Trekking sul Kilimangiaro

Racconto dell'ascensione al Kilimangiaro tramite la Machame Route. 7 giorni a diretto contatto con la montagna per un'avventura veramente incredibile e un trekking unico al mondo

  • di game
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Domenica 22 Luglio

La nostra avventura inizia domenica 22 luglio al Machame Gate (1.800 mt), uno dei diversi punti di accesso al Parco Nazionale istituito nel 1973 ma che soltanto nel 1977 ha aperto al pubblico l’accesso alla montagna.

Per salire sul Kilimanjaro ci sono in realtà 5 diverse vie, la maggior parte delle quali approcciano la montagna dal versante sud.

Noi abbiamo scelto la Machame Route (o anche Whiskey Route) nella versione da 7 giorni, perché ci è sembrata la via e l’opzione che offre il miglior compromesso in termini di acclimatamento, facilità di accesso e costi.

Le altre vie sono la Marangu Route (o anche Coca Cola Route, l’unica che offre delle sistemazioni in rifugio e non in tenda ma molto diretta e quindi più ripida e con minori possibilità di acclimatamento, anche se la più economica), la Umbwe Route (anch’essa molto ripida e particolarmente impegnativa), la Lemosho Route (o Shira Route, in realtà per la maggior parte segue lo stesso percorso della Machame Route ma parte da più lontano e quindi ancora più lunga e, di conseguenza, ancora più costosa) e la Rongai Route (la più remota e meno accessibile di tutte in quanto sale dal versante nord, quasi al confine con il Kenya, ricongiungendosi poi alla Marangu Route prima della ascensione finale).

Il viaggio da Arusha a qua è stato più lungo del previsto, complici anche un paio di soste aggiuntive per fare benzina e recuperare alcuni membri del nostro gruppo. Durante il viaggio ne approfittiamo per iniziare a conoscere le persone che fanno parte della nostra spedizione e ci accompagneranno per i prossimi 7 giorni. Il gruppo è formato da 10 persone! Abbiamo 2 guide, di cui una con grande esperienza (quasi 500 ascensioni all’attivo) e un’altra che invece è alla sua prima volta come guida accompagnatrice, dopo comunque diversi anni di scalate come portatore. C’è poi un cuoco, un ragazzo giovane che si è rilevato un mago dei fornelli ad alta quota, e 7 portatori. Possono sembrare un numero elevato per sole 2 persone, ma va considerato che in tutti gli accampamenti che si trovano sulla montagna (ad eccezione di quelli presenti sulla Marangu Route) non c’è alcuna struttura fissa e quindi per ogni spedizione c’è bisogno di portare su tutto, dalle tende alla cucina da campo, al cibo per 7 giorni e per 10 persone, alle attrezzature da campeggio, ecc. Ogni portatore, tra l’altro, può portare fino a un massimo di 20kg.

L’agenzia si chiama Kili Serengeti Guides, una neo-costituita agenzia locale di Arusha che abbiamo trovato nella lista del Kilimanjaro Porters Assistance Project, una sorta di sindacato dei portatori che lavora con le istituzioni e le agenzie turistiche per migliorare le condizioni di lavoro dei portatori.

Arriviamo al Gate alle 11:30, c'è molta gente. I turisti sono tutti riuniti sotto un grande pergolato, mentre le guide e i portatori preparano e pesano le sacche che serviranno per il trasporto di tutto il materiale. Visto che ci sarà un po’ da aspettare per la grande quantità di persone che attendono all’ingresso, la nostra guida ci consiglia di mangiare subito il pranzo al sacco, in modo che dopo possiamo partire e non ci fermeremo lungo il sentiero. Ci consegnano così il pocket lunch che spazzoliamo in un secondo e alle 12 siamo già pronti per partire. Ma l’attesa in realtà è molto più lunga di quanto immaginavamo. Inganniamo così il tempo con qualche foto, un giro precauzionale in bagno, un ultimo controllo anche noi al contenuto dello zaino e la vista delle scimmie che scorazzano e saltato da un albero all’altro a due passi dal gate. Finalmente alle 14:30 siamo pronti per partire, abbiamo sbrigato anche tutte le pratiche burocratiche che ci sono sembrate alquanto complesse. Il percorso di oggi sarà tutto all’interno della foresta pluviale, il tempo è coperto e il tasso di umidità credo sfiori il 100%. All’inizio partiamo piano piano (“pole pole”, come dicono qua). Poi in realtà la guida ci dice che oggi possiamo andare al nostro passo, anche perché così si rende conto di che climbers siamo. Iniziamo così una veloce e inesorabile salita, recuperiamo diversi gruppi di turisti e portatori che erano partiti prima di noi, e in poco più di 4 ore copriamo gli 11 km arrivando al Machame Camp (2.835 mt)

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