MALINDI E DINTORNI ottobre

KENIA 8 GIORNI A MALINDI E DINTORNI Ottavio e Beatrice Data del viaggio: dal 13 al 21 ottobre 2006 estremi compresi Prezzo: 700,00 € a persona (incluse tasse, visti, pranzi e cene) Differenza oraria: + 3 ore rispetto all’Italia Ultima ...

  • di ottorupert
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

KENIA 8 GIORNI A MALINDI E DINTORNI Ottavio e Beatrice Data del viaggio: dal 13 al 21 ottobre 2006 estremi compresi Prezzo: 700,00 € a persona (incluse tasse, visti, pranzi e cene) Differenza oraria: + 3 ore rispetto all’Italia Ultima revisione: 6 gennaio 2007.

NOZIONI VARIE: Abbiamo organizzato il viaggio acquistando il pacchetto volo A/R + soggiorno al Tamani Jua Resort, in quanto c’era un last second troppo invitante per rinunciarvi, presso l’agenzia Caesar Tour di Roma, sede di via Boccea.

Siamo partiti da Roma Fiumicino alle 22.00 circa con un volo Eurofly e dopo 8 ore circa siamo atterrati a Mombasa (le 7.00 locali circa). A Fiumicino si paga il visto ai banchi imbarchi dove ci sono dei rappresentanti dell’ambasciata Keniota. Il volo è stato veramente tranquillo e, come già detto in passato, lo Staff Eurofly ci tratta veramente bene.

Arrivati all’aeroporto di Mombasa e superate le procedure doganali, lente ma necessarie, ci avviamo sugli autobus che ci porteranno a Malindi. La strada che collega le due città fa veramente schifo in quanto è dissestata e piena di buche. Le due ore le passo dormendo anche se ogni tanto ci pensa l’autista a ricordarmi che non sono a letto... La giornata è piovosa e devo dire che la pioggia (anche se la stagione delle piogge era conclusa) non ci ha dato tregua per tutto il soggiorno. Arrivati a Malindi si nota subito la differenza tra le ville che affacciano sul mare e la realtà Keniota, fatta di stenti e povertà. Sbarchiamo al Tamani Jua insieme ad altre 7 persone che diventeranno, giorno dopo giorno i nostri compagni di avventura. Ad attenderci la solita e ottima bevanda di benvenuto e la sistemazione in camera. Il resort è pulito, si mangia benissimo ma non affaccia sul mare (possiede una bella piscina).

Malindi è la tipica città africana piena di negozietti misti a baracche dove si trova di tutto ma non bisogna pensare in grande. Si gira con i Tuk Tuk che sono le nostre apette e che fungono da taxi. Appena si scende in centro si viene assaliti dalle persone del posto che chiedono di visitare i negozi e soprattutto cambiare in nero (conviene 100 euro per 89 scellini). C’è anche il Casinò che funge anche da cambio valute e da sfogo per la sera (c’e’ poca roba da fare in giro soprattutto per chi non vuole rimorchiare la fauna locale).

Per quanto riguarda il mare, il resort ogni giorno mette a disposizione il bus che ci porta alla spiaggia della Rosada che dista 10 minuti. La spiaggia è di sabbia bianca lunghissima ed i vari club che la gestiscono non fanno mancare nulla (tra l’altro a pochi passi c’è la villa di Briatore).

Anche il club sulla spiaggia è gestito da italiani e permette di mangiare anche se i prezzi non sono bassissimi. La cosa negativa è che in riva al mare difficilmente si riesce ad arrivare in quanto si viene letteralmente presi d’assalto dai beach boys che non ti mollano un attimo e che sono veramente pesanti in quanto insistenti. Purtroppo la cattiva abitudine è stata data dagli italiani che con un falso buonismo regalano magliette, pantaloni vecchi e spiccioli a queste persone, che praticamente anziché animarsi di buona volontà preferiscono mendicare. Dico falso buonismo perché quando nei club organizzano delle collette per i vari orfanotrofi, a dare i soldi, che veramente servono, sono i soliti noti.

La situazione è veramente fastidiosa perché provate a rispondere 100 volte alle solite domande tipo da dove vieni, com’e’ il tempo, prima volta in kenia...C’e’ da suicidarsi! Dico queste cose perché è vero che la situazione è drammatica ma è anche vero che chi ha realmente bisogno (soprattutto chi vive nella zone interne di Malindi vicino alla fabbrica del legno) ha una tale dignità che non ha il coraggio di mendicare ma sa che deve lavorare per poter mangiare. Sulla spiaggia oramai sanno che ci sono gli italiani e cominciano ad inventarsi storie tipo che devono comprare la farina per i figli ecc. Salvo poi scoprire che non sono nemmeno sposati

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