Il Tirreno prima dei Romani

A spasso nel tempo per raccontare le antiche rotte dei Popoli del Mare

Meravigliosa. Dalla porta posteriore entro nel museo, dove si possono vedere le statue e i bassorilievi trovati negli scavi di Pyrgi. Qui l’antica etrusca Pyrgi si svela a noi con l’immagine di Leucotea, una principessa tebana che si era gettata in mare, approdando proprio qui. E con l’immagine di Eracle che l’accoglie sulle spiagge del Lazio. Ad accogliere me sulle mura dell’antica Pyrgi trovo Valentino Nizzo, che mi illustra il sito. Ci incontriamo qui nell’area naturale e archeologica di Pyrgi, una meraviglia! Questo luogo riassumeva le ambizione degli Etruschi della zona: il dominio sul mare al quale avevano dato il nome, e i due santuari importantissimi dell’epoca, dove sono state trovate le straordinarie lamine d’oro di Pyrgi che provano l’esistenza di un trattato firmato tra Etruschi e fenici alleati contro i focei che avevano cercato di stabilire il loro dominio sul Mar Tirreno. C’è stata la grandissima battaglia di Alalia ricordata da Erodoto, uno scontro fra greci-focei da una parte, cartaginesi ed Etruschi alleati dall’altra. Vincono questi ultimi e alla fine il Mar Tirreno viene diviso fra i vincitori in due sfere di influenza: gli Etruschi dominano la zona nord, proiettata verso il centro Europa mentre i cartaginesi mettono sotto la loro sfera di influenza la zona dalla Sardegna - Corsica alle Baleari. In questo viaggio io vorrei capire meglio il meccanismo di questa battaglia e le cause e le conseguenze di questa guerra, che è stata importantissima all’epoca. Vorrei colmare una lacuna dei nostri libri di storia. In seguito infatti, il mare dominato dagli Etruschi diventerà romano e solo dopo la vittoria di questi ultimi sui Cartaginesi diventerà Mare Nostrum, stabilendo l’indiscussa potenza romana. E da qui in poi, è storia nota.

LA TOMBA-CASA

Tutto qui ruota nella riproposizione e nella dimensione ultraterrena della casa: evidentissima nella Tomba dei Rilievi dove si riproducono oggetti di uso comune. I membri della famiglia sono tutti a riposare nei loro klinai. La signora della casa ha lasciato sul gradino i propri sandali. Le tombe gentilizie etrusche erano la manifestazione del nucleo familiare, dove venivano inumati anche gli altri consanguinei, un vero clan. Le scale servivano per salire sulla sommità del tumulo e svolgere le cerimonie a complemento della venerazione dei defunti, per lo più banchetti e sacrifici rituali. Poi si entrava. Tutto replica la casa anche qui: le colonne a sostegno del tetto, il tetto a sua volta riprodotto perfettamente, le stanze con i letti dove venivano deposti i defunti come se riposassero a casa loro. Un po’ fuori dal luogo dove le tombe si susseguono ravvicinate ecco un grande tumulo: stiamo per entrare nella Tomba degli Scudi e delle Sedie. Più che sedie sembrano troni mentre gli scudi sono quelli classici dei guerrieri dell’Iliade, come lo scudo di Achille o quelli dei Sardes e dei Popoli del Mare.

LEAGRO IL BELLO E IL VASO DI EUFRONIOS

Parliamo appunto di battaglie condotte anche per mare e infatti c’è un’altra tomba che chiamata Tomba della Nave. Il sole vi entra in determinate ore del giorno, come nelle tombe di Popu­lonia e di Newgrange. La nave si è scolorita, l’hanno vista solo quelli che hanno aperto la tomba, che peccato! Non solo non c’è più la nave, ma i tombaroli agirono indisturbati per molto tempo trafugando molti arredi funebri di pregio, oggetti come quello che vado a vedere al museo di Cerveteri dove gli arredi sono esposti in una permanente

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