Fuga d'autunno nelle Langhe

Un viaggio tra i vini e i meravigliosi colori autunnali delle Langhe, sconfinando fino al castello della Manta, a Cuneo e al Santuario di Vicoforte

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

La prima volta che fuori dal finestrino dell'auto vediamo scorrere i filari di viti sopra colline dai fianchi verticali, sulla cui cima dormicchiano piccoli villaggi di mattoni e tetti rossi sorvegliati da una torre e qualche campanile, rimaniamo a bocca aperta. E' una sensazione di stupore dovuta alla meraviglia del panorama e all'ammirazione per quei contadini che hanno saputo plasmare questo territorio, addolcendolo e piegandolo alle necessità dell'uomo. Averlo visto tante volte in fotografia non sminuisce l'emozione provata dal cuore, né l'abbaglio per gli occhi nell'istante perfetto in cui ce lo troviamo davanti.

Il paese medievale di Neive, annoverato nella lista dei Borghi più belli d'Italia, è il nostro primo incontro con la regione delle Langhe. Le strade strette si arrampicano fino al punto più alto del poggio dove trovano posto la Torre dell'orologio del 1224 e la Casaforte dei Conti Cotti di Ceres nella quale il Vicario Francesco Cotti scrisse il più antico testo piemontese sulla coltivazione della vite e la produzione del vino. La chiesa parrocchiale sorge un pochino più in basso, così come il Palazzo comunale e gli altri edifici d'interesse storico. Molto intima la Cappella di San Rocco, appena fuori le mura del centro storico. Si tratta di un tipico esempio di chiesetta rurale e porta il nome del Santo che veniva invocato contro le terribili epidemie di peste. Il dipinto sopra l'altare lo ritrae assieme a un cane che, secondo la leggenda, pare gli portò del cibo sottratto dalla cucina del proprio padrone quando San Rocco fu colpito dalla malattia e si isolò in una grotta per evitare di contagiare altre persone.

Palazzi e chiesette a parte, Neive è famoso per i ristoranti gourmet, le degustazioni e le cantine. Quella del Glicine trova spazio in una casa dai muri grigi vicino a piazzetta Vittorio Veneto. L'esterno non è appariscente, ma sotto di esso e il giardino si nasconde un passato risalente al 1582, si respira la frescura delle volte in mattoni e i pavimenti in pietra, si ammirano le botti ben conservate. Oltre alla visita gratuita è prevista la degustazione dalla quale è impossibile fuggire senza aver acquistato una delle loro bottiglie, tuttavia a causa del troppo caos ci abbiamo rinunciato. Forse sarebbe stato meglio prenotare, perciò vi lascio il link dove reperire tutte le informazioni utili: http://www.cantinadelglicine.com.

Prima di proseguire col racconto del viaggio vorrei aprire un inciso sugli splendidi paesaggi vitivinicoli del Piemonte che tutto il mondo c'invidia. La valanga di turisti stranieri volati fin qui nei mesi autunnali per assaporare le eccellenze culinarie e godere di tramonti indimenticabili seduti a una terrazza vista collina sorseggiando un ottimo bicchiere di vino, sono la testimonianza dell'amore all'estero verso l'Italia.

L'area Langhe-Roero-Monferrato è formata da cinque zone distinte e un castello. Si tratta della Langa del Barolo e del Castello di Grinzane Cavour a sud della città di Alba, del Monferrato degli Infernot a nord di Alessandria, del Canelli-Asti Spumante insieme a Nizza Monferrato-Barbera verso Asti, e infine le colline del Barbaresco da dove è iniziata la nostra vacanza.

A loro volta le Langhe si suddividono in tre regioni. La Bassa Langa è un territorio vicino ad Alba con altezze inferiori a 600 metri e molto noto anche per il prestigioso tartufo al quale ogni anno è dedicata la Fiera Internazionale del tartufo bianco d'Alba. C'è poi l'Alta Langa sistemata sul confine con la Liguria, dove i colli raggiungono gli 896 metri di Mombarcaro e sono ricoperti di boschi e soprattutto di piante della famosa nocciola tonda gentile. Chiude la suddivisione la Langa Astigiana

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