Koh Samui... l'isola delle palme.

A spasso fra spiagge, cocchi e...sorrisi!

  • di Gigio & Ceppi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Dopo le precedenti ed entusiasmanti esperienze a Phuket quest'anno abbiamo voluto “assaggiare” l'altra isola della Thailandia famosa per il turismo: Koh Samui, sicuri, come le altre volte, di riuscire a trovare anche lì angoli di genuinità, cordialità e spontaneità nonostante, purtroppo, la grossa vocazione allo sfruttamento turistico del posto.... E non ci siamo sbagliati.

Nonostante la volontà di ritornare a Phuket fosse forte, dovuta al fatto che ormai sapevamo come muoverci, abbiamo optato per la nuova destinazione anche su consiglio di due nostri più che Amici, Luisa e Guido (...ricordate l'alberghetto nella Città Vecchia a Rodi??), che da anni fanno di questa meta le loro vacanze “invernali”.

Non possiamo dire di essere proprio turisti col zaino in spalla, principalmente per ovvi motivi di tempo e lavoro, ma sicuramente ci piace avere una certa autonomia e sopratutto evitare tour e viaggi all inclusive, validissimi sotto un punto di vista organizzativo ma restrittivi sotto quell'aspetto umano e sociale che ti permette di vivere a contatto con la realtà e la gente del posto, queste sono considerazioni prettamente personali di come uno vuole impostare i propri viaggi sulla base delle proprie esigenze...l'importante, sempre e comunque, resta il viaggiare. Koh Samui, a differenza di Phuket e delle altre località balneari ubicate nelle Andamane, indicate per un soggiorno durante i nostri mesi invernali, dicono che si presta particolarmente ad un viaggio nella nostra stagione estiva, in quanto, malgrado la stagione più secca vada da febbraio a giugno, durante il periodo invernale Samui è condizionata dal mare un pò più mosso dovuto ai venti provenienti dalle Filippine, soprattutto sulle spiagge più esposte a est (zona Chaweng per intendersi) verso il mar cinese meridionale. Questo lo confermiamo ma, oltre al divertimento di giocare con le onde e al non sudare minimamente, basta spostarsi di qualche chilometro per trovare delle baie protette dove il mare è una tavola azzurra.

Quindi, dopo aver deciso da un paio d'anni a questa parte che il nostro inverno finisce a febbraio, abbiamo prenotato in agenzia il solo volo (Thai Airways) ed iniziato la ricerca in internet della struttura ricettiva e della località strategicamente migliore dell'isola dove soggiornare.

L'isola non è molto grande ma permette moltissime soluzioni: zone molto turistiche tipo Chaweng, zone meno turistiche come Mae Nam e vie di mezzo tipo Bo Phut o Lamai. La nostra scelta è caduta su Lamai Beach come località e l'Utopia Resort come alloggio ed entrambe si sono rivelate perfette. Rispetto a Phuket la tipologia predominante per soggiornare sono i bungalows di tutti i tipi e di tutti i prezzi, la soluzione più azzeccata per quest'isola.

Lamai è sicuramente meno caotica di Chaweng e per certi versi consente di villeggiare con più tranquillità. Il Resort è molto ben strutturato, praticamente sulla spiaggia ed immerso in uno splendido giardino tropicale. I bungalows sono quasi totalmente in legno con rifiniture in pietra, molto spaziosi, ben curati e pulitissimi. Il complesso dispone di un ristorante, anche questo con vista mare, perfetto per mangiare qualcosa o, come noi, per la prima colazione. Rispetto a tanti altri che abbiamo visto si nota subito che hanno quel qualcosa in più che piace e che deriva indubbiamente dalle capacità di una coppia di italiani (lui sarebbe tedesco ma è più italiano di noi) che li gestisce per sei mesi all'anno, da novembre a maggio. Nella quotidianità di quella che potrebbe essere una vacanza tipo, la simpatia, cordialità, disponibilità e professionalità di Elena e Kim aggiunge quel tocco che la rendono ancora più piacevole, da quando vengono a prenderti in aeroporto fino a quando ti riportano. Inoltre esiste anche la possibilità di “soggiornare” (il termine non è appropriato e mi scuso per questo) in un centro di meditazione situato all'interno dell'isola, dove ti insegnano come rigenerarsi spiritualmente, gestito direttamente da Jim, una delle proprietarie dell'Utopia.

Apro una piccola parentesi sull'aeroporto di Samui che da subito ti fa capire come è l'isola: all'aperto, circondato da palme, alberi, corsi d'acqua con ponticelli in legno e bambù e orchidee multicolore a perdita d'occhio....semplicemente unico e spettacolare!! Una volta preso possesso dei nostri alloggi abbiamo immediatamente noleggiato gli scooters direttamente da Kim (evitando così le varie noie burocratiche) e mappa alla mano ci siamo tuffati alla scoperta dell'isola. Rispetto a Phuket c'è meno traffico e anche però meno segnaletica, quello che non cambia è la guida a sinistra e l'incoscienza dei locali, per cui è consigliabile non correre e avere molta prudenza (è valida la patente italiana ed il casco è obbligatorio solo per il guidatore). L'isola ha una strada principale (ring road) recentemente asfaltata ed allargata e la maggior parte delle strade secondarie sono in cemento, questo permette di raggiungere agevolmente tutte le spiagge ed i numerosi itinerari. A volte le località non sono ben segnalate ma non preoccupatevi, se non troverete quello che vi eravate prefissati scoprirete sicuramente qualcos'altro di altrettanto bello...come capitato a noi

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