Viaggiare in libertà: proteggi le tue vacanze

Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto in Italia, Austria, Germania, Svizzera, Paesi scandinavi e regione balcanica in Europa, queste sono le zone maggiormente endemiche in cui viaggiatori e turisti possono imbattersi in un rischio poco noto: il morso da zecca. Ecco come prevenirlo

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Viaggiare in libertà: proteggi le tue vacanze

Lo sapevi che… il vademecum di chi ama la natura!

AMATE STARE ALL’ARIA APERTA?

Se siete amanti degli sport outdoor come il trekking, le arrampicate, la mountain bike, o praticate campeggio, orienteering e attività all’aria aperta dovreste sapere che le zecche sono parassiti di dimensioni molto piccole e vivono succhiando il sangue agli animali, ma possono anche mordere gli esseri umani che praticano attività all’aria aperta o che vivono nelle zone maggiormente a rischio. I morsi di zecca non sono pericolosi di per sé, ma in alcune regioni le zecche possono essere infettate da batteri, virus e parassiti e, mentre si nutrono del sangue umano, possono trasmettere gravi malattie.

DOVE SI POSSONO TROVARE LE ZECCHE INFETTE?

In alcune zone di Italia e d’Europa le zecche prosperano sui terreni boschivi ombrosi e umidi, sulle radure a prato e nei cespugli. Popolano sia le zone rurali sia le località urbane e, a causa del forte cambiamento climatico degli ultimi anni e l’incremento della fauna selvatica, hanno subito un allungamento del loro ciclo vitale, dalla primavera all’autunno inoltrato.

QUALI MALATTIE POSSONO TRASMETTERE?

Tra le malattie che possono trasmettere le zecche troviamo l’encefalite da zecca o TBE (Tick-borne Encephalitis). Sintomi come febbre, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e nausea possono rappresentare un campanello d’allarme e richiedere un controllo più approfondito presso il medico di medicina generale per escludere che si tratti di TBE. Nei casi più gravi la malattia può coinvolgere il sistema nervoso centrale, provocare sintomi neurologici a lungo termine e, in alcuni rari casi, anche la morte.

COME SI PUÒ PREVENIRE LA TBE?

La notizia positiva è che l’encefalite da zecca si può prevenire. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) raccomandano la vaccinazione contro questa malattia alle persone che vivono o visitano frequentemente le aree endemiche[1]. Si tratta di una profilassi raccomandata nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e offerta gratuitamente ai residenti della regione Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. È comunque buona norma adottare piccoli accorgimenti prima di recarsi in aree endemiche, soprattutto se si ha intenzione di praticare attività o sport all’aria aperta come passeggiate, mountain bike, caccia, pesca ecc.

“La diffusione delle zecche è un fenomeno che non ha ancora una spiegazione scientifica, l’ipotesi piu’ accreditata è che l’aumento delle temperature abbia determinato alcune condizioni favorevoli allo sviluppo di questo parassita. Per questo motivo, con l’avvicinarsi della stagione estiva, le occasioni di entrare a contatto con la natura, e dunque con le zecche, crescono vertiginosamente. È sicuramente buona pratica adottare piccoli accorgimenti come ad esempio utilizzare repellenti sulla pelle e sui vestiti o indossare indumenti appropriati. Tutto questo può non bastare, ma la buona notizia è che la TBE si può prevenire attraverso una semplice vaccinazione, efficace e sicura, una profilassi consigliata a bambini e adulti residenti nelle aree interessatedichiara Alberto Tomasi, Direttore Area Funzionale Igiene Pubblica dell’Azienda Toscana Nord Ovest e Presidente SIMVIM (Società italiana Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni).

Per saperne di più puoi rivolgerti al Dipartimento di Prevenzione della tua azienda sanitaria o al tuo medico curante e visitare il sito www.azioneprevenzione.it.


PP-VAC-ITA-0170

1. European Centre for Disease Prevention and Control - Tick-borne encephalitis http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/emerging_and_vector-borne_diseases/tick_borne_diseases/tick_borne_encephalitis/pages/index.aspx


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