Karpathos, una vacanza a misura d'uomo

Una vacanza trascorsa all’insegna di relax, cibo, nuotate e tanto sole in uno scenario incontaminato

  • di Fabiusone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest’anno abbiamo deciso di trascorrere le vacanze sull'isola di Karpathos, situata tra Rodi e Creta e seconda per grandezza del Dodecaneso, nostrana conquista coloniale fino al 1943 con il nome di Scarpanto. Essendo habitué delle isole greche e turisti “fai da te”, a fine maggio su booking abbiamo prenotato per luglio un hotel e acquistato un volo su internet, peraltro a un prezzo conveniente.

Ore 12.10: le ruote del 737 della Neos toccano la ventosa pista di Karpathos. osservando dall’oblò il paesaggio si rimane esterrefatti dall'orografia dell'isola, la prima parola che ci è venuta in mente è stata “selvaggia”, ma basta qualche chilometro per averne conferma; un’isola selvaggia e montana, come la definiscono i suoi abitanti.

La natura è un caleidoscopio di colori e profumi: il blu cobalto del mare, il marrone delle montagne bruciate dal sole, le rocce levigate dal vento, dove pini marini e rododendri emanano un profumo inebriante che, uniti ALL'ODORE del mare, generano un mix che raramente si incontra in altri posti. Se dovessero girare un film sull’antica Grecia, Karpathos sarebbe un set ideale.

Il nostro albergo era situato in una zona tranquilla di Pigadia, il capoluogo, distante cinque minuti a piedi dalla via principale e mezz’ora dal porto. L’accomodation comunque è stata azzeccata! La nostra vacanza si è protratta per 14 giorni e per girare l’isola (grande quasi una volta e mezza l’Isola d’Elba) abbiamo noleggiato un mezzo, adottando una formula auto-moto, più adatta ALL'OROGRAFIA del terreno e ai fattori ambientali, ovvero alle grandi distanze e al vento che spesso tira molto forte, tanto che certi giorni era difficile tenere su il ciclomotore. Quindi, auto per i primi 6 giorni per le località più lontane e motorino per il restante periodo, vento permettendo. Numerosi sono i rent a car sull’isola sparsi un po’ dappertutto, si può noleggiare l’auto in aeroporto (con brand internazionali quali Avis, Hertz, ecc) e soprattutto a Pigadia, dove prosperano quelli locali. Il prezzo in alta stagione (luglio e agosto) è di circa 45-50 euro al giorno per una vettura della classe Fiat Panda; per i motorini si va dai 10 euro per un cinquantino ai 20 per un 125. Consigliamo una cilindrata 125 o 200 cc per le pendenze delle strade, soprattutto quelle che portano alle spiagge e per contrastare meglio le raffiche del Maltemi. Si può anche girare l’isola in caicco; ogni giorno ne partono almeno tre dal porto di Pigadia diretti alle stupende spiagge di Kira Panagia, Apella e Diafani, quest’ultima a nord dell’isola, tutto al modico costo di 25 euro.

Abbiamo costatato che la rete stradale è migliore di quella delle altre isole visitate, quasi tutte quelle che portano alle spiagge sono asfaltate, non così si può dire per indicazioni, almeno riferite alla rete stradale ad oriente dell’isola. I primi due giorni abbiamo sbagliato numerose volte complice la mancanza di indicazioni, per di più la cartina turistica fornitaci dal nostro noleggiatore non era precisa per cui ne abbiamo comprata una più dettagliata. Karpathos è un'isola montuosa allungata in direzione nord-sud, il suo monte più alto è Kali Limni 1.215 metri di altezza. di conseguenza la rete stradale principale è un ring road attorno all’isola, che si chiude a Spoa (situata al centro nord dell’isola), da qui poi si prosegue a nord per la strada principale fino a Olimpos e Diafani. Da questo enorme anello stradale dipartono le stradine asfaltate per le spiagge dell’isola.

La catena montuosa centrale divide l'isola in due: la parte orientale è la più battuta dal turismo con spiagge e calette più suggestive e affascinanti e parzialmente protette dal vento, mentre quelle occidentali sono più ventose e la presenza dei turisti è meno insistente (quando tira il Maltemi è difficile stare in panciolle). La strada principale da Pigadia a Diafani, superata Apella, sembra scolpita sui fianchi delle montagne, tanto che rocce e massi si staccano dai loro fianchi, logorati dal vento, cadendo sul manto stradale. Più che su un’isola greca sembra di essere sulla route 66 del Gran Canyon. La strada principale si arrampica fino ad altitudini tali da offrire scenari di superba bellezza, soprattutto nella parte occidentale, dove le stradine che portano alle spiagge scendono vertiginosamente attraversando la macchia mediterranea satura di odori e profumi e dove, certe volte, si ha l’impressione, soprattutto nei tornanti, di saltare nel vuoto. Tutte sensazioni che si possono cogliere maggiormente in motorino.

Da Pigadia abbiamo raggiunto in un’ora Olimpos, un caratteristico paese arroccato sulle montagne. Lo scenario è affascinante e il panorama mozzafiato, caratteristica è l'unica via pedonale del paese, dove le donne anziane indossano abiti antichi. Sempre sulla via, un insieme di negozietti di abbigliamento locale, di souvenir e alcune taverne le cui terrazze panoramiche offrono scenari da cartolina. Siamo ripartiti da Olimpos destinazione Diafani che abbiamo raggiunto in mezz’ora. Il paese non è altro che un piccolo centro abitato, un borgo marinaro, dove sorgono alcuni studios, qualche hotel a conduzione familiare, un paio bancarelle e negozietti che vendono gli immancabili souvenir. Un paese dove la quiete è la regina incontrastata, insomma chi sceglie Diafani ottiene il silenzio assoluto, l’unico rumore è quello delle onde che s’infrangono sugli scogli. La spiaggietta non è attrezzata ed è di ciotolame fine, ma questo posto non ci ha particolarmente colpito

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