Natale in Kenya

Torno in Kenya per la seconda volta. La mia prima esperienza è stata tradizionale: Watamu e safari allo Tsavo. Questa volta abbiamo deciso di raggiungere una zona meno conosciuta, a circa 170 chilometri a nord di Malindi, sul delta del ...

  • di Stefania Giallo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Torno in Kenya per la seconda volta.

La mia prima esperienza è stata tradizionale: Watamu e safari allo Tsavo.

Questa volta abbiamo deciso di raggiungere una zona meno conosciuta, a circa 170 chilometri a nord di Malindi, sul delta del fiume Tana. La nostra meta era il Mwembe lodge di Kipini, una piccola struttura composta solo da nove bungalows immersi in una natura selvaggia e incontaminata.

Il taxi ci accoglie a Mombasa e inizia il lungo tragitto verso Kipini. Dopo circa due ore arriviamo a Malindi, dove ci rifiuto si fermarci: non vediamo l’ora di raggiungere la nostra destinazione e non vogliamo perdere tempo.

La strada prosegue asfaltata fino a Witu poi comincia lo sterrato per 40 Km. Ci impieghiamo circa altre due ore per compiere 170 km. Passiamo Gongoni e sulla nostra destra comincia l’immensa distesa di saline. A sinistra invece una vasta pianura ricca di vegetazione e di baobab. Lo sguardo vaga per chilometri e chilometri. Superiamo il ponte che passa sul fiume Tana e ci aspetta un posto di blocco. Una normativa prevede che i turisti che vanno a nord, in direzione di Lamu, debbano avere a bordo un uomo di scorta armato.

Dopo un po’ svoltiamo a destra su una strada invasa da babbuini e raggiungiamo Witu. E’ un piccolo paesino swahili con poche case sulla strada ed un sacco di gente colorata e festosa. Acquistiamo delle banane e degli anacardi da un bambino che ci ringrazia con un enorme sorriso. Da qui in poi è tutto sterrato ma si procede velocemente.

Arriviamo al Lodge che è costruito su delle dune di sabbia che danno direttamente sul punto in cui il grande fiume Tana sfocia nell’oceano indiano creando uno spettacolare scenario. E’ veramente emozionante! Il Mwembe lodge si rivela non solo un posto di una bellezza incomparabile, ma anche una location strategica per gli spostamenti e le escursioni. In circa 1 ora di jeep si raggiunge Lamu, il Nairobi ranch, per il safari fotografico è proprio alle nostre spalle, il fiume e l’oceano indiano sono davanti a noi.

I momenti più emozionanti li abbiamo vissuti nel safari sul fiume Tana e nel safari al Nairobi ranch.

Safari al Nairobi ranch: qui non è come andare negli altri parchi del Kenya dove gli animali sono abituati alla presenza dell’uomo; qui gli animali li dobbiamo cercare noi, girando tra piste quasi invisibili. Attraversiamo fitte boscaglie per poi sbucare in ampie radure frastagliate da pozze d’acqua. Qui si radunano gli animali e riusciamo a vedere un grosso branco di bufali che al nostro arrivo si girano verso di noi minacciosi. Fra di loro ci sono zebre, water buch e topi, le grosse antilopi africane. Da una pozza sbuca un ippopotamo che si vuole nascondere nella boscaglia. Durante la giornata riusciamo ad incontrare moltissimi ippopotami che cercano refrigerio nelle pozze d’acqua semi nascosti dai water lilac. Nel tragitto incontriamo un villaggio abitato dalla tribù degli Orma, una popolazione di origine etiope che vive in caratteristiche capanne rotonde dal tetto appuntito. Ci fermiamo: i maschietti giocano con una palla di stracci, le bambine sono un pò impaurite e ci guardano da lontano.

Safari sul fiume Tana: la navigazione sul fiume dura circa 4 ore, ed è uno spettacolo continuo. Incontriamo branchi di ippopotami che sbuffano al nostro passaggio ed enormi coccodrilli.

Fra gli alberi vediamo innumerevoli babbuini e scimmie che curiose osservano pigramente il nostro passaggio. L’urlo dell’aquila pescatrice ci accompagna in continuazione e ne vediamo in tutto almeno una ventina da molto vicino. Sono meravigliose e regali. Poi una si tuffa in acqua ed esce con un grosso pesce gatto fra gli artigli. Sulle sponde del fiume si vede anche scorrere la vita delle popolazioni locali: capanne di fango col tetto in makuti sbucano tra le piantagioni di banane, manghi, cocchi e riso. Consiglio questa esperienza di viaggio a quelli che vogliono una vacanza lontana dalle mete tradizionali e che cercano un contatto più diretto con la natura e con le popolazioni locali.

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