Cronaca di un safari annunciato

Sottotitolo: Nairobi, Nakuru e le leonesse del Mara Diario di sopravvivenza di 24 giorni in Africa, da sola e col solo bagaglio a mano, senza uno straccio di Lonely Planet, in un fai-da-te che spesso ha rasentato la disorganizzazione e ...

  • di Medialuna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Un taxi mi porta al Flora Hostel per 1000 ksh, che è il prezzo che pagano tutti i mzungu che sanno il fatto loro. Grazie, Silvia, per avermi avvisato. A detta di tutti, nei forum, se avessi preso il famigerato autobus 34 mi avrebbero ripulita in un batter d'occhio.

Rimaniamo intrappolati in un ingorgo. Non me ne cruccio, ascolto la vecchia autoradio gracchiante musica tipicamente africana, cerco di aggiustare lo spinotto del caricabatteria del cellulare del taxista, osservo le acacie da cui planano enormi marabù in cerca di immondizia. Il sole si sta alzando. Le acacie sono Africa, mi dico. Non mi sento a disagio. Affatto.

Il Flora Hostel è decisamente, col senno di poi, il posto più pulito che frequenterò durante questa vacanza. Pulito e tranquillo. Nel prezzo di 1300 ksh sono inclusi anche i 3 pasti.

Lascio i bagagli in stanza, e passo nel bagno in comune a fare il primo bucato della vacanza. Dopodiché, è tempo di uscire a dare un'occhiata, e saldare il debito con Gametrackers.

La receptionist dell'ostello mi conferma che un Metro Shuttle della Kenya Bus Service ferma proprio vicino all'ostello, e porta in centro direttamente.

Scendo sulla Ngong Road. Un fiume di gente cammina ai bordi della strada trafficata, nella terra rossa. Piedi, scarpe, vestiti, alberi, foglie, tutto ne è impregnato.

Fino a due minuti fa ero preoccupata delle condizioni del mio scarsissimo guardaroba, ma qui siamo in Africa, e che cavolo, i vestiti sono una praticità, mica un vezzo. Ho nascosto i miei capelli lunghissimi sotto la felpa per non farmi notare troppo, ma il colore della pelle mi marca inesorabilmente, nonostante i miei sforzi di passare nell'ombra. Sono una bianca, l'unica bianca, che aspetta un autobus in mezzo ad un oceano di volti scuri.

Nairobi, anzi Nairobbery, contende a Johannesburg il primato di città più pericolosa d'Africa. Niente zainetti, marsupi, mappe sventolanti. Meglio essere scambiata per una sgamata expat piuttosto che un'ingenua turista appena arrivata.

I primo due Metro Shuttle mi passano davanti al naso senza fermarsi, alla fine mi scoccio e salto sul primo bus, costo della corsa 20 ksh. Una ragazza mi indica dove scendere. Il resto del tragitto a piedi me lo sono imparato a memoria.

Stringo la mano a Mr Vincent Maingi, in doppio petto blu, con cui ho tenuto i contatti via email. Mi pare un po’ sorpreso che sia arrivata in centro da sola ed in autobus, considerato il fatto che sono ancora fresca d'aereo. Spesso mi ero domandata se fosse il caso o no di prenotare il safari prima di partire, anzi, mi ero addirittura spinta a cercare informazioni per cercare di esplorare il Masai Mara senza l'appoggio di nessuno. Saggiamente, ho desistito. Troppo scarse le mie cognizioni di etologia per riuscire ad orientarmi in una riserva così ampia con esiti soddisfacenti. Troppo esose le tariffe di noleggio dei fuoristrada, troppo rischioso affidarsi alla richiesta di un passaggio a degli sconosciuti.

Questa però sarà l'unica volta, per Nakuru ed il resto vedrò di arrangiarmi da sola, se riesco.

Gametrackers è un tour operator che riscuote consensi pressoché planetari, sia sul web che sulle guide cartacee, LP, Routard, Bradt. Se proprio devo appoggiarmi a qualcuno, almeno che abbia una buona fama... I prezzi sono nella media dei safari economici, 70 USD al giorno, comprendenti il cibo, la sistemazione in tende, le entrate nei parchi, e la tassa d'ingresso ai campeggi; i partecipanti invece devono portarsi acqua, pila, cuscino, asciugamano e sacco a pelo. A detta di molti, il cibo che danno è fra i migliori, sia come qualità che come quantità. Tutte queste cose sono sicuramente importanti, ma ciò che fa la differenza, ed è secondo me il loro punto forte, è che Gametrackers è l'unico operatore economico che per i gruppi usa jeep e camionette 4WD anziché i pulmini. Questo è fondamentale, perché questi veicoli vanno pressoché dappertutto, sono meno sensibili alle buche, si rompono meno, ecc ecc. Grazie alla trazione integrale, guadando un torrentello con cime ripide e piene di sassi, saremo gli unici a vedere un leopardo da molto vicino, mentre il resto dei turisti in minivan si è dovuto accontentare di guardarlo col cannocchiale dall'altra sponda, eh eh. Soltanto questo basta a farmi felice di averli scelti

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