Toscana, Umbria e i Monti Sibillini in moto

Dicono che “partire e un po’ morire”???? A me non sembra proprio, partire dopo tanto tempo che ti prepari e aspetti: è vivere ma vivere al di fuori di tutto, staccare la spina dal lavoro, dalle preoccupazioni e dai problemi ...

  • di Andrea Livelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dicono che “partire e un po’ morire”???? A me non sembra proprio, partire dopo tanto tempo che ti prepari e aspetti: è vivere ma vivere al di fuori di tutto, staccare la spina dal lavoro, dalle preoccupazioni e dai problemi in generale.

Così, io e Salva, il mio solito compagno di avventure-sventure mototuristiche, abbiamo deciso di fare un bel giro per i passi dolomitici dell’Alto Adige, almeno così pensavamo... Però all’improvviso a circa un mese dalla partenza squilla il telefono è Carlo un altro amico motociclista che conosco da “soli” 20 anni – Vengo anch’io -... Benissimo si parte. E’ il solito ponte del 2 giugno però questa volta i giorni sono solo 4 ma va bene lo stesso Ore 7.30 appuntamento all’autogrill di Fiorenzuola d’Arda ???? Perché cosa centra Fiorenzuola con il Trentino? Niente, infatti l’itinerario è cambiato non si và più a nord, ma sud: una fetta di centro italia attraverso Toscana, Umbria e Marche.

Ore 8.00 partenza, primo obiettivo: la ss67 il mitico passo del Muraglione,ma per arrivarci siamo costretti a fare un pezzo di autostrada fino a Forli. Purtroppo c’è molto traffico, oggi tutta l’Italia ha deciso di mettersi in viaggio, d'altronde il ponte del 2 giugno quest’anno si presta molto favorevolmente per una breve vacanza, come abbiamo fatto anche noi del resto.

Si viaggia molto male: con code e traffico a singhiozzo inoltre i lavori tra Modena nord e Modena sud peggiorano ulteriormente le condizioni di viabilità, siamo spesso costretti a zigzagare in mezzo alle macchine ferme in coda, ma questo è uno dei vantaggi del viaggiare in moto. Non siamo seduti su sedili confortevoli con poggiatesta e braccioli, non abbiamo la radio che ci allieta con la musica, non abbiamo l’aria condizionata, non abbiamo il telepass però non facciamo code, noi possiamo muoverci, magari andando più piano, ma non siamo fermi e avvertiamo anche un po’ l’invidia degli automobilisti chiusi nelle loro scatolette di latta, addirittura qualcuno con un – Beati voi – ce la manifesta apertamente...

Comunque a Bologna decidiamo di uscire e fare la via Emilia fino a Forlì.

La scelta si rivelerà ben poco felice anzi, in alcuni tratti è addirittura peggio il traffico che incontriamo, tanto che ad un certo punto io e Carlo perdiamo di vista Salva che ci precede. Ci fermiamo, squilla il cell. “dove siete?” è Salva. “non lo sappiamo, tu dove sei?” “ho appena superato Castel Bolognese”. Niente paura, Carlo tira fuori il suo palmare con il navigatore satellitare.”allora? dove siamo? “ “ Non so, non si riesce a capire”. Rimontiamo in sella e avanti dopo solo 100 metri incontriamo, Salva fermo che ci fa cenno... Prodigi della tecnica!!!!! Finalmente riusciamo ad immetterci sulla tanto agoniata ss67.

Si capisce subito che questa è la pista degli smanettoni locali infatti ci sfrecciano davanti a velocità impressionanti con delle staccate al limite, forti della conoscenza del tracciato o anche e probabilmente equipaggiati con una buona dose di incoscenza.

Il primo tratto si presenta abbastanza monotono e finalmente con poco traffico, ma comunque piacevole alla guida e ci permette di rilassarci un po’ e goderci il paesaggio. La salita è molto graduale almeno fino a San Benedetto in Alpe da qui in poi si fa sul serio.

I primi tornanti arrivano all’improvviso dopo una serie di curve dolci e sinuose, il primo mi trova decisamente impreparato e arrivo lunghissimo, per fortuna che non incrocio nessuno in senso opposto. Scarica di adrenalina e via avanti senza pensarci troppo, comunque è meglio non distrarsi, ma non è facile, il paesaggio è stupendo siamo nel Parco Nazionale delle foreste Casentinesi e finalmente arriviamo sul passo a quota 900 mt

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