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Kenya, non c'è due senza tre..

Terza volta in Kenya in 12 mesi.. Da leggere!!

  • di ILA1982
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo il primo “Kenya: da sapere” e “Ancora Kenya” è la volta di “Kenya: non c'è due senza tre. Ciò misura l'indice di gravità del mio mal d'africa che si cura solo in loco. L'arrivo è sempre emozionante,con un caldo umido che ti avvolge e tanti odori che ti circondano. Tra l'altro è proprio l'alba, e il cielo ci regala disegni meravigliosi nonché l'inizio di un nuovo giorno, in terra d'Africa. Dopo le 8 ore di volo e le 2 di burocrazia in aeroporto, sono distrutta ma il percorso verso Mambrui mi permette di ritornare, a poco a poco, in questa dimensione, che è veramente, un altro mondo. Mambrui è sempre incantevole, baobab che spiccano maestosi, alte dune di sabbia chiara con cespugli verdissimi e il mare blu, all'orizzonte. Uomini con asini che trainano carretti e donne a piedi coi loro secchi d'acqua sul capo, e i vestiti dai colori forti, alla luce del sole accecante.

Arriviamo e ci sistemiamo: 15 kg per me e mamma, per vestiti e prodotti per le nostre due settimane, e 35 kg.. per tutti i progetti in cui sono coinvolta. Passiamo il pomeriggio al Resort, tra spiaggia e piscina, in relax. La Domenica Dama è già da noi, in tutta la sua gioia e dolcezza. Con enorme piacere riconosce che la raccolta medicinali per il villaggio del Sabaki, che aveva ipotizzato soli due mesi fa, ha riscosso un gran successo: 37 confezioni di medicinali, antibiotici e antinfiammatori per le malattie più ricorrenti, che in caso di impossibilità di recarsi in ospedale, o acquistare i farmaci, possono essere fatali. Raccoglie tutti i farmaci e mi dice che..potrò incontrare personalmente la ragazza che si occuperà di distribuirle alle persone bisognose, nel distretto del Sabaki. Wow!!! E' bello toccare con mano qualcosa in cui si impegna ma lo si può solo idealizzare! Sigh, anche il secondo giorno è andato, uffa, perchè qua il tempo scorre così in fretta?!

Lunedì sveglia alle 4, colazione alle 4,30 e alle 5 viene a prenderci Kakà, il nostro driver, che ci accompagnerà nel safari alle falde del Kilimanjaro presso il campo tendato Voyager Safari Camp di Ziwani, per due notti! Ci vorranno oltre 8 ore per raggiungere lo Tsavo Ovest, ma i paesaggi sono spettacolari. In confronto allo Tsavo Est, l'Ovest è molto più verde, ha piante molto più alte, ma diventa più difficile intravedere gli animali..ma noi siamo tutt'occhi..!! E il nostro Kakà vede davvero lontano.. nemmeno il mio zoom 18X riesce ad arrivare dove vede Kakà!! Superiamo le Taita Hills, colline verdissime, piene di acacie, e avvistiamo le elegantissime giraffe.. tante, tantissime. Poi le zebre, poi gazzelle, antilopi, impala, gnu, bufali, elefanti, babbuini, scimmie, e tantissimi uccelli. Arriviamo vs le due per il pranzo al campo tendato, di fronte al fiume Sante, ricco di coccodrilli e ippopotami, dove si rispecchia il maestoso Kilimanjaro, e le sue nuvolette bianche, e tutta la vegetazione in riva al fiume: meraviglioso. Safari tutto il pomeriggio e la sera, cena davanti al falò, di fronte al fiume, con tutti i suoni possibili immaginabili che ci accompagneranno per tutta la notte! Il martedì ci aspetta un altro Safari in pulmino tutto il mattino, un safari a piedi nel pomeriggio, e il safari notturno di nuovo sul pulmino. La seconda notte nonostante tutti i rumori e suoni dormo come un sasso fino alla sveglia delle 6 del mattino per il rientro sulla costa. Siamo a soli 5 km dalla Tanzania, e..arriveremo al resort solo alle 3,30 del pomeriggio. Resto in ammollo in piscina fino all'ora di cena, pensando a Kaloleni, a metà strada tra Mombasa e Kilifi, che abbiamo attraversato per evitare il traffico delle strade più battute. Kaloleni è la contraddizione più incredibile che io abbia mai visto. Una strada rosso fuoco la attraversa, dissestata, ma splendida, e sorge su un succedersi di colline, con una fittissima vegetazione di palme altissime, bellissime, e decine e decine di capanne di fango e sterco col tetto in makuti, incantevoli, come se fossero disegnate. Ma le persone che vediamo sono sofferenti, in uno stato di povertà assoluto. Kakà ci spiega che questo paese lotta per la sopravvivenza ogni giorno: i km da percorrere per trovare il pozzo più vicino vanno dai 20 ai 40, il prezzo è di 30 scellini ogni 20 litri, e per poter sostenere questo costo le persone sono costrette a raccogliere dalle piante i frutti maturi e cercano di venderle nel percorso. E' già questo è durissimo, ma purtroppo accade di peggio, ovvero che talvota i pozzi, sono vuoti. Non c'è acqua, dice Kakà, non c'è una sola goccia d'acqua. E aggiunge che.. the government, doesn't care. Ci racconta che diversi italiani, sono stati qua per due settimane, facendo costruire diversi pozzi, ma.. no water. Diamo le nostre bottigliette d'acqua disponibili per il safari, alle persone più in difficoltà che troviamo sulla strada. Veramente tragica questa realtà.

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