Un sogno chiamato Kenya

Erano anni che sognavamo un viaggio così, dopo diverse estati passate a visitare località turistiche quali Sharm el Sheik, Maldive, Cabo Verde, Cayo Largo, vivendo per lo più all’interno di villaggi vacanze, era arrivata l’ora di vedere qualcosa di importante, ...

  • di Ale78
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Erano anni che sognavamo un viaggio così, dopo diverse estati passate a visitare località turistiche quali Sharm el Sheik, Maldive, Cabo Verde, Cayo Largo, vivendo per lo più all’interno di villaggi vacanze, era arrivata l’ora di vedere qualcosa di importante, qualcosa che ci arricchisse dentro, che facesse provare emozioni nuove, sconosciute. Abbiamo atteso ansiosamente l’uscita dei cataloghi dei vari tour operator fino al termine di febbraio, quando sono arrivati i primi. Dopo aver visto i classici villaggi, ecco la nostra meta, trovata senza alcuna esitazione, sinceramente non ci interessava il confort, la scelta è stata fatta solo in base al budget prefissato (poi comunque sforato alla grande). Dal catalogo Teorema ecco il Kenya, precisamente il Coconut Village, un villaggio piccolo (45 camere), senza troppi fronzoli, e soprattutto senza animazione (anche se a dire il vero c’erano gli animatori del vicino Tropical Village che ogni tanto facevano una puntatina a trovarci, ma per fortuna senza i vari tornei, i balli di gruppo, ecc.).

Il mattino seguente siamo già in agenzia per la prenotazione, ci viene comunicato che ci sono ancora solamente 6 posti liberi per il periodo da noi scelto, cioè dal 16 al 24 agosto, incredibile, appena uscito il catalogo...C’è già quasi il sold out! Allora va bene, non vogliamo perdere l’occasione, prenotiamo al volo. Sentiamo gia l’adrenalina per ciò che ci aspetterà. Purtroppo viene un po’ sminuita dal pensiero che dovremo attendere un tempo infinito prima di partire...6 mesi! Ci informiamo sui vari vaccini da fare, il titolare dell’agenzia ci dice che lui non farebbe nulla, nemmeno la profilassi antimalarica...Mah! (Io durante il safari sono stato punto dalle zanzare...) Al termine di maggio telefoniamo alla Asl e troviamo inaspettatamente un dottore giovane, preparato e soprattutto gentile, che ci ha spiegato molto bene a proposito delle malattie che si possono contrarre in Kenya.

Siccome era stato deciso di fare il safari (anche se non prenotato dall’Italia), abbiamo deciso di fare la profilassi...E per non rischiare nulla anche il vaccino contro la febbre gialla e l’epatite A (forse troppo, ma di salute ne abbiamo solo una...).

Sbrigata anche questa incombenza, fatti gli ultimi indispensabili acquisti, quali rullini per le foto, nastri per la telecamera, abbigliamento per safari...Siamo pronti. Ecco che torna l’adrenalina.

Scopriamo che il nostro volo non è con la Livingston come pensavamo (compagnia della Lauda, con la quale siamo andati alle Maldive...Il più bel volo che abbiamo fatto...) , ma con una certa Air Italy, compagnia nuova. Ho passato un giorno a cercare notizie su internet, commenti sui vari forum...Cavolo...Quasi tutti si lamentano, aerei troppo piccoli, disservizi, ritardi...Mi prende già il panico...Pazienza, per il Kenya andremmo anche con un piper! Finalmente, dopo una grande attesa, è ora! Si parte per un sogno, per il cuore dell’Africa! Arriva il giorno X, mercoledì 16, partenza con solo mezz’ora di ritardo (in pratica è gia giovedì, sono le 00:30), in effetti l’aereo è piccolino, un 757 per fare 8-9 ore è un po’ stretto, ma è pulito, le hostess sono cortesi e tutto fila liscio. Facciamo scalo a Zanzibar, dove salgono quelli che tornano in Italia...Sono bianchissimi...Una settimana di pioggia...Che sfortuna...

Atterriamo a Mombasa, l’aeroporto è piccolo, ma carino, il cielo è nuvoloso a dir poco; gli agenti della dogana fanno anche finta di fare i controlli, ci fanno aprire le valigie...Abbiamo capito...Cercavano un pacchetto di sigarette..

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