I TROPICI ITALIANI
Voglio raccontarvi di una splendida settimana nel “tropicale “ mare italiano...l'isola che non c'è, o meglio, Lampedusa.
La chiamo cosi perché è stato un magnifico regalo del mio ragazzo, una graditissima sorpresa. L'unico indizio era un isola italiana al caldo, molto caldo...
Così il 12 settembre al check in finalmente scopro la destinazione: Lampedusa. Dopo un'ora di volo molto tranquilla cominciamo a scendere di quota sempre di più fino a vedere le barchette a poca distanza da noi. Il panorama è mozzafiato e in realtà sembra che non ci sia una pista di atterraggio ma solo mare. La sensazione è stupenda e adrenalinica. Finalmente tocchiamo terra.
Il caldo è davvero come speravamo nonostante sia già metà settembre; d'altra parte siamo sotto la Tunisia! Ritiriamo i bagagli e all'uscita troviamo Daniele ad aspettarci, che ci porterà al residence che Juri ha prenotato, le villette di Cala Madonna. Ho fatto bene a fidarmi di lui, il posto è molto carino e curato. Noi abbiamo un monolocale completo di tutto: aria condizionata, televisore, cassaforte, angolo cottura. Abbiamo anche un ombrellone che possiamo portare in spiaggia. Il piccolo patio attrezzato con tavolino, sedie e stendipanni si affaccia sulla piscina (che useremo poco) molto piacevole, con lettini, dove servono ogni mattina la colazione.
Poco distante vasca idromassaggio e piccola palestra, che dire? Non manca nulla!
Affittiamo da Daniele uno scooter, uno scarabeo bianco con caschi (100 € per tutta la settimana), che ci accompagnerà nella nostra vacanza. I prezzi sono più o meno quelli ovunque, con poco di più si affitta un quod (il mio preferito), o se siete in più di due una tipica citroen mehari coloratissima.
Fatta una veloce spesa al sima, punto nevralgico per i generi di prima necessità, abbiamo dato inizio al nostro tour culinario. Siamo di buona forchetta e oltre alle meravigliose calette abbiamo esplorato anche i vari ristorantini.
Prima tappa la trattoria del porto, dove la gentilissima signora ci ha offerto una sangria e fatto accomodare sulla terrazza. Il panorama è quello del porto, molto carino e accogliente: antipasti buoni e abbondanti, ma non prendete il vino della casa, sembra annacquato, e di molto. Niente di particolare, si spende il giusto e si mangia molto.
Abbiamo deciso di partire per gradi, per poterci ogni giorno nuovamente innamorare, quindi il giorno seguente ci siamo buttati sulla caletta più commerciale, la più centrale, quella meno “bella”: Cala Guitcia. Abbiamo affittato due lettini e un ombrellone: 15, onesto direi. L'acqua è stupenda, cristallina, trasparente, peccato solo un pò freddina, ma il bagno è d'obbligo.
Per i pranzi abbiamo optato per un trancio di pizza e il panificio Luca è diventato di fiducia: focacce grandi e ricchissime di condimento, dolci di ogni genere e personale molto gentile e sorridente (a differenza del panificio Spiga d'oro).
La sera dopo un abbondantissimo aperitivo abbiamo prenotato ai Saraceni, ristorante carino con terrazza panoramica sul porto vecchio. Qui i prezzi sono decisamente molto alti, buona la minestrina di pesce, l'antipasto molto scarso.
Il secondo giorno abbiamo approfittato di una giornata un po coperta e non troppo calda per addentrarci nel cuore di Lampedusa. Con il nostro scooter abbiamo fatto tutto il giro dell'isola costeggiando prima la parte est, Cala Maluk e Cala francese, piccoline e rocciose. Poi risalendo cala pisana e cala creta la spiaggia è completamente assente; si prende il sole sugli scogli e per il bagno ovviamente l'acqua è subito molto alta, ma pur sempre azzurrissima