infilzati a distanze regolari per tirare i fili di ferro su cui si attorcigliano i rami della preziosa uva.

Per cena scegliamo L'Osteria la Fermata (sito internet: http://www.osterialafermata.com/) nella periferia di Alba, ricavata nella vecchia stazione ferroviaria, quindi prossima ai binari e facilissima da raggiungere. Ravioli, gnocchi e tagliata spolverati di tartufo, e torta con crema calda allo zabaione hanno deliziato il nostro palato. Le porzioni avrebbero potuto essere un po' più generose, comunque non ci si può lamentare del buon rapporto qualità-prezzo.

Al termine di questo primo tuffo nelle Langhe raggiungiamo l'Affittacamere Mammanella (sito internet: http://www.mammanella.it/), nostro punto di riferimento per tre notti. Ubicato in un cascinale dei primi anni dell'800 completamente ristrutturato, si trova a soli cinque minuti d'auto dal centro di Alba ed è immerso nei noccioleti. L'ampio cortile ghiaioso, con comodo parcheggio, e l'adiacente giardino pianeggiante con i giochi per i bambini, dove poter lasciar scorrazzare il piccolo Leonardo di diciotto mesi, si sono rivelati una piacevolissima sorpresa. La camera pulita e ben organizzata dotata di balcone, assieme all'estrema cortesia della proprietaria Nella attenta a ogni nostra esigenza, ha soddisfatto appieno le aspettative. La ciliegina sulla torta del soggiorno è però la colazione. Formaggi e salumi di qualità accompagnati da una buonissima torta di nocciole e frittelle di mele, yougurt, dolcetti vari, pane e marmellate: il tutto da leccarsi i baffi

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