Terre di Giuseppe Verdi. Busseto (PR) e dintorni

Racconto di un breve viaggio, un weekend intenso di emozioni storiche e enogastonimiche nella scenografica incantevole di questi luoghi situati tra Po e Appennino, nel Ducato dove ogni cosa racconta da sempre storie di vite straordinarie: l’entroterra di Parma sulle ...

  • di Francesco Lengua
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Racconto di un breve viaggio, un weekend intenso di emozioni storiche e enogastonimiche nella scenografica incantevole di questi luoghi situati tra Po e Appennino, nel Ducato dove ogni cosa racconta da sempre storie di vite straordinarie: l’entroterra di Parma sulle orme di Verdi.

Il nostro viaggio inizia da Roncole, paese natale di Giuseppe Verdi, biografia stessa della sua vita, luogo ispiratore di capolavori dell’opera di tutti i tempi. Il paese è una piccola perla a pochi chilometri da Fidenza. In sé ospita i luoghi impedibili per gli amanti dell’opera, della musica e della storia risorgimentale.

La casa natale di Verdi è, oltre il modesto edificio che ospitò l’infanzia del maestro, un luogo suggestivo e ricco di curiosi aneddoti raccontati con passione e coinvolgimento da una signora che ci accoglie con gentilezza e ci guida tra le camere ormai spoglie ma pur sempre cariche di un certo interesse storico.

A pochi metri la chiesa di San Michele Arcangelo ci svela l’organo utilizzato da Verdi per le suo prime “sinfonie”, qui Verdi fu battezzato e qui è conservato il suo certificato di nascita. Il paese riporta con orgoglio le parole del Maestro proprio all’ingresso di Roncole “Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole”.

Dal 1901 la casa è monumento nazionale, pur nella sua semplicità, coerente con la vita di Verdi.

La visita presso Busseto rievoca gli anni del successo di Verdi, dal Teatro a casa Barezzi (museo verdiano) fino all’imperdibile antica osteria frequentata da Verdi “Salsamenteria”, tuttora luogo di sublimi piaceri culinari (culatello e parmigiano reggiano) assaporati ascoltando le più note arie dei capolavori verdiani, l’ambiente è assolutamente originale, pieno di foto d’epoca e di segni del passaggio dei grandi dell’opera. Da non perdere, ricordando di prenotare con anticipo.

Verdi abitò in casa Barezzi, droghiere benestante che intuì precocemente il genio del maestro, per insegnare alla figlia Margherita Barezzi, poi divenuta sua prima moglie, la sua arte musicale. Verdi serbò sempre infinita gratitudine a Barezzi, come traspare da numerosi suoi scritti. Qui ogni oggetto parla del musicista e dei suoi filiali rapporti con il suocero mecenate a partire dal pianoforte sul quale composte “i due foscari” e suonò “Và Pensiero” per alleviare il trapasso di Barezzi morente, che spirò mormorando “al me Verdi” (il mio Verdi).

A pochi chilometri da Busseto, Villanova sull’Arda ospita la maestosa dimora di Verdi. La villa è molto di più di una semplice dimora perché racchiude i se tutta la filosofia di vita e il modus vivendi del grande compositore italiano. Dall’amore per la natura fino al legame con la propria terra, dalla passione per le arti fino alla sua capacità di gestire il proprio patrimonio Villa Verdi è l’essenza stessa del maestro, un autobiografia strutturale che resta immutata nel tempo.

Tra i cimeli più significativi il pianoforte di Verdi, il ritratto giovanile di Giuseppina Strapponi, sua seconda moglie, e il ritratto del maestra capolavoro assoluto di introspezione. Una significativa curiosità che ci ha profondamente colpito: la villa contiene 55 stanze ma solo 5 sono visitabili. Perché? Qui la polemica è immancabile. Scopriamo che la Villa (che dovrebbe essere monumento nazionale visto che le sue mura hanno visto nascere le opere più celebri in tutto il mondo dall’Aida al Rigoletto fino a Falstaff) è privata. PRIVATA! La guida ci spiega (dopo averci abbandonato per una buona mezzora perché la visita è stata interrotta da una coppia di, supponiamo, personaggi celebri che volevano vedere la “location – come si è giustificato il misterioso miliardario) che Verdi, rimasto senza eredi a causa della morte prematura dei suoi due figli e di Giuseppina, lasciò la villa in eredità a Maria Filomena Carrara, la figlia del cugino del padre di Verdi. Tuttora la villa è dunque abitata dalla famiglia CARRARA VERDI, guarda caso dentro la villa è visibile un Regio Decreto del 1930 circa che consente di abbinare al cognome Carrara quello di Verdi. Cosa non si fa per tenersi stretto un capitale del genere! Noi saremo anche comunisti ma questo è veramente troppo! I luoghi verdiani hanno un valore indiscusso non singolarmente, ma in quanto inseriti in un percorso unitario e originale, allo stesso tempo suggestivo ed emozionante, alla scoperta non solo del maestro, ma anche del particolarissimo periodo storico che lo ha visto protagonista Un esperienza consigliata a tutti gli amanti e non della musica lirica.

Www.Giuseppeverdi.It www.Turismo.Parma.It www.Verdidocet.Org

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