Merano e Val d'Ultimo tra mercatini e natura

In prossimità del Natale abbiamo deciso di fare una puntatina ad un mercatino dell’Alto Adige e approfittarne per passare alcuni giorni in mezzo alla natura. La scelta è caduta su Merano, che abbiamo raggiunto per l’ora di pranzo. Sistematici alla ...

  • di iaronob
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

In prossimità del Natale abbiamo deciso di fare una puntatina ad un mercatino dell’Alto Adige e approfittarne per passare alcuni giorni in mezzo alla natura. La scelta è caduta su Merano, che abbiamo raggiunto per l’ora di pranzo. Sistematici alla pensione Vallreis a Schenna ( 5 km. Sopra Merano) siamo partiti alla volta del nostro shopping natalizio, con il bus (perché cercare parcheggi?) che collega Schenna a Merano ogni ora fino alle 19,00. Il mercatino dell’avvento meranese è situato in una posizione soleggiata lungo la passeggiata sul fiume Passirio. I colori e gli odori ci hanno invaso sin dal primo momento; abbiamo assaggiato ogni tipo di specialità dal panino con l’agnello arrosto allo strudel, dai cioccolatini ripieni al latte al panpepato e abbiamo ammirato e comprato addobbi natalizi di ogni forma, materiale e colore e tanti manufatti per portare regalini a parenti e amici.

Il pomeriggio è poi stato animato dai Knups ( i diavoli che la sera di San Nicola portano via i bambini che non sono stati buoni) che hanno rincorso i bambini che li sbeffeggiavano e verso le 17,00 quando la temperatura è cominciata a scendere e la folla ad aumentare, abbiamo abbandonato il mercatino per proseguire il nostro giro lungo i deliziosi portici di Merano e la visita al castello.

La Domenica mattina abbiamo evitato il caos del mercatino e siamo partiti alla scoperta della Val D’Ultimo.

E’ una valle chiusa che termina con il lago di Fontana Bianca; si trova a pochi km da Merano in direzione Lana e ci ha offerto la possibilità di passare una giornata alla scoperta delle sue bellezze. Arrivati nel primo paesino : San pancrazio, siamo stati come trasportati indietro nel tempo, con le case dipinte, la chiesetta sulla piazza e i contenitori in alluminio per il latte, fuori dalle porte, in attesa di essere riempiti. Qui a San Pancrazio, appena fuori dal paese, sulla sinistra oltrepassato il fiume, si lascia la macchina per andare a visitare una stranissima “casetta sul sasso”. Ci si dirige verso il bosco, dove passato un torrente, si incontra la “Hausl am Stoan” che la leggenda vuole come l’unica casa rimasta in piedi perché costruita su un sasso, dopo che un’inondazione portò via tutto il terreno circostante, abbassandone il livello di 3 metri circa. E’ davvero singolare vedere questa casa, che in estate è ancora abitata, abbarbicata su un masso.

Tornati alla macchina siamo ripartiti per risalire la valle e superato il paese di San Nicolò, prima di arrivare a San Geltrude sulla sinistra in prossimità di una specie di stazione di bus, c’è l’indicazione per i “larici bimillenari”.Lasciata l’auto, ci siamo avviati per una allegra passeggiata in mezzo alla neve di circa 20/25 minuti ed ecco che di fronte a noi si stagliano le sagome di 3 giganteschi larici che hanno un’età approssimativa che va dai 1950 ai 2050 anni...Ma ci pensate a quante cose hanno visto? Sono enormi e noi 6 in cerchio, non siamo riusciti ad abbracciare il più grande. I tronchi sono cavi e ci si sta comodamente all’interno; intorno ci sono anche tavoli e panchine per un pic nic...Naturalmente quando la stagione lo consente. Ritornati sui nostri passi proseguiamo poi lungo la vallata e arriviamo al termine, oltre San Geltrude, sino al lago di Fontanabianca che si estende davanti a noi completamente ghiacciato e innevato. Dopo uno sguardo al lago e dintorni ed un gustoso pranzetto, lungo la via del ritorno vediamo una bellissima pista per slittini e così noleggiatone uno, concludiamo questa splendida giornata a scorrazzare assieme ai bimbi, su e giù per la pista L’ultimo giorno, per evitare le code interminabili che si sarebbero formate di lì a poco, partiamo di mattina e facciamo una sosta prima di Trento, alle Piramidi di Segonzano. Anche qui una salita non indifferente ci porta dopo circa mezz’ora, a raggiungere i tre belvedere dai quali si ammirano queste formazioni particolari che l’erosione e il tempo hanno reso simili a pinnacoli con in cima un sasso che sembra un cappello appoggiato lì da qualcuno!! E così si è concluso il nostro week-end lungo, alla scoperta di un altro bellissimo angolo d’Italia.

Ciao da Ilaria

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