Kiev, l'oro nel grigio

Weekend in una capitale non assalita dal turismo di massa ed economicamente molto accessibile

  • di pil
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro

C’è un efficientissimo sito internet (www.eway.in.ua) il quale, indicando sulla mappa punto di partenza e arrivo, calcola il percorso più rapido indicando il tipo di mezzo di trasporto più adeguato.

DOVE SOGGIORNARE

Si possono trovare soluzioni molto economiche in ostello: camerate per pochi euro. Io ho preferito una sistemazione più confortevole quindi, tramite Booking, ho prenotato 2 notti presso un hotel nei pressi dell’Università Shevchenko, a sud del centro, comunque raggiungibile anche a piedi, comodo anche perché nei pressi di una delle fermate dell’autobus n°9 da/per l’aeroporto. Il costo di un monolocale con cucina è stato di circa 31 euro a notte, Hotel Fire Inn (www.fire-inn.com), ricavato nello stesso palazzo di una centrale dei Vigili del Fuoco. Pulito e spazioso, l’unica pecca è l’acustica tra le camere, fortunatamente c’era poca gente.

DOVE MANGIARE

Insieme ai trasporti, anche il cibo è caratterizzato da costi molto bassi: si può tranquillamente cenare nei ristoranti senza preoccuparsi di guardare la colonna dei prezzi. Costo medio di una cena circa 300 grivne, meno di 10 euro.

Devo dire che ho mangiato bene. Il piatto principale e più famoso è il Borsch, una zuppa di barbabietola rossa e paprika con verdure e carne, servita con panna acida e crostini con burro salato.

Per la città sono diffusi i ristoranti di una catena ucraina di self-service chiamata Puzata Hata (www.puzatahata.kiev.ua). A prezzi straconvenienti, signore in abiti tradizionali servono piatti della cucina locale tra i quali i ravioli ripieni di patte o carne, serviti con panna acida (Varenyki), il Borsch e gli Holubcy, involtini di foglie di cavolo ripieni di riso o carne macinata. Non turistico, molto pulito, usato quotidianamente dai locali. Pranzo completo con 160 grivne, poco più di 5 euro.

In aggiunta alla cucina prettamente ucraina, è doveroso consigliare un ristorante di cucina tatara della Crimea, quindi con pietanze molto simili a quelle turche situato nei pressi dell’albergo, il Musafir (www.musafir.com.ua). Cucina ottima, molto affollato, prezzi nella norma e sempre contenuti. Infine molto buono, Gogi (www.gogi.com.ua), un ristorante georgiano, dove si possono mangiare, tra le altre cose, degli ottimi khinkali, i famosi ravioli ripieni che si divorano con le mani.

COSA VEDERE

A meno che non si intenda dedicare molto tempo ai musei che io ho un po’ snobbato preferendo vivere di più la città, ritengo che 3 giorni siano sufficienti per vedere in modo esaustivo le principali attrazioni.

Atterrato puntuale in tarda mattinata, mollato lo zainetto in albergo, mi sono subito recato in centro a piedi percorrendo una delle arterie principali della città, Khreschatyk St., vialone con orientamento sud-nord che sbuca, piegando leggermente verso ovest, in piazza Indipendenza, chiamata solo Maidan (piazza), teatro degli scontri durante la rivolta del 2014.

L’arteria è la principale via dello shopping di Kiev con negozi delle grandi firme e Caffè, distrutta quasi completamente dall’Armata Rossa nel corso dell’ultima guerra mondiale, ricostruita con alcuni palazzi in stile sovietico e recentemente rinnovata con palazzi di architettura più recente di dubbio gusto. La Via nasce a sud in prossimità del mercato di Besarabskij, un tempo uno dei principali mercati coperti della città, ora forse più un trappolone per turisti senza particolari attrattive se non per i venditori che ti assalgono per cercare di vendere frutta e caviale. Nel tardo pomeriggio era deserto, i prezzi non sono esposti e mi ha dato l’impressione che fosse più una trappola per inesperti turisti che un vero mercato cittadino

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