La nostra prima Africa

Il Kenya tra Watamu, Tsave East e Amboseli

  • di Caterina Zellioli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ed eccoci finalmente al nostro vero primo viaggio in Africa. Dopo aver tanto sognato l'Africa e il safari, io e Alessandro abbiamo deciso di organizzare un viaggio in Kenya. La programmazione dell'itinerario e l'organizzazione del viaggio sono iniziate a luglio 2013, quando abbiamo prenotato il volo. Era da un po' che tenevo sotto controllo le tariffe e appena ho visto che iniziavano ad aumentare ho pensato che fosse meglio bloccare i posti. Abbiamo optato per Ethiopian Airlines, ma anche con Turkish Airlines potete trovare delle ottime tariffe. Noi per comodità di orari abbiamo scelto la Ethiopian. Il volo Malpensa-Mombasa ci è costato 550 euro a testa, con scalo tecnico a Roma e scalo di 3 ore circa ad Addis Abeba. Abbiamo prenotato con Last Minute Tour: era il nostro primo viaggio fai da te e per la prima volta abbiamo preferito fare così, per avere un po' di assistenza in più, ma per il prossimo viaggio faremo certamente tutto in autonomia. Purtroppo, solo il giorno prima di partire, guardando sul sito della compagnia aerea, abbiamo scoperto che ci sarebbe stato anche uno scalo tecnico a Kilimangiaro (Tanzania), il che ci è costato circa 2 ore di ritardo sull'arrivo a Mombasa. Stessa cosa per il ritorno. Vi consiglio di controllare sempre l'operativo voli prima di partire perché quasi sempre questo scalo viene fatto ma non viene menzionato sul biglietto.

Lunedì 27 Gennaio - Martedì 28 Gennaio

Siamo partiti da Malpensa alle 20.45 e siamo atterrati a Mombasa alle 15.00 del 28 gennaio, cotti. Il viaggio è stato lungo, soprattutto per via delle numerose soste. Ma la voglia di arrivare in questa fantastica terra era tanta. Passato il controllo passaporti e recuperati i bagagli, siamo usciti dall'aeroporto, dove abbiamo trovato l'autista che ci avrebbe portati a Watamu. Per velocizzare l'ottenimento del visto, vi consiglio di scaricarvi il modulo apposito dal sito www.magicalkenya.com, così potete compilarlo a casa con calma e una volta arrivati in aeroporto dovrete solamente presentarlo al desk. Il visto costa 40 euro a persona ed è meglio se date l'importo giusto all'impiegato della dogana, per evitare questioni con i resti. Dopo aver ritirato i bagagli dovrete passare un altro controllo in cui vi chiederanno quanti bagagli avete, cosa c'è nei bagagli... insomma faranno un po' i pignoli. A noi è capitato che la signora ci chiedesse anche "E per me non avete portato niente?" Ricordatevi sempre di stare all'erta, cercheranno sempre di "scroccarvi" qualcosa, soprattutto in aeroporto. Risposte secche e decise e andate tranquilli.

Noi abbiamo prenotato soggiorno, transfer e safari con Ombretta di Kivuli Tours and Safaris (http://www.kivulitoursafari.com/). E' una ragazza italiana di Ravenna che 7 anni fa si è trasferita in Kenya ed insieme al marito Hadhir ha aperto questa agenzia. Hanno anche un ristorantino a Timboni, frazione di Watamu, dove abbiamo fatto tappa fissa per i pranzi e le cene. Qui potrete assaggiare la VERA cucina swahili. Ma andiamo per ordine. Come dicevo fuori dall'aeroporto c'era l'autista ad aspettarci. Ci abbiamo messo 2 ore per raggiungere Watamu. Poco fuori dall'aeroporto si inizia ad entrare nella realtà kenyota, la realtà della grande e caotica città africana, completamente diversa dalla vita nella zona costiera. Mucchi di immondizia, case fatiscenti, baracche di lamiera, mucche, capre, bajaji (moto che i locali usano anche come taxi, ci salgono anche in 3 o 4), matatu (pulmini che fanno servizio tra una città e l'altra, coloratissimi e sempre con la musica a tutto volume) e tuk tuk (ape car ai quali è stata aggiunta una panchina nel cassone per poter trasportare persone) a non finire, gente che attraversa la strada senza curarsi delle macchine che passano, traffico incredibile. In più erano le 15 ed immaginatevi la cappa di caldo che ci ha assaliti appena fuori dall'aeroporto. Abbiamo percorso la strada che da Mombasa va a Malindi, passando per Kilifi. Appena fuori dalla città il paesaggio cambia e lascia spazio al verde: piantagioni infinite di agave (usano il fiore che la pianta fa al centro per produrre della corda), baobab e prati verdi, insenature con barche, ponti, e finalmente le palme..ci stiamo avvicinando al mare!

Arriviamo fino al bivio per Gede, giriamo a destra e in poco tempo siamo a Timboni. Qui finalmente conosciamo Ombretta, fuori dal suo ristorante. Ci inonda con la sua simpatia romagnola e ci da due frittelline da portare a casa, così da tapparci un po' il buco nello stomaco che ormai avevamo. Ci diamo appuntamento per la sera, lì da lei allo Swahili Cafè.

Raggiungiamo quindi Fabio's House, la casa dove alloggeremo durante il nostro soggiorno. E' proprio a 5 minuti di macchina dal ristorante di Ombretta e ad altrettanti 5 minuti dalle spiagge. Quando da Timboni si arriva all'incrocio con la strada principale che porta a tutti i resort, bisogna girare a sinistra, si oltrepassa il bivio con la strada principale di Watamu e dopo poco si gira nuovamente a sinistra, in una stradina sterrata. Da soli non è facilissima da trovare, come tutte le case private del resto, perché non ci sono indicazioni come per i resort, ma vedrete che riuscirete ben presto ad orientarvi. Tutte le case private sono recintate da alte mura, per evitare incursioni notturne o peggio, durante i periodi in cui i proprietari non sono in casa.

Un grosso portone di legno scuro si apre ed eccoci finalmente a Fabio's House: un paradiso. Ci vengono ad accogliere Ida e Chris, i padroni di casa, insieme allo staff, Kasimu che si occupa dei giardini e vive lì nella dependance, il nostro guerriero Masai che farà la guardia notturna dalle 18.00 alle 6.00 (tutte le case ne hanno uno e spesso anche i negozianti ne assumono uno in società, per la sorveglianza notturna) e Mauro, pescatore e amico dei padroni di casa. In men che non si dica abbiamo un cocco in mano con tanto di cannuccia e ci vengono offerti anche dei dolci locali, buonissimi e speziati. Accoglienza da 5 stelle. Portiamo i bagagli in camera e salutiamo l'autista. Dopodiché iniziamo ad esplorare la casa insieme alla padrona: è un posto meraviglioso, noi abbiamo la camera al piano terra (Kipepeo, la camera della farfalla, in swahili), mentre al piano superiore ce ne sono altre 3 (in una ci vivono i proprietari), più una bellissima veranda con divani e tavoli in tek, cuscini coloratissimi e conchiglie dappertutto. Il tetto è rigorosamente in makuti e sul retro della casa c'è una bellissima vista sulla giungla

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