Malindi, un anno dopo

Ed eccoci qua, di ritorno dopo due intense e bellissime settimane in Kenya. La voglia di ritornare è iniziata ancora lo scorso anno, quando l’aereo partiva da Mombasa per fare ritorno in Italia. E così alla fine di settembre si ...

  • di bicio76
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ed eccoci qua, di ritorno dopo due intense e bellissime settimane in Kenya.

La voglia di ritornare è iniziata ancora lo scorso anno, quando l’aereo partiva da Mombasa per fare ritorno in Italia.

E così alla fine di settembre si atterra di nuovo a Mombasa, impaziente di arrivare a Malindi per rivedere i vecchi amici e di trovarne di nuovi.

Quest’anno niente safari: ho deciso di trascorrere 3 giorni sull’isola di Lamu. La strada per arrivarci non è proprio delle migliori: per fare 280 km (di cui gli ultimi 70 su strada sterrata) ci vogliono 4 ore e mette a dura prova la macchina. Ad un certo punto ci accorgiamo che la freccia anteriore si sta staccando. Non c’è problema (anzi, hakuna matata!), con delle foglie di palma la fissiamo alla carrozzerie e si riparte.

Durante il tragitto siamo anche accompagnati da un militare armato. La zona non è proprio delle più sicure...

Si arriva al porto di Mokowe e si sale sul mtaboti per la traversata fino all’isola di Lamu. Il porto è affollatissimo di gente che aspetta di salire in barca.

Non appena si mette piede sulla terra ferma, ci si accorge di essere arrivati in un altro mondo: il turismo non è ancora così intenso, non esistono macchine (ho visto solamente un tuk tuk come ambulanza...) e per le stradine strettissime si gira solamente a piedi o a dorso d’asino. Lamu è un’isola quasi esclusivamente musulmana, ed inoltre all’inizio di ottobre era periodo di ramadan. Durante il giorno si vede poca gente in giro, ma appena arriva la sera tutti riprendono le loro attività e lungo la strada fioriscono innumerevoli barbecue che preparano tantissime cose da mangiare.

Peccato che la sera sia saltata la luce: girare per le strade solamente con la luce del telefonino non è proprio il massimo. Bisogna stare attenti a schivare le buche e i ... ricordini degli asini! Pazienza, siamo in Africa...

La prima cena al ristorante è stata memorabile: polenta, pesce, fagioli, lenticchie, carne e verdure alla stratosferica cifra di 150 scellini (circa 2 euro)!!! E tutto rigorosamente mangiato con le mani...

Il giorno dopo è completamente dedicato alla scoperta della zona circostante a bordo di un dhow, la tipica imbarcazione di legno con una grande vela triangolare. In più era tutta per me...

La prima tappa è la vicina isola di Manda, dove ci sono le rovine di Takwa, un’antica città swahili abbandonata.

C’è anche il tempo per fermarsi a pescare, ma la fortuna non si è fatta proprio vedere. In un’ora non sono riuscito a pescare assolutamente nulla! Subito dopo si riparte per la bellissima spiaggia di Shela, dove si mangia all’ombra delle palme: riso con il cocco, gamberetti, king fish e frutta fresca a volontà. Dopo un riposino in spiaggia ed un bel bagno in mare, si fa ritorno a Lamu per trascorrere l’ultima serata. Per cena sono invitato a casa della tata della guida locale. Infatti da bambino ha vissuto molti anni a Lamu, ed tutte le volte che va a Lamu passa a trovarle. Tipica cena swahili con tutta la famiglia: anche questa volta seduti per terra e si mangia con le mani. Peccato che io non conosco lo swahili e il resto della famiglia non parla inglese o italiano, perciò la conversazione non è stata molto intensa.

Un altro posto che merita veramente di essere visitato è Mida Creek. Si tratta di una riserva naturale a una ventina di km circa da Malindi. Mida Creek è una serie di canali che passano in una foresta di mangrovie, dove ci sono tantissime specie di uccelli marini.

Arrivati all’ingresso della riserva si percorre un ponte sospeso di legno per arrivare ad una torretta dove si sale su delle canoe completamente scavate nei tronchi degli alberi. Superato un tratto di mare, si entra in una serie di canali attraverso le mangrovie, per arrivare su una spiaggia per mangiare. Peccato che abbia piovuto proprio all’ora di pranzo..Per il ritorno è prevista una bella scarpinata: con la bassa marea le canoe non possono viaggiare...

Ritornato a Malindi si parte alla scoperta delle zone circostanti: - la spiaggia di Watamu (arrivarci con il tuk tuk non è proprio il massimo della comodità...) - Sardegna 2, peccato che l’alta marea abbia rovinato lo spettacolo degli atolli che emergono - il mercatino di Malindi dove si fanno veramente grandi affari...

- naturalmente l’immancabile e quotidiano caffè espresso al Karen Blixen Bar Asante sana Kenya, asante sana a tutti!

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