A Karpathos in luna di miele

Nel Dodecaneso tra mare, montagne e sapori

  • di Panty
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Il 27 maggio 2017 io e Roberto siamo convolati a nozze e per la nostra Luna di Miele abbiamo scelto Kàrpathos, un’isola lunga e stretta incuneata tra Creta e Rodi nelle limpide acque del Mar Egeo. Non siamo nuovi da quelle parti visto che tra Ionie, Cicladi e Dodecaneso di vacanze in Grecia ne abbiamo fatte diverse.

Il 9 giugno ci imbarchiamo su un aereo Neos che parte da Verona alle 7.30 ed atterra a Karpathos alle 10:50 locali. Sbarcati e ritirati i bagagli, prendiamo il taxi e dopo una ventina di minuti giungiamo da Renata’s Villas, una bella struttura nuova e moderna nella zona collinare di Pigadia della quale abbiamo affittato un appartamentino per 10 giorni. Dal balcone si gode una bella vista sul porto e nei terreni circostanti pascola giorno e notte un simpatico gregge di caprette belanti e scampanellanti. Veniamo accolti da Niki, la giovane manager della struttura che ci consegna le chiavi e ci dà la sua disponibilità per ogni esigenza e informazione e ci fa accompagnare in auto fino in paese dove da Euromoto (quello più grande) noleggiamo uno scooter 200 per tutta la vacanza. Giunta ormai ora di pranzo andiamo alla Taverna Maistrali lungo la spiaggia di Afoti dove ci rifocilliamo coi primi manicaretti della cucina greca e trascorriamo il resto del pomeriggio tra sole e bagni nella spiaggia stessa dove con pochi euro affittiamo lettini ed ombrellone. La sera ceniamo da Maxim, lungo il porto, e dopo una breve passeggiata andiamo a riposare, vista la levataccia del mattino.

Il 10 ci lanciamo verso Apella, una delle spiagge più menzionate dalle guide. E non a caso, visto che già dalla strada principale che corre in quota lungo la costa si intravede una baia sabbiosa racchiusa tra due scogliere, ed un mare trasparente color turchese. La giornata è piuttosto ventosa ed il meltemi ci accompagnerà ancora qualche giorno. Ancoriamo con dei grossi sassi gli asciugamani nel tratto di spiaggia libera, all’ombra delle tamerici, e ci godiamo una giornata di bagni di sole e di mare. Inutile dire che l’acqua è limpida e pescosa come tutto il Mar Egeo, solo piuttosto fredda, ma del resto ufficialmente è ancora primavera. Pasteggiamo sulla bella terrazza della taverna che si affaccia sulla spiaggia e nel tardo pomeriggio ci spostiamo alla baia di Ag. Nikolaos sulla costa sud-ovest (ce n’è una con lo stesso nome più a nord-est) dove ci godiamo un bel tramonto. La sera ceniamo alla Taverna Maistrali.

L’11 andiamo a Kira Panagia, altra baia stupenda dove affittiamo ombrellone e lettini. Questa spiaggia è molto attrezzata e vicino ci sono diverse taverne. E’ famosa per la chiesetta bianca con cupola rossa che si ammira sulla scogliera che chiude a destra. Pranziamo in una delle sue taverne e restiamo in spiaggia fino a tardo pomeriggio. La sera ceniamo al porto da Posidon, piccolo e grazioso ristorante, e andiamo a berci un caffè con la moka al Caffè Karpathos Angolo Italiano dove ci intratteniamo a chiacchierare col gestore che parla perfettamente la nostra lingua. Passeggiando per Pigadia realizziamo che il fulcro della vita si divide tra la parte bassa lungo il porto e la strada rialzata e parallela ad esso che pullula di bar, negozietti e ristoranti e culmina nella piazzetta principale. Una movida vivace e contenuta al tempo stesso, che rende rilassante e piacevole la passeggiata del dopo cena.

Il 12 ho scoperto quella che diventerà la mia spiaggia preferita, Ahata. È il giusto compromesso tra Apella e Kira Panagia. Bella, attrezzata ma non troppo frequentata e con una tavernetta comoda a pochi passi dall’ombrellone. Racchiusa anch’essa tra due scogliere e con un mare da togliere il fiato. La sera ceniamo al Mike’s Restaurant, leggermente defilato rispetto alla zona nevralgica ma che si rivela la migliore scelta fino a quel momento

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